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Dall'intuizione di san Cottolengo un luogo di inclusione a Torino: "Strada Regina" lo ha visitato

di Silvia Guggiari

C’è un luogo che parla di inclusione, di accoglienza, di amore per il prossimo. Qui non si conosce la «cultura dello scarto», ma anzi prendersi cura degli «scartati della società» è la missione che da sempre si vive al Cottolengo di Torino. «Una città nella città», come la definì Italo Calvino nel suo romanzo «Una Giornata di uno scrutatore», fondata tra il 1832 e il 1842 da un uomo, un santo, Giuseppe Cottolengo (1786-1842) che ebbe l’intuizione di «organizzare e amministrare in mezzo a difficoltà e incomprensioni questo monumento della carità sulla scala della nascente rivoluzione industriale». Nel 2027 verranno celebrati i 200 anni dell’intuizione carismatica di questo Santo che in poco tempo riuscì a far fiorire un’opera che presto arrivò in diverse parti d’Italia e che dopo la sua morte si diffuse con congregazioni ed istituti in tutti i continenti, arrivando anche in Ticino, a Gordevio per l’esattezza, dove da 100 anni è attiva la casa anziani «Piccola Casa della Divina Provvidenza».

La toccante visita al Cottolengo

Con la redazione di «Strada Regina» siamo stati a scoprire questo quartiere di Torino, accompagnati dalla preziosa presenza della Vice Madre suor Carla de Feo. Tra le strade del Cottolengo abbiamo conosciuto padre Carmine Arice, oggi padre generale della Casa, che ancora si commuove nel ricordare la prima volta che ha attraversato quei luoghi. E anche per noi è difficile trattenere la commozione quando in una delle RSA che si trovano all’interno del quartiere incontriamo mamma Rosa con Angioletto. Lei 85 anni, lui 65, per loro il Cottolengo rappresenta il mondo intero, mamma Rosa non riesce ad immaginarsi una vita senza questo luogo. Angioletto è gravemente disabile dall’età di 10 mesi quando venne colpito da una meningite. Che senso ha una vita così? Mamma Rosa non l’ha mai messo in dubbio: «La sua vita ha un senso così com’è». Angioletto arriva al Cottolengo a 5 anni e qui rimane tutta la vita, accolto ed amato. A stento tratteniamo la commozione anche quando incontriamo la mamma di Azzurra e la mamma di Giulia, due alunne della scuola paritaria posta all’interno del Cottolengo, una delle 11 presenti in tutta Italia che al loro interno accolgono bambini con e senza disabilità. «La società spesso non è accogliente, ma tra queste aule realizziamo la vera inclusione», ci dice la direttrice Rita Cordova. Qua Giulia e Azzurra, e i tanti compagni con disabilità, sono accolti come bambine e bambini con i propri limiti ma soprattutto con le proprie qualità da riconoscere e far germogliare. Tra le strade e i luoghi del Cottolengo, dove c’è anche un importante ospedale, ogni giorno si vive lo spirito dell’accoglienza e dell’inclusione cercando di realizzare una società che non abbia più paura del diverso.

Il servizio sul Cottolengo andrà in onda a «Strada Regina», domani sera, 17 ottobre, ore 18.35, su RSI «La1».

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