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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (2 febbraio 2026)
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  • Il vescovo Prevost a cavallo in Perù

    Dalla diocesi di Chiclayo: il vescovo Prevost, missionario tra la gente

    Un cuore traboccante di felicità è un cuore audace e coraggioso che sfida timidezze e imbarazzi. È il cuore di suor Grace Karina Gonzales Risco, francescana dell’Immacolata Concezione, che all’indomani dell’elezione di Papa Leone XIV scrive ai media vaticani per esprimere la sua gioia nel «sentire di nuovo quella guida, quel trepidante messaggio di speranza nella ricerca della pace». Racconta di appartenere alla diocesi di Chiclayo, in Perú, la stessa che dalla Loggia della basilica Vaticana il Pontefice ha voluto salutare, ricordando «il popolo fedele che ha accompagnato il suo vescovo». E quelle parole pronunciate in spagnolo per suor Karina, da qualche tempo a Roma, e per le sue consorelle, sono un tuffo nel passato quando con il vescovo Prevost condividevano la missione nel Paese sudamericano. «Mi ha emozionato — scrive — perché si è ricordato della nostra terra, quel gesto dice molto di un uomo che ha amato il suo gregge, da oggi ci terrà tutti nel suo cuore».

    Agostiniano nel cuore

    Il messaggio di suor Karina è troppo bello per restare in sospeso e allora viene raggiunta telefonicamente. Racconta delle sue lacrime al momento dell’Habemus Papam e di un compito «grandissimo» al quale si sente chiamata: «Pregare tanto ma tanto per lui». Spiega che nella diocesi di Chiclayo le francescane hanno una scuola e che l’allora vescovo è sempre stato loro molto vicino soprattutto nel periodo del Covid-19. «È una persona semplice, è un agostiniano di cuore. Nella diocesi gli hanno voluto tanto, tanto bene. Ci è dispiaciuto quando è partito, ci siamo sentiti un po’ orfani di una persona per noi importante, ma sapevamo che era all’altezza del compito affidato da Papa Francesco». Si tratta di quello di prefetto del Dicastero per i Vescovi, incarico ricoperto dal 2023 fino all’elezione.

    Un vescovo a cavallo

    C’è un momento che suor Karina non dimentica, è quando proprio nel 2023 El Niño colpisce il Perú con piogge intense e inondazioni che mettono in ginocchio l’agricoltura del Paese e non solo. «Il vescovo aveva voluto dare il suo contributo, fino alla fine del suo mandato nella diocesi, chiedendo aiuto per gli anziani che erano rimasti senza casa, per i bambini che avevano perso tutto». La francescana aggiunge poi un particolare: «Lui era così, partiva a cavallo per raggiungere la zona della Sierra del Nord», una regione montuosa andina. Un particolare che racconta un aspetto nuovo di Leone XIV. «In Perú — sottolinea suor Karina — misuriamo le distanze con il tempo che impieghiamo per arrivare: dalla diocesi a quell’area ci vogliono tre, quattro ore, non ci sono le strade ma dei cammini tortuosi per raggiungere quei posti». «Lui è veramente un missionario e ieri. con la scelta del nome, ha espresso il suo programma di vita richiamando Leone XIII e la Rerum Novarum, quindi l’aspetto sociale. Mi auguro che continui sulla linea di Papa Francesco e quindi del Vangelo, che è la linea di tutti i Papi, ognuno nel suo tempo, nel suo momento». L’ultimo auspicio di suor Karina è che arrivi al Pontefice la forza della preghiera del popolo di Dio e che si spenda per la pace: «Ne abbiamo tanto bisogno — ammette la francescana —. Mi auguro che continui a far sentire al mondo che Dio è vicino, che Dio ci ama, ama tutti. Ieri dalla Loggia quando Leone XIV ha detto “tutti”, abbiamo pensato a Todos, todos, todos, di Papa Francesco». Un segno di continuità sul soglio di Pietro.

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