Skip to content
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (6 aprile 2025)
Catt
  • Fabio Giunta sulle omelie del cardinale Borromeo nelle terre della Lombardia elvetica

    Fabio Giunta sulle omelie del cardinale Borromeo nelle terre della Lombardia elvetica

    Con quali parole si rivolse l’arcivescovo di Milano e poi cardinale Carlo Borromeo (1538-1584), nel tardo Cinquecento, ai fedeli che allora popolavano le terre elvetiche appartenenti alla sua provincia ecclesiastica, durante le sue visite pastorali? Un libro del ricercatore Fabio Giunta, edito nella collana delle Edizioni dello Stato «Testi per la storia della cultura della Svizzera italiana» e intitolato «Prediche nelle terre della Lombardia elvetica (1583)» permette finalmente di dare una risposta a questa importante pagina di storia.

    Da Ascona a Roveredo

    «L’intento del mio progetto - ci spiega lo studioso - era quello di fornire un’edizione critica e commentata di otto omelie pronunciate dal Borromeo nel 1583». Il volume raccoglie infatti le omelie tenute dal prelato ad Ascona, Bellinzona e Roveredo in Mesolcina, oltre che a Cannobio sul lago Maggiore, anch’essa legata alla diocesi ambrosiana. «Si tratta - sottolinea Giunta - di documenti che testimoniano un momento centrale della storia politica e culturale della Svizzera moderna, fra i quali i processi di stregoneria in Val Mesolcina, la fondazione del Collegio Papio ad Ascona e l’istituzione delle confraternite femminili di S. Orsola e di S.Anna a Bellinzona».

    Il lavoro sui manoscritti originali

    I documenti collezionati sono particolarmente rari: «Le otto omelie che ho pubblicato, sono le uniche di cui disponiamo tra quelle pronunciate nella Lombardia elvetica, tanto nelle versioni manoscritte che ho rinvenuto quanto nella versione a stampa settecentesca, curata da Giuseppe Antonio Sassi, allora prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Proprio all’Ambrosiana il Sassi lavora sui manoscritti borromaici che sono tuttora in ottime condizioni. Egli interviene però con dei rifacimenti». Nella pubblicazione attuale invece, «ho voluto restituire la veste originaria di quei testi. Ho infatti “restaurato” i testi non solo riprendendo i manoscritti originali, ma curando anche la traduzione italiana, l’apparato critico che mostra lo scarto fra il testo dei codici e quello delle stampe settecentesche e inserendo note al testo che permettono al lettore moderno di comprendere oratoria e contesto storico del XVI secolo».

    L’omelia bellinzonese

    Di tutte le omelie, «quella che mi ha più colpito è l’ottava, tenuta a Bellinzona il 7 dicembre 1583. Una data di grandissimo valore simbolico per il Borromeo, non solo perché si tratta della festività di S.Ambrogio, del quale si sente un diretto discendente spirituale, ma anche perché il 7 dicembre del 1563, 20 anni prima, Borromeo era stato nominato arcivescovo di Milano. Nel corso di questa predica, suggerisce correlazioni e similitudini fra Ambrogio e se stesso. In particolare, il cardinale allude a un paragone con Ambrogio nei rapporti che questi aveva con gli imperatori dell’epoca e con l’eresia ariana. Il Borromeo, dal canto suo, menziona esplicitamente le eresie luterana e zwingliana e invita i fedeli a fare da muro contro questo pericolo. E, alla fine, si scaglia contro le ingerenze dei laici nei confronti della giurisdizione ecclesiastica. L’allusione ai poteri e alle autorità civili svizzere è evidente». Dai testi emerge così, infine, anche il profilo della personalità stessa di Borromeo: «Mi colpiscono le straordinarie doti di un uomo che ha messo la sua autentica giovanile conversione al servizio del rinnovamento della Chiesa e dell’azione pastorale. E per far ciò non ha risparmiato le sue risorse materiali, la sua intelligenza, la sua salute», conclude Giunta, nel pensare a quello che fu il destino del Borromeo: dopo lungo peregrinare tra le gente, la morte a seguito delle conseguenze per contagio di peste, lasciando dietro di sé un’eredità che può però essere oggi, grazie al lavoro di Giunta, meglio compresa. (LQ)

    News correlate