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Cantico di Pace: Leone XIV e Bocelli a Castel Gandolfo per San Francesco

Mercoledì 29 luglio, alle 19, nei giardini del Borgo Laudato sì a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV guiderà una preghiera dal nome semplice: "Cantico di Pace". Con lui, la voce di Andrea Bocelli e quella di 164 bambini e ragazzi arrivati da Israele, Cisgiordania, Uganda, Haiti e Italia, riuniti nel coro ABF Voices. L'iniziativa, promossa dal Centro di Alta Formazione Laudato si' e dall'Andrea Bocelli Foundation, rientra nelle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi. Chi non potrà essere presente potrà seguire l'incontro in video dalle 21 sul canale YouTube di Vatican News.

Voci che arrivano da terre ferite

Il coro ABF Voices non è un semplice ensemble musicale. I suoi componenti vengono da Napoli Rione Sanità, da Camerino, e poi da Israele, Cisgiordania, Uganda, Haiti: luoghi spesso associati a guerra, povertà, sofferenza. Prima di arrivare a Castel Gandolfo hanno trascorso dieci giorni insieme, coristi ed educatori, incontrandosi per la prima volta e imparando a cantare nello stesso spirito, quello di un villaggio globale. La preghiera di mercoledì sera è dunque il punto d'arrivo di un percorso già vissuto insieme.

Il filo che lega Assisi a Castel Gandolfo

L'occasione che tiene insieme musica, preghiera e Pontefice è l'ottavo centenario del transito di san Francesco d'Assisi. Nel Cantico delle Creature, ricordano gli organizzatori, il santo consegnò al mondo un'idea di fraternità universale che comprende ogni creatura e ogni popolo. Ottocento anni dopo, quel testo torna a ispirare una preghiera pensata per un mondo attraversato da conflitti e divisioni: Leone XIV eleverà con i partecipanti un'invocazione per il dono della pace. Per essere presente, il Papa rientrerà a Castel Gandolfo dopo aver lasciato la residenza estiva la sera di domenica 27 luglio.

"La pace nasce dall'ascolto"

Il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro Laudato si', descrive il Borgo come un luogo dove "la fede si traduce in gesti concreti di incontro, educazione e fraternità". Andrea Bocelli racconta invece l'origine del progetto con parole semplici: "Cantico di Pace nasce dal desiderio di affidare alla musica un messaggio semplice e universale: la pace si costruisce attraverso l'incontro e la capacità di ascoltare la voce dell'altro." I ragazzi coinvolti, aggiunge, portano storie e culture diverse, ma nel canto trovano un linguaggio comune capace di generare vicinanza.

Un dono, un brindisi, una comunità in festa

All'incontro parteciperanno anche i dipendenti dei Dicasteri della Santa Sede, del Governatorato e degli Uffici della Curia Romana: la "squadra del Papa", invitata a vivere insieme un momento di fraternità. Al termine della preghiera ogni delegazione del coro consegnerà a Leone XIV un artefatto proveniente dal proprio Paese, gesto pensato per onorare le diverse identità e ringraziare il Pontefice del suo impegno per la pace. La serata si chiuderà con un rinfresco condiviso nel Borgo.

Una piccola voce contro il rumore delle guerre

Difficile non vedere, in questo appuntamento, qualcosa di più di un concerto benefico. Ragazzini israeliani e palestinesi che cantano fianco a fianco con coetanei ugandesi e haitiani, davanti al Papa, nel giorno in cui la Chiesa ricorda san Francesco: è un'immagine che parla da sola. Non risolve nessun conflitto, e nessuno lo pretende. Ma resta un segno, piccolo e concreto, di quella fraternità universale che il Poverello di Assisi cantava ottocento anni fa e che, a Castel Gandolfo, tornerà a farsi voce.

fonte: vaticannews / catt.ch

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