Trecentotrentasette. È il numero delle interruzioni di gravidanza registrate in Ticino nel 2025, ventuno in più rispetto all'anno prima. Il dato compare nel bollettino di «Sì alla vita», l'associazione della Svizzera italiana che da anni accompagna donne e famiglie in difficoltà e che ogni anno, da Lugano, rimette in circolo cifre altrimenti destinate a restare in una tabella cantonale. Il bollettino le accosta a un secondo numero, quello delle nascite, e la lettura che ne propone è esplicita: in Ticino gli aborti legali crescono mentre le culle si svuotano.
Che cosa dicono i numeri
Delle 337 interruzioni, 327 sono avvenute entro la dodicesima settimana e dieci oltre quel termine. Le motivazioni vanno indicate soltanto per il secondo gruppo, e sono: un caso psico-sociale, tre di ordine psichiatrico, sei legati a condizioni somatiche del bambino. Trecentotredici donne erano domiciliate in Ticino, sedici arrivavano dal resto della Svizzera, otto dall'estero. Duecento avevano passaporto svizzero, centotrentasette no.
Quest'ultimo elemento va maneggiato con qualche cautela. I cantoni di frontiera e quelli con un ospedale di riferimento registrano da sempre valori più alti proprio per l'afflusso di pazienti da fuori, e il Ticino rientra in entrambe le categorie.
Un cantone che non fa più figli
Lo scenario in cui quei 337 casi si collocano è quello di un cantone in contrazione demografica da anni. Nel 2025 in Ticino sono nati 2.285 bambini, il numero più basso degli ultimi settant'anni, contro 3.476 decessi: saldo naturale di −1.191 unità, quattordicesimo anno di fila senza crescita naturale. I primi mesi del 2026 non correggono la rotta: nei primi quattro mesi si contano 672 nati, settantacinque in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il numero che nessuno conosce
Il bollettino aggiunge un'avvertenza: resta ignoto il numero delle interruzioni precocissime ottenute per via farmacologica. È il punto più delicato della rilevazione. A livello svizzero il metodo farmacologico è largamente maggioritario — nel 2023 riguardava l'81% dei casi — e la notifica all'autorità sanitaria è obbligatoria, dal 2026 attraverso la piattaforma federale eSSA. Quanto resti comunque fuori dai conteggi è, per definizione, impossibile da dire.
Aiuti, non soltanto appelli
La parte del bollettino che interessa di più è forse quella che non contiene statistiche. Dall'inizio del 2026 «Sì alla vita» ha seguito diversi casi: tre bambini sono già nati anche grazie al suo sostegno, due nasceranno entro dicembre. Ad altre famiglie l'associazione fornisce aiuti materiali per spese ordinarie, e non solo nei primi mesi di vita: il bollettino segnala che le richieste riguardano ormai anche bambini più grandicelli. Il ringraziamento ai benefattori si accompagna, come sempre, all'elenco delle situazioni ancora aperte.
Chi volesse contribuire: Sì alla vita, sezione Svizzera italiana, 6903 Lugano — ccp 69-8606-8, IBAN CH87 0900 0000 6900 8606 8.
Oltre la contabilità
Le cifre servono, ma dicono poco delle circostanze in cui una scelta del genere matura: una casa troppo piccola, un contratto che non si rinnova, una diagnosi arrivata alla ventesima settimana, una solitudine che nessun sussidio copre. Su questo terreno un'associazione può fare qualcosa di concreto, e i cinque bambini di quest'anno lo mostrano meglio di qualsiasi statistica. Restano trecentotrentasette percorsi di cui la tabella cantonale non racconta nulla.