Si riaccende la violenza ad Haiti. A Kenscoff, una comunità agricola 20 chilometri a sud di Port-au-Prince ad Haiti almeno 47 persone sono state uccise e altre 22 sono state ferite nell'attacco di bande armate avvenuto tra domenica e lunedì, secondo quanto riferito dall'Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti, precisando che il bilancio delle vittime potrebbe peggiorare.
«Abbiamo contato almeno 40 cadaveri, ma è ancora impossibile stabilire un bilancio effettivo dei morti. I banditi hanno attaccato un campo profughi situato all'interno di una chiesa. Hanno giustiziato diverse persone e alcune sono state rapite dai criminali», ha dichiarato il sindaco Massillon Jean.
Quando i soccorritori sono arrivati a Kenscoff si sono trovati di fronte a uno scenario raccapricciante, con alcune delle vittime impiccate al soffitto della chiesa e altre uccise e abbandonate per strada. La banda di criminali ha anche dato fuoco ad alcune case, tra le quali quella di Jean "Bill" Pape, un medico che ad Haiti gestisce un'organizzazione non governativa per l'assistenza ai pazienti, compresi quelli affetti da Hiv e tubercolosi.
In una dichiarazione rilasciata dopo l'attacco, l'ufficio del premier haitiano Alix Didier Fils-Aimé ha espresso compassione per le vittime e per coloro che sono stati colpiti dall’attacco. Parimenti il governo ha promesso l’invio di aiuti e forze di polizia a Kenscoff.
Gli autori presunti
Il sindaco di Kenscoff ha attribuito il raid ai membri della gang Viv Ansanm. Si stima che le gang controllino il 70% di Port-au-Prince.
fonte: agenzie/redazionecatt