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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (24 gennaio 2026)
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  • Chiesa ortodossa unsplash

    La celebrazione del Natale ortodosso in un mondo immerso nei conflitti

    di Gino Driussi

    Nel mondo ortodosso, le Chiese che seguono integralmente il calendario giuliano (che è in ritardo di 13 giorni rispetto a quello gregoriano) celebrano il Natale la notte del 6 e il 7 gennaio. Diversi gli appuntamenti previsti in Ticino.

    Nell’ordine di precedenza tra le Chiese ortodosse (i cosiddetti «dittici»), il primo posto spetta al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, presente anche in Ticino con una parrocchia dipendente dall’Arcivescovado di Svizzera con sede a Chambésy (GE). Questa Chiesa adotta il calendario giuliano per le feste mobili e quello gregoriano per quelle fisse. Pertanto, ha già celebrato il Natale il 25 dicembre, ma per i greco-ortodossi del Ticino un appuntamento importante è quello fissato per lunedì 6 gennaio alle 10.30 nell’ oratorio di Sant’Antonio di Gerso a Massagno, con la divina liturgia della Teofania e la solenne benedizione dell’acqua.

    Per tornare al Natale, i fedeli della Chiesa ortodossa russa (Patriarcato di Mosca) si ritroveranno la sera del 6 gennaio alle 18 per la vigilia e alle 22 per la liturgia natalizia nella loro chiesa dell’Intercessione della Beata Vergine Maria, in via al Doyro a Melide.

    Da parte sua, la Comunità ortodossa serba del Ticino celebrerà la vigilia il 6 gennaio alle ore 9 e il vespro alle 18.30 nella chiesa di S. Giovanni a Bellinzona. Divina liturgia natalizia alle 23 nella chiesa di S. Rocco a Lugano e il 7 gennaio alle 9 di nuovo a S. Giovanni.

    Una situazione particolare è quella della Comunità ortodossa della Svizzera italiana. Siccome raggruppa fedeli di diverse giurisdizioni (le cui Chiese madri non festeggiano tutte il Natale alla stessa data), questa parrocchia «raddoppia»: dopo aver già celebrato Natale il 25 dicembre, dà appuntamento ai fedeli che seguono il calendario giuliano per martedì 7 gennaio alle 10.30 nella chiesa della Madonnetta a Lugano.

    Per quanto riguarda, infine, le antiche Chiese orientali, la Comunità ortodossa eritrea del Canton Ticino si ritroverà lunedì 6 gennaio a mezzanotte nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia a Massagno per la liturgia natalizia.

    Un’ortodossia divisa

    Riferendo del Natale ortodosso, non si può non pensare alla tragica situazione che stanno vivendo i cristiani nel Medio Oriente e in Ucraina. Gli ortodossi di Cisgiordania e Gaza appartengono al Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme e sono confrontati con gli stessi problemi dei fedeli cattolici e di altre confessioni che hanno celebrato Natale il 25 dicembre.

    In Ucraina, invece, in seguito all’invasione russa del 24 febbraio 2022, rimangono più separate che mai la Chiesa ortodossa ucraina (costituitasi nel 2018 grazie all’autocefalia concessale dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, con il quale – come conseguenza – il Patriarcato russo ha rotto la comunione) e la Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca. Quest’ultima (che gode di una larga autonomia), pur essendosi distanziata dalla Chiesa russa in seguito agli eventi del 2022, è stata messa al bando dal parlamento ucraino lo scorso agosto. A distinguere queste due Chiese è anche la data del Natale: la prima – conseguentemente alla decisione del presidente Zelensky – lo ha celebrato il 25 dicembre (come peraltro i cattolici), la seconda si atterrà invece alla data del 7 gennaio.

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