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  • La grande eredità dell’ingegner Grandi

    La grande eredità dell’ingegner Grandi

    di Silvia Guggiari

    Fare il bene per gli altri e contribuire a costruire un mondo con più speranza per i bambini», è stata questa la missione dell’ingegnere Armando Grandi, scomparso lo scorso ottobre all’età di 97 anni, che fino all’ultimo ha seguito i progetti della Fondazione da lui creata nel 2009 in ricordo del figlio Renato prematuramente scomparso e che oggi porta anche il suo nome (Fondazione Renato e Armando Grandi). Dalla tragedia della perdita di un figlio ha saputo reagire con la testa e con il cuore investendo tempo, energie e risorse per sostenere la crescita dei bambini in diversi paesi sottosviluppati. A disegnare il ricordo dell’ingegner Grandi, non senza un velo di commozione, e a raccontarci dei progetti attivi è Silvia Scalisi, segretaria della fondazione dal 2012.

    L’opera di Grandi inizia dalla Tanzania, dove l’ingegnere «accetta di partecipare al finanziamento di un acquedotto di 80 km per portare l’acqua potabile in 14 villaggi». È questo il primo progetto della fondazione e una volta a contatto con il continente africano, Grandi viene assalito da un’altra preoccupazione, quella rivolta alla drammatica situazione dei bambini orfani: «da questa consapevolezza prende avvio la costruzione di un grande orfanotrofio in Tanzania formato da dieci casette, ognuna delle quali accoglie dieci bambini affidati a delle mamme locali. È un progetto avviato da diversi anni che funziona molto bene e che è gestito da don Tarcisio Moreschi, missionario italiano e amico dell’ingegnere». Vicino all’orfanotrofio si trova un ospedale che pochi anni fa ha ricevuto personalmente in dono dall’ingegnere un reparto di neonatologia: «ora stiamo cercando fondi per comprare due incubatrici per il reparto».

    L’opera della Fondazione arriva quindi in Congo in un villaggio colpito dal konzo, una grave malattia che colpiva in particolare i bambini:  «Sfruttando l’energia di un fiume a dieci km dal villaggio abbiamo costruito un semplice acquedotto: è bastata l’introduzione di questa opera per far sparire totalmente la malattia».

    Un altro grande progetto è stato quello realizzato in Burkina Faso dove l’ingegnere si spende per salvare la vita di un bambino orfano: «qualche anno dopo questo bambino ormai cresciuto e trasferitosi in Francia, per ringraziare chi gli aveva salvato la vita decide di costruire una scuola nel suo paese di origine». Ma nella storia della fondazione, il progetto di più grande impatto è stato certamente il nuovo centro pediatrico Renato Grandi in Guinea Bissau, inaugurato nel 2020, «costruito sulla basa dell’ambulatorio già presente e che dagli 8 posti letto oggi, dopo gli importanti lavori di ampliamento, ne offre 44 assicurando le cure a 20-30mila bambini l’anno: un’eccellenza, un punto di riferimento per l’intero paese. Durante la costruzione del centro – spiega Scalisi - abbiamo scelto tre medici locali e li abbiamo mandati a Cuba a studiare pediatria. Abbiamo così costituito una rete di medici formati con quattro pediatri ed infermieri. Uno di questi tre ora andrà in Portogallo per una formazione di tre anni in cardiologia pediatrica. Ci siamo dunque occupati della struttura ma anche della formazione con lo scopo di renderli il più autonomi possibile».

    Tanzania, Burkina Faso, Guinea Bissau, sono tre dei tanti progetti per i quali l’ingegnere Grandi ha speso gli ultimi anni della sua vita: «il suo ultimo sogno – confida la Scalisi – era che la sua fondazione continuasse a vivere anche dopo di lui. Lui era il motore trainante e spesso mi diceva “vi guarderò da sopra”. Ora ci sentiamo una grande responsabilità e per portare avanti quello da lui avviato ci servono importanti donazioni”».

    La Fondazione, che oggi è presieduta da Viviana Grandi, figlia dell’ingegnere, e che vede un consiglio di amministrazione formato solo da volontari, ora farà richiesta per entrare nella FOSIT: «un passaggio che potrà consentirci di richiedere fondi statali, ma anche di entrare in una rete di collaborazioni e cooperare con qualche ente cantonale».

    Per sostenere i progetti della fondazione:
    Conto bancario: Fondazione Renato e Armando Grandi Swift:  BAERCHZZ Conto CHF: IBAN CH30 0851 5030 5807 9200 3 Conto EUR: IBAN CH73 0851 5030 5807 9200 5

    Info su Fondazione Renato Grandi

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