Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (29 gennaio 2026)
Advertisement
  • Souls in transit

    "Souls in Transit": il docu film che racconta delle anime dei cristiani perseguitati

    di Chiara Gerosa

    “Credo che i milioni di persone che sono state brutalmente uccise non se ne siano mai andate. Le loro anime sono ancora qui, osservano ciò che accade ai figli e ai nipoti”. È questo il senso profondo del titolo Souls in Transit - Anime in transito, il documentario della regista Aida Schlaepfer al Hassani, proiettato la scorsa settimana a Lugano al cinema Iride.

    Non si tratta solo di un film-documentario, ma di un viaggio nella memoria, nel dolore e nella responsabilità di ricordare. Il documentario racconta la persecuzione del 2014 dei cristiani in Iraq e la collega al genocidio del 1915, una pagina di storia ancora poco conosciuta.

    La regista, nata a Baghdad da madre libanese e padre iracheno, ha trascorso la sua infanzia tra i paesi d’origine dei genitori. In Souls in Transit mette in scena un percorso personale e coraggioso: si espone a un rischio reale per documentare storie che altrimenti rischierebbero di sparire. «Quando sono partita sapevo che avrei potuto non tornare, ho scritto il mio testamento», racconta, «ma era più importante dare voce a chi stava per essere eliminato. La mia anima era con loro».

    Da musulmana sciita, Aida ha scelto di raccontare la storia di una minoranza cristiana perseguitata, mossasi dalla sua convinzione che l’essere umano vada oltre le appartenenze religiose. «Crescendo non ho mai sentito distanza tra credenti e non credenti. Quando sono con i cristiani, mi sento a casa». Il documentario è costruito quasi esclusivamente su testimonianze dirette, per lasciare prove concrete e impedire che la memoria venga cancellata: «Un film con attori lascia sempre spazio al dubbio. Io volevo lasciare una traccia storica».

    Il film dialoga costantemente tra passato e presente: immagini del genocidio del 1915 accostate a quelle dell’Iraq 2014-2017 mostrano come la violenza contro minoranze religiose e civili continui, oggi come allora. «Nulla cambia», osserva la regista: «Prima era in bianco e nero, ora è a colori, ma la storia si ripete».

    Souls in Transit è un invito all’ascolto, alla memoria e alla responsabilità. La regista spera che gli spettatori prendano la voce dei protagonisti e la diffondano. Perché alcune storie – e alcune anime – possano ancora interrogarci.

    News correlate

    Iraq. Card. Sako: “Il Papa in Iraq come nuovo Ezechiele”

    Da Baghdad il card. Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei caldei parla al Sir del viaggio di Papa Francesco in Iraq "probabilmente nella primavera del 2020", ed esprime l'auspicio che il Papa e il capo sciita Al Sistani possano firmare "a Najaf" il documento sulla fratellanza umana già siglato ad Abu Dhabi dal leader sunnita Al Tayyeb.

    Il Card. Parolin a Tv2000. L'improbabile visita di Papa Francesco in Iraq e la questione degli abusi

    Intervista del Segretario di Stato alla emittente CEI di ritorno dall’Iraq: «Non ci sono le condizioni per un viaggio del Papa. Le autorità religiose condannino il fondamentalismo».

    no_image

    Papa Francesco invitato in Iraq

    In occasione della visita del card. Parolin, il Presidente dell'Iraq Barham Salih ha lodato il ruolo del Vaticano nel sostenere gli sforzi di pace e riconciliazione dell'Iraq così come il lavoro per favorire una cultura della fratellanza, della tolleranza e dell'armonia tra i popoli.

    Il governo iracheno ringrazia il Papa per Sako nominato cardinale

    Il Ministero degli esteri di Bagdad ha ringraziato Bergoglio per la vicinanza al Paese dimostrata in questi anni e per la recente nomina del Patriarca Sako a cardinale. Sako riceverà la porpora in Vaticano il prossimo 29 giugno.

    Iraq, centinaia di siti archeologici cristiani a rischio nell’indifferenza governativa

    Oltre 400 luoghi di interesse storico e culturale potrebbero scomparire per incuria, disinteresse o impotenza.

    no_image

    Arcivescovo di Bassora: contro povertà e analfabetismo, una scuola cristiana aperta a tutti

    Per la prima volta dal 1970, nel sud dell'Iraq sorgerà un istituto educativo cristiano. L’apertura è prevista per il prossimo anno scolastico. All’interno insegnanti cristiani, musulmani e mandei. Mons. Habib: l’annuncio di Dio attraverso “l’educazione delle nuove generazioni”. Aprire le porte della speranza, creare occupazione per gli adulti e migliorare i rapporti con i musulmani. 

    News più lette