Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • Soldati israeliani

    Libano: una escalation infinita a spese della gente semplice

    A partire da oggi “è in atto una vera guerra” che comincia a riguardare il “sud del Libano”, Paese in cui solo oggi sono morte almeno un centinaio di persone e “la situazione sta diventando sempre più grave: la gente è preoccupata”, anche perché da un anno si registra una escalation nel conflitto “che sembra non finire più”. È quanto sottolinea ad AsiaNews mons. Rafic Nahra, vescovo ausiliare del patriarcato latino di Gerusalemme di origini libanesi e dal 2021 vicario patriarcale per Israele. A “pagare le conseguenze - spiega - è la gente semplice, dappertutto, da Gaza alle famiglie degli ostaggi fino ai soldati stessi”. Molti, spiega infatti il presule, “sono studenti o padri di famiglia. E ora il Libano, un Paese che già soffre molto, ma questo è l’orizzonte ed è fonte di profonda preoccupazione”.

    In queste ore è in atto un massiccio attacco dell’esercito israeliano sul Libano con fonti della Difesa che parlano di almeno 300 obiettivi di Hezbollah colpiti oltre-confine e un centinaio di vittime e 400 feriti secondo stime di Beirut. Il portavoce Idf Daniel Hagari non ha escluso una operazione di terra, rispondendo a una precisa domanda sull’argomento che “faremo tutto il necessario per far tornare i residenti evacuati del nord di Israele alle loro case in sicurezza”. Un conflitto sul terreno è ipotizzato anche dall’ex comandate dello Stato maggiore Gershon Hacohen, secondo cui “è del tutto possibile che le Forze di difesa israeliane debbano entrare in Libano via terra”. [...]

    Continua a leggere su AsiaNews

    News correlate

    Ucraina: Save the Children, il gelo e gli attacchi alle infrastrutture paralizzano l’istruzione

    La denuncia di Sonia Khush, Direttrice di Save the Children in Ucraina: “Il freddo viene usato come arma di guerra, contro i bambini che non riescono a sfuggire alle temperature rigide a scuola o a casa".

    COMMENTO

    Susanna Tamaro: “Il Papa unica voce contro la follia del riarmo”

    In un’intervista ai media vaticani, la scrittrice spiega la sua inquietudine per la nuova corsa alle armi in Europa e richiama le parole di Papa Leone sulla pace, giudicandole “l’unico discorso ragionevole” in un clima dominato dal silenzio e da interessi economici.

    Bombe su un ospedale in Myanmar, 33 morti e oltre 50 feriti

    L’ennesimo attacco da parte dell’esercito nel tentativo di riconquistare terreno. Suor Naw Elsi: La Chiesa birmana non si tira indietro. Il sostegno passa anche attraverso la presenza nei villaggi più isolati.

    Il vescovo di Hiroshima: “Insieme verso un mondo senza armi atomiche"

    A poche ore dall’annuncio statunitense della ripresa, dopo 33 anni, dei test atomici, il vescovo di Hiroshima, mons. Shirahama, intervenuto all’Incontro internazionale “Osare la pace”, organizzato dalla Comunità di S. Egidio, ricorda che la pace si difende con la memoria e il dialogo.

    La Santa Sede all'Onu: abbandonare la "logica illusoria" della corsa al riarmo

    L'arcivescovo Caccia, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, denuncia l'aumento delle spese militari mondiali, giunte lo scorso anno "all'inaccettabile" valore di 2.700 miliardi di dollari.

    Un francescano nella guerra

    Padre Firas Lutfi è siriano, francescano di Terra Santa, ministro della Regione San Paolo che comprende oltre la Siria, il Libano e la Giordania. Nonostante la guerra, è rimasto in Siria, con la sua gente. A Vatican News, racconta nove anni di violenze, di distruzione e di morte. E come oggi aiuta i bambini a ritrovare il sorriso.

    News più lette