Nel giugno del 2026, l'Arcidiocesi di Chicago ha inaugurato un monumento dedicato alle persone che si sono tolte la vita. Questa iniziativa riflette un cambiamento di prospettiva da parte della Chiesa sul tema del suicidio.
Il memoriale «At Peace» è costituito da un angelo di bronzo con le braccia aperte, circondato da colombe. Una targa collocata nelle vicinanze spiega che il monumento è destinato a «portare pace e guarigione alle persone colpite dal suicidio». L’iscrizione precisa che si tratta del primo memoriale di questo tipo negli Stati Uniti, installato il 26 giugno 2026 nel cimitero Queen of Heaven, a Chicago.
I suicidi all’inferno?
Il progetto è stato lanciato da padre Charles Rubey durante la pandemia di Covid, quando i problemi psichici conoscevano un picco, riferisce il media Crux Now (9 ottobre) nell’ambito dell’intenzione di preghiera del papa per il mese di ottobre, dedicata alla pastorale della salute mentale. Il sacerdote lavora da diversi decenni contro la stigmatizzazione del suicidio, in seguito a un episodio che lo aveva fortemente indignato. Due donne erano venute a raccontargli come avessero chiesto al loro parroco di pregare per alcuni familiari che si erano tolti la vita. La prima cosa che quest’ultimo aveva detto loro era che queste persone «erano all’inferno».
In disaccordo con questa affermazione, padre Rubey aveva assicurato alle due donne di pensare al contrario che i loro cari fossero con Dio. Da allora ha dedicato gran parte del suo lavoro all’accoglienza e alla consolazione delle persone in lutto in simili circostanze. Ha iniziato a benedire i luoghi in cui delle persone si erano tolte la vita e nel 1979 ha fondato un servizio di ascolto e sostegno gestito dall’arcidiocesi di Chicago.
Un cambiamento di atteggiamento della Chiesa
Il memoriale «At Peace» è stato istituito anche per rendere omaggio alla sua opera. Per il sacerdote di Chicago, l’iniziativa testimonia l’evoluzione della Chiesa verso una maggiore comprensione del fenomeno del suicidio.
Fino alla revisione, nel 1983, di una disposizione del diritto canonico del 1917, alle persone morte per suicidio veniva negata la sepoltura nei luoghi consacrati. «La Chiesa non ha mai considerato accettabile il suicidio. […] Pensava che, adottando una posizione così ferma, avrebbe dissuaso le persone dal passare all’atto», spiega a Crux James Keenan, professore di teologia al Boston College.
Ma un cambiamento di atteggiamento è iniziato con le riforme del concilio Vaticano II, negli anni Sessanta. È proseguito con il Catechismo della Chiesa Cattolica, approvato nel 1992. Questo documento afferma che il suicidio è certo contrario all’amore di Dio, precisando però che «gravi disturbi psichici, l’angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida» e che «non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte».
Leone XIV, sensibile al tema del suicidio
Padre James Martin, direttore della rivista gesuita America, ritiene che l’approccio della Chiesa cattolica rispecchi quello della società nel suo insieme, che mostra maggiore compassione verso le persone colpite dal suicidio. «Poter offrire un accompagnamento pastorale ai familiari è estremamente importante, affinché non provino né vergogna, né isolamento, né giudizio da parte della Chiesa», spiega.
Papa Leone XIV, egli stesso originario di Chicago, ha dedicato diverse sue intenzioni di preghiera mensili alle persone che soffrono di problemi di salute mentale e di pensieri suicidi. Ha chiesto alla Chiesa di diventare «uno spazio sicuro in cui ognuno ha il suo posto — una comunità che accompagna e non esclude mai, che ascolta senza giudicare e si fa vicina senza timore».
Un’enciclica sulla salute mentale?
Il pontefice ha incontrato nel gennaio 2026 il laico americano Ed Schoener, la cui figlia si è tolta la vita nel 2016. Quest’ultimo ha cofondato l’Association of Catholic Mental Health Ministers (Associazione dei ministri cattolici dedicati alla salute mentale), il cui scopo è «educare le comunità parrocchiali, combattere la stigmatizzazione che circonda le malattie mentali e accompagnare le persone in mezzo a queste prove». Ed Schoener ha chiesto al papa di valutare la pubblicazione di un documento approfondito sulla salute mentale, sotto forma di esortazione apostolica o di enciclica.
Il laico è tornato in Vaticano in occasione di un evento organizzato il 9 e 10 ottobre in collegamento con l’intenzione di preghiera mensile del papa e la Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre). Responsabili religiosi e professionisti della salute si sono riuniti per esaminare il modo in cui le parrocchie rispondono ai problemi di salute mentale e riflettere sul modo migliore di rispondere all’appello di Leone XIV a creare ministeri dedicati a questa questione. In quell’occasione Ed Schoener ha auspicato che il memoriale di Chicago venga riprodotto altrove.
Poche iniziative di questo tipo compaiono nel mondo cattolico. Diverse diocesi australiane hanno introdotto da alcuni anni celebrazioni regolari dedicate alle persone che si sono tolte la vita.
fonte: cath.ch/crux/arch/rz/trad. catt.ch