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Tra il Ticino e l’Angola un legame che cresce e guarda al futuro

di Silvia Guggiari

Per la CMSI (la Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana), l’estate è un tempo in cui proporre e vivere viaggi missionari a contatto con realtà lontane ma in qualche modo legate al nostro territorio. È stato così per il viaggio in Angola, uno dei due campi proposti quest’anno. Il 30 giugno Ida Lurati ed Elisa Maricelli, entrambe insegnanti di scuola media che avevano già visitato il Paese a ottobre, insieme a Martina Beeler, avvocata alla sua prima esperienza in terra angolana, accompagnate da don Jean-Luc Farine, presidente della CMSI, sono partite in direzione della capitale Luanda, prima tappa del loro viaggio: «Abbiamo dedicato le prime due settimane a una colonia estiva nel Municipio di Viana, – racconta Ida – una realtà periferica, popolosa e complessa. Lì siamo state ospitate dalle Suore Francescane del Verbo Incarnato. Dopo dieci anni di dedizione e lavoro quotidiano a M’Banza Kongo, nel Nord del Paese, le religiose hanno aperto da qualche tempo questa casa nella capitale. Giorno dopo giorno, la loro struttura sta diventando un punto di riferimento significativo per la popolazione locale ». Le religiose hanno chiesto al gruppo ticinese di aiutare gli animatori locali ad aprire le porte della missione ogni mattina, per quindici giorni, accogliendo una cinquantina di bambini del bairro: «Abbiamo dato vita a una vera e propria colonia estiva, un plano de férias intitolato: “Juntos crescemos, aprendemos e nos divertimos!».

I giorni nella capitale sono stati occasione per conoscere nel profondo la realtà del quartiere «e la gratuità dello scambio umano: penso – racconta Ida – ai sorrisi spensierati dei bambini, ma anche ai legami nati con i ragazzi con cui abbiamo collaborato. I giovani della pastorale locale, che facevano da educatori, sono stati intermediari preziosissimi. Insieme a loro c’erano le Aspiranti, giovani ragazze in cammino di discernimento vocazionale. È stato un vero arricchimento reciproco di competenze didattiche, di canti, tradizioni e dinamiche comunitarie».

Ida era alla sua seconda esperienza in Angola, un Paese «complesso, affascinante e attraversato da forti contraddizioni. In un attimo si passa dai grattacieli avveniristici della capitale alle baraccopoli urbane, fino ai paesaggi rurali e isolati del Nord. Eppure, l’accoglienza è sempre calorosa e piena di gratitudine. L’Angola è una terra ricchissima di risorse e, soprattutto, di giovani. Ha un’età media bassissima che le dona una vivacità e una potenzialità enormi, espresse attraverso la musica e le tradizioni».

Alcuni scatti dall'Angola

Una amicizia nata nel 2023

Il legame tra il Paese africano e il Ticino nasce nel 2023 grazie a un campo estivo organizzato dalla CMSI. In quell’anno, un gruppo ticinese si era recato a M’Banza Kongo, «a circa otto ore di auto da Luanda, per lavorare presso il Centro di Accoglienza Frei Giorgio Zulianello, una struttura guidata e gestita dai frati Cappuccini, dove le Suore Francescane operano come supporto educativo. Lì vengono protetti circa un centinaio di bambini e adolescenti in condizioni di estrema vulnerabilità. Da quell’incontro è nata un’amicizia solida, che ci ha spinti a sostenere un progetto concreto insieme a padre André dell’organizzazione Fé e Alegria: costruire una scuola media a indirizzo agricolo nell’aldeia di Nzau Evua, a circa 70 km dalla città, con l’obiettivo di fermare l’abbandono scolastico. Finite le elementari, sono ancora molto pochi i ragazzi che continuano a studiare a causa delle grandi distanze. Offrire una scuola media con un indirizzo agrario significa rispettare l’anima e la vocazione naturale di questa terra, dando ai giovani gli strumenti per valorizzare il proprio territorio e affrontare le sfide del futuro».

In queste settimane, il gruppo ticinese è tornato al centro ed ha ricevuto grande accoglienza: è stata l’occasione per visitare i lavori della scuola nel villaggio di Nzau Evua, nel Nord del Paese e constatare che «i lavori avanzano malembe malembe (piano piano, in lingua Kikongo), ma con buona volontà di tutti. Presto le prime aule saranno pronte per le lezioni».

Il 18 luglio, il gruppo è rientrato in Ticino: «Abbiamo lasciato l’Angola con nel cuore un saluto che si trova spesso impresso sui cartelli stradali del Paese, quasi un invito impresso nell’anima: Volte sempre! - “torna a trovarci!” - Ed è proprio quello che abbiamo in animo di fare», conclude Ida.

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