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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (15 febbraio 2026)
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  • Il vescovo Richard Nelson Williamson (Londra, 8 marzo 1940 – Margate, 29 gennaio 2025)

    Si è spento Williamson, il vescovo lefebvriano sospeso dalla stessa Fraternità

    Dopo mons. Bernard Tissier de Mallerais (8 ottobre 2024) lo scorso 29 gennaio è morto anche mons. Richard Williamson (8.3.1940-29.1.2025), vescovo lefebvriano molto discusso, espulso per "disobbedienza" dalla fraternità nel 2012. 

    Sia prima che dopo l’ordinazione la vita di Williamson è stata complessa. Nato a Londra da genitori anglicani si laurea a Cambridge in letteratura. Si trasferisce come missionario insegnante in Ghana e in Gabon. Lì conosce Albert Schweitzer e Marcel Lefebvre. Si converte al cattolicesimo ed entra nella congregazione dell’Oratorio (filippini). Da lì passa alla Fraternità san Pio X di Lefebvre.

    Prete nel 1976 è ordinato vescovo con gli altri tre nel 1988. Ma l’inquietudine per una «tradizione» sempre più rigida lo porta ad essere espulso dalla Fraternità per «disobbedienza» nel 2012.

    Nel 2014 fonda l’Unione sacerdotale Marcel Lefebvre (nota come «Resistenza») e l’anno successivo inizia a ordinare vescovi (sono attualmente sei) per garantire un futuro alla «vera Chiesa». Instancabile animatore e viaggiatore alimenta non un gruppo definito quanto una rete di gruppi e istituzioni intransigenti in aperta polemica non solo con Roma, ma anche con la Fraternità san Pio X.

    Il caso

    Il suo «caso» esplode nel 2009 quando, in una intervista a una televisione svedese, nega l’esistenza delle camere a gas e della Shoah, piegando l’interpretazione della coeva remissione delle scomuniche ai quattro vescovi eletti decisa da Benedetto XVI nel senso di un gesto conservatore e anti-conciliare con venature antisemite. Per quelle affermazioni subisce una doppia condanna civile in Germania nel 2013 e dal consiglio d’Europa nel 2019.

    Affida i suoi pensieri a una sorta di diario i cui testi sono pubblicati su Eleison Comments. Uno zibaldone con oltre 900 interventi raccolti in due volumi dal 2007 al 2019 e poi continuati in rete fino a pochi giorni prima della morte. L’ultimo porta la data del 18 gennaio 2025.

    Lì si possono trovare tutti i suoi interessi e le sue valutazioni: dalle polemiche con la Chiesa alla vita interna delle sue comunità, dalle condanne verso la fraternità san Pio X ai dibattiti teologici. Fino ad elementi di cultura civile, di politica e di costume: globalismo, Covid, inflazione, guerra, elezioni, apparizioni, recensioni, sostegno per Trump, per Putin e per autocrati vari, antieuropeismo, antimassoneria e anticomunismo ecc.

    La Chiesa? “Un caos”

    Nei due ultimi interventi si registra una puntuta critica alla Fraternità san Pio X ormai occupata da «liberali» alla ricerca affannosa di una soluzione con Roma. Torna con insistenza la giustificazione delle ordinazioni episcopali del 1988 per dar ragione delle proprie: le scomuniche sono «intrinsecamente non valide» (3 giugno 2023) perché le ordinazioni furono compiute per «necessità».

    Si ripete la condanna della liturgia conciliare: «È ancora il campo di battaglia centrale, come dimostrato dalla pertinacia di papa Francesco nei suoi insani sforzi per cancellare del tutto la messa in latino» (4 gennaio 2025).

    La crisi della Chiesa cattolica è radicale per il collasso dell’autorità: «Cosa succede quanto l’essere umano fallibile in cima alla piramide (della gerarchia) perde il suo senso di verità e giustizia e persino la buona volontà? Ci può essere solo il caos» (23 novembre 2024). Carlo Maria Viganò è un eroe, un uomo di chiarezza e di coraggio: affermazioni che convalidano la credibile voce di una ri-ordinazione episcopale chiesta dallo stesso Viganò (17 agosto 2024).

    Antisemita e molto altro

    Quanto al popolo ebraico - secondo Williamson - non ci sono dubbi sulla sua responsabilità in ordine alla morte di Gesù e sulla sua qualifica di popolo decida. «Nell’anno 33 d.C., il popolo ebraico riunito davanti al pretorio di Pilato e sollecitato dai loro sacerdoti chiese la morte del Nessia. Quindi gli ebrei, in nome della loro legge e per servire gli interessi materiali della loro nazione e della loro razza, hanno crocifisso colui a cui era stata legata la loro benedizione, ma che stava sostituendo la loro sinagoga con la Chiesa. Il popolo ebraico un tempo mistero di bontà si trasformò allora in un mistero di iniquità, mentre le benedizioni della promessa furono concesse ad altri. Questi altri ora costituiscono la Chiesa di Gesù Cristo», affermava Williamson (26 ottobre 2024).

    E via ancora con altre dichiarazioni paradossali e settarie anche su altri temi come le relazioni tra uomo e donna e il razzismo. 


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