In una lettera aperta al Provinciale dei Padri Spiritani, in seguito alle rivelazioni sugli abusi nella scuola delle Missioni di St-Gingolph (VS), il gruppo SAPEC chiede alla congregazione di fare piena luce su questi casi.
“Ciò che ci ha veramente colpito è che la vostra congregazione non sembra essersi resa conto che solo una vera ricerca, in grado di portare alla luce tutta la verità su questi crimini, darà un chiaro segnale a tutte le vittime che, segnate a vita, non possono dimenticare”, scrive il gruppo di sostegno alle vittime nella sua lettera aperta del 28 marzo 2025.
Il programma televisivo di Canal 9 sulla regione del Vallese, in cui una vittima di nome Alexandre ha testimoniato gli abusi sessuali subiti nel collegio École des Missions di St-Gingolph quando aveva 12 anni, ha sconvolto il Vallese e gli studenti che hanno frequentato la scuola, chiusa nel 1987.
Il SAPEC invita gli Spiritani ad adottare un “coraggioso atteggiamento di apertura [che] vi permetterà anche di uscire da questi anni bui a testa alta. Vi esortiamo a fare ciò che altre istituzioni ecclesiali hanno fatto nel recente passato: lanciare un appello a tutti gli ex studenti affinché le vittime dirette o i testimoni possano uscire dal silenzio”.
Il gruppo SAPEC, attivo da 14 anni nel sostegno alle vittime di abusi religiosi nella Svizzera romanda, ha inoltre dichiarato la propria disponibilità a collaborare con altri professionisti per raccogliere queste testimonianze in modo indipendente (cath.ch/com/mp/traduzione e adattamento catt.ch).
Dopo più di vent’anni di silenzio, l’ex novizio dell’abbazia di Saint-Maurice, coinvolto in una relazione omosessuale con il canonico Roland Jaquenoud, ha raccontato la sua versione dei fatti in un’intervista concessa a Le Temps. La replica di Jaquenoud
Secondo un sondaggio commissionato dalla Chiesa cattolica a Zurigo ad una agenzia specializzata, un quarto dei cattolici locali ha pensato di lasciare la Chiesa. Il peso dello scandalo degli abusi e della loro copertura pesa insieme alla non condivisione di alcune posizioni etiche della Chiesa.
1,4 milioni di persone in Svizzera sono indigenti o a rischio povertà. Questo emerge dalle cifre pubblicate dall’Ufficio federale di statistica. Il 16,1% della popolazione non dispone di uno spazio di manovra finanziario per assorbire i crescenti costi di affitti e casse malati.