di Chiara Gerosa
È impossibile non capitare davanti alla chiesa parrocchiale, quando si visita Stans. Si trova infatti nel bel mezzo della piazza principale, in cui confluiscono tutte le vie come a formare una stella.
Il campanile della chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo, arriva a ben 67 metri. Si tratta della più antica chiesa di Nidvaldo e all’epoca la parrocchia comprendeva tutta la valle di Engelberg. Nel XII secolo nacque un conflitto tra l’Abbazia di Muri (che deteneva due terzi del patronato) e quella di Engelberg. Nel 1270 Engelberg fu incorporata nella chiesa di Stans, ma alla fine furono i parrocchiani nel 1462 ad ottenere il diritto di scegliere liberamente il proprio parroco.
L’attuale chiesa risale al primo barocco e ha tre navate. È orientata a sud per questioni di spazio. Fu costruita nel 1641-1647 da Jakob Berger di Sursee, che demolì appunto il vecchio edificio orientato a Est ma conservò il campanile del XII secolo. E a proposito di campane: quando il campanile fu ristrutturato nel 1903, se ne conservarono due, la più grande e la più piccola, mentre le altre cinque furono fuse ex-novo. La settima campana è una copia del 1872 della campana del cavalier Melchior Lussi. Questo personaggio, fra i maggiori protagonisti della riforma cattolica, partecipante al Concilio di Trento e confidente di San Carlo Borromeo, nel 1576 costruì una cappella vicino al torrente Stempbach a Winkelriedhause per la quale fece fondere questa campana. L’oratorio crollò durante il grande terremoto del 1601, ma la campana sopravvisse e fu trasferita sul campanile della chiesa parrocchiale. È infine da citare l’organo corale del 1646, poiché si tratta del secondo organo suonabile più antico della Svizzera.
In una lettera aperta al Provinciale dei Padri Spiritani, in seguito alle rivelazioni sugli abusi nella scuola delle Missioni di St-Gingolph (VS), il gruppo SAPEC chiede alla congregazione di fare piena luce su questi casi.
Dopo più di vent’anni di silenzio, l’ex novizio dell’abbazia di Saint-Maurice, coinvolto in una relazione omosessuale con il canonico Roland Jaquenoud, ha raccontato la sua versione dei fatti in un’intervista concessa a Le Temps. La replica di Jaquenoud
Secondo un sondaggio commissionato dalla Chiesa cattolica a Zurigo ad una agenzia specializzata, un quarto dei cattolici locali ha pensato di lasciare la Chiesa. Il peso dello scandalo degli abusi e della loro copertura pesa insieme alla non condivisione di alcune posizioni etiche della Chiesa.