Una salita a piedi, cinque soste, una decina del Rosario composta grano dopo grano dai più piccoli. Così le famiglie del Mendrisiotto hanno aperto l'anno pastorale domenica scorsa, 20 settembre, con il pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Castelletto, sopra Melano. Una sessantina i partecipanti, per un pomeriggio che gli organizzatori descrivono come ben riuscito.
Cinque tappe, cinque colori
Il cammino ha seguito il sentiero che sale dal paese, con una sosta a ciascuna delle cappelle dedicate ai Misteri gaudiosi: l'Annunciazione, la Visitazione, la nascita di Gesù, la Presentazione al Tempio, il ritrovamento tra i dottori. A ogni tappa un commento, una preghiera, un canto. La salita non è banale. Per i bambini e i ragazzi, però, ogni cappella voleva dire anche qualcosa da mettere in tasca: grani colorati, di una tinta diversa a ogni sosta. In cima, messi in fila, sono diventati una decina del Rosario. Ciascuno se l'è portata a casa, come ricordo e come invito ad affidare a Maria la propria vita che cresce.
Un santuario nato da una lacrimazione
Il santuario domina il basso Ceresio da un promontorio dove sorgeva con ogni probabilità una fortificazione medievale. La chiesa fu avviata nel 1633, dopo la lacrimazione di un affresco quattrocentesco della Madonna del latte, e terminata in quattro anni. Quell'immagine sta ancora sopra l'altare: Maria che allatta il Bambino, una madre prima di tutto. Per genitori saliti a chiedere protezione sui figli, difficile immaginare un'icona più adatta.
La Messa nel giorno del Digiuno federale
Nel santuario è stata celebrata l'Eucaristia domenicale, con un richiamo alla Festa federale di ringraziamento, penitenza e preghiera. La ricorrenza cade la terza domenica di settembre ed è condivisa da tutte le Chiese cristiane della Svizzera: un giorno in cui ci si ferma a ringraziare anche come comunità civile.
Poi la merenda al grotto, sotto i grandi alberi del Castelletto, con il verde tutto intorno e nessuna fretta di scendere. L'anno pastorale è appena cominciato. Nelle tasche di qualche bambino c'è già una decina di cinque colori: per ricominciare basta il primo grano.