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22

May

Liturgia

Veglia ecumenica di preghiera per il superamento delle discriminazioni

Lugano, chiesa evangelica riformata, viale Cattaneo 2

20:30

In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (IDAHOT), il gruppo La Porta Aperta – Spazi di inclusione promuove una veglia di preghiera ecumenica aperta a tutta la cittadinanza. L’iniziativa è promossa dal citato gruppo con Azione Cattolica Ticinese in collaborazione con diverse realtà cristiane presenti sul territorio, come la Chiesa Riformata del Ticino e la Chiesa Cattolica Cristiana della Svizzera e si svolgerà anche quest’anno presso la Chiesa Evangelica Riformata.

L’appuntamento è per venerdì 22 maggio 2026 alle ore 20.30, presso la Chiesa Evangelica Riformata di Lugano, in Viale Cattaneo 2.

Gli organizzatori informano che “la veglia nasce come momento di raccoglimento, ascolto e intercessione per tutte le persone che, in diverse parti del mondo, subiscono discriminazione, emarginazione o violenza a causa del proprio orientamento o della propria identità di genere. Non si tratta di una rivendicazione, ma di un gesto spirituale: uno spazio in cui affidare a Dio le ferite dell’umanità e invocare un cambiamento dei cuori e delle relazioni. Questo appuntamento si inserisce nel contesto delle numerose iniziative analoghe che, anche quest’anno, si terranno in diverse città del mondo in occasione dell’IDAHOT, come segno condiviso di memoria, preghiera e attenzione verso le persone colpite da discriminazione”.

Su Chiesa in diretta, trasmissione ecumenica alla RSI, domenica 17 maggio alle 8.30 un approfondimento

Qui un nostro approfondimento redazionale di un anno fa relativo a questa tematica: Una veglia ecumenica che fa discutere: ma di cosa si tratta?

Inoltre è giunto alla nostra redazione il 21 maggio, un comunicato stampa nel quale un gruppo di cattolici locali interviene sul tema asserendo di aver scritto in tal senso all’Amministratore apostolico per chiedere chiarezza alla diocesi in merito alla veglia di cui sopra. Nella trasmissione radiofonica di cui sopra si parla anche di questo comunicato. Gli stessi cattolici locali si erano già espressi lo scorso anno in occasione della medesima veglia.

Comunicato stampa di un gruppo di cattolici locali

"Considerata anche la diffusione da parte dei media della veglia in oggetto, il gruppo promotore della petizione dello scorso anno, che ha permesso di evitare che la medesima
si svolgesse presso la Basilica del Sacro Cuore di Lugano, ha inviato un nuovo appello filiale all’Amministratore Apostolico per la Diocesi di Lugano, Mons. Alain De Raemy, nella speranza di ottenere una parola di chiarezza, inutilmente attesa nell’arco di quest’anno. Questo rinnovato appello si è reso necessario alla luce del coinvolgimento dell’Azione Cattolica Ticinese, realtà strettamente legata alla figura del Vescovo e alla Pastorale Diocesana nella formazione cristiana, soprattutto dei più giovani, della presenza annunciata di ministri della Chiesa cattolica e dei contenuti del sussidio liturgico previsto per questa edizione della veglia, che sollevano seri
interrogativi per il linguaggio ideologico e l’impostazione teologica adottati. Il gruppo promotore si è fatto voce presso Mons. De Raemy di tutti quei fedeli che non si riconoscono
in questo linguaggio depersonificante e divisivo. Quindi anche di quei fratelli e sorelle che vivono una condizione omoaffettiva attraverso percorsi sia individuali che condivisi, alla luce degli insegnamenti della Chiesa e ai quali Papa Leone si è rivolto tramite l’incontro con Courage International  lo scorso mese di febbraio, elogiandone la libertà con cui si affidano ad un Amore più grande. Di recente il Santo Padre ha inoltre ricordato che i cristiani sono oggi tra le categorie più perseguitate e discriminate nel mondo, richiamando al tempo stesso la necessità che l’unità della Chiesa non sia ridotta alle sole questioni sessuali e riaffermando l’insegnamento morale cattolico in materia di omoaffettività. Si chiede dunque
all’Amministratore apostolico di intervenire presso l’Azione Cattolica Ticinese, affinché sia richiamata alla propria missione ecclesiale, e di offrire una parola chiara a tutti i ministri e fedeli cattolici coinvolti in iniziative che, secondo i materiali pubblici de La Tenda di Gionata, vengono inserite in un percorso volto a promuovere dall’interno cambiamenti nella dottrina e nel Magistero di sempre.  Qui si chiede altresì di assumere una posizione chiara, distinguendo la doverosa pastorale di
accompagnamento delle persone ferite nell’identità fondata sull’accoglienza nella verità, secondo quanto da sempre indicato dalla Chiesa, dall’adesione a
categorie ideologiche e a concezioni dell’inclusività non riconducibili all’antropologia cristiana".