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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • Cile, mons. Vargas: attendiamo il Papa con gioia. E’ un padre che ci porta l’amore

    Tra le tappe del viaggio, Papa Francesco ha scelto di visitare anche la diocesi di Araucanía, in una delle zone più povere del Paese, dove vive anche la popolazione dei Mapuche. Mons. Hector Vargas, vescovo di Temuco:

    R. – Io penso che Papa Francesco abbia deciso di venire in questa diocesi dell’Araucanía, nel Sud del Cile, perché noi qui abbiamo dei temi a cui Papa Francesco è molto sensibile, come la popolazione dei Mapuche, che è il popolo originario del luogo; poi, c’è tutta la situazione di violenza che purtroppo viviamo anche qui in questa zona. Ancora, questa è la zona più povera del Cile e poi ci sono altri problemi come quello della contaminazione ambientale (dell’inquinamento ambientale) – pensiamo un po’ alla Laudato si’ … Insomma, abbiamo un gran numero di problemi di ordine sociale, ambientale, etnico e per questo io penso che il Papa abbia voluto venire tra noi.

    D. – Vediamo molte proteste e ci sono molte preoccupazioni per la sicurezza. A Santiago ci sono stati attacchi incendiari, l’occupazione della nunziatura … cosa sta succedendo? Perché?

    R. – Sono piccoli gruppi fortemente ideologizzati: li conosciamo bene. Ma non è questo il sentire della popolazione cilena. Sono persone – pochissimi – che fanno molto rumore. Noi siamo abituati a questo, non solamente per la visita del Papa, ma anche riguardo a tante altre cose. Il Cile aspetta il Pontefice con molto affetto e soprattutto con molta fede e speranza.

    D. – I Mapuche come si inseriscono in questa attesa del Papa?

    R. – Io direi che loro sono molto contenti; dobbiamo dire che il 90% di loro sono cristiani. E' un popolo molto religioso, e quindi non sono loro il problema. Il problema è che ci sono anche dei gruppi che vogliono maggiore giustizia per il popolo Mapuche: ma questo è sbagliato, perché questa azione ha portato alla nostra regione soltanto più povertà e più sofferenza.

    D. – Lei, cosa si aspetta dalla visita del Papa? Personalmente, come uomo, e come pastore?

    R. – La venuta del Papa si sperimenta come un Padre che viene, e che viene nel nome del Signore, che ci porta la pace, che ci porta l’amore, la riconciliazione … Questa è una società molto divisa, purtroppo, in cui una parte si trova agli antipodi dell’altra … Abbiamo tanto bisogno di unità, di solidarietà e di fraternità, e anche di riconciliazione. Questa è la nostra speranza: che il Papa ci possa portare questi valori che sono centrali nel Vangelo. La misericordia, il perdono, ritrovarci come fratelli … e che possa lasciarci anche dei valori, dei principi che possano aiutarci a portare avanti un dialogo che porti a tutti le soluzioni ai grandi problemi che abbiamo.

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    Luca Collodi – Temuco (VaticanNews)

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