Senza la carità, l’uomo è una individualità fredda e impenetrabile, ma noi siamo fatti per l’amore. Fondamentali sono la preghiera comune e la partecipazione all’Eucaristia. È a partire dall’Inno alla carità e dalle parole di Gesù sull’amarsi gli uni gli altri, che Leone XIV indica la strada nell’omelia della Messa a conclusione dell’Incontro in occasione del 10.mo anniversario della pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia. L'omelia viene letta dal cardinale Luis Antonio Tagle, decano del Collegio cardinalizio, che presiede la celebrazione eucaristica. La Messa doveva essere presieduta da Papa Leone XIV, che è ricoverato da ieri, 13 ottobre, all’ospedale Gemelli e che è stato sottoposto, nel pomeriggio di ieri, ad un’operazione per rimuovere un "nodulo circoscritto al polmone".
L’esortazione del Papa è che la carità sia a fondamento della vita delle famiglie, ad educare i giovani che si preparano al matrimonio alle virtù, tra le quali un posto speciale ha la castità, e a prepararsi al matrimonio in famiglia. “Senza famiglie solide, aperte al dono dei figli e attente alla loro educazione e alla loro crescita, il mondo non ha avvenire”, ricorda il Pontefice. A concelebrare all’altare sua beatitudine Polis III Nona, patriarca di Baghdad dei Caldei, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e il cardinale Mario Grech, segretario generale della Segreteria Generale del Sinodo.
L’Inno alla carità e la gioia dell’amore
Fin dall’inizio, Leone XIV ricorda le parole con le quali Papa Francesco apre Amoris laetitia: “La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa”. Centrale il richiamo alla Liturgia odierna. A partire dalla prima Lettura, sottolinea l‘importanza dell’Inno alla carità” di san Paolo.
È infatti attraverso questi valori che gli sposi, a immagine della Trinità e con l’aiuto della grazia, crescono insieme, giorno per giorno, maturando ciascuno nella propria peculiarità e, al tempo stesso, realizzando quella mutua somiglianza che cresce attraverso il ‘progetto stabile di condividere e costruire insieme tutta l’esistenza’. Così, la vera gioia dell’amore è un lento fondersi insieme, in cui l’unicità dell’uno fiorisce, nel dono, attraverso la presenza dell’altro.
Senza la carità, l’uomo è una individualità impenetrabile
L’Apostolo, infatti, ricordava ai Corinzi che senza la carità, “pur con tutti i talenti ricevuti, l’uomo è ‘come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita’: una voce priva d’amore, un orecchio incapace di portare messaggi al cuore, una individualità lontana, fredda, impenetrabile”.
Noi non siamo fatti per questo. Ce lo ha ricordato anche il Salmo responsoriale, definendoci “popolo” e “gregge” di un Dio il cui ‘amore è per sempre’ e la cui fedeltà si estende ‘di generazione in generazione’, di un Signore che ama senza mai tirarsi indietro, senza mai smettere di cercarci, di darci fiducia e di rinnovarci la sua amicizia.
Educare i giovani alle virtù
“È questa la carità che Amoris laetitia ci invita a porre a fondamento delle nostre famiglie”, evidenzia il Papa:
È l’amore vero al quale ci esorta, in modo particolare, a educare i giovani che si preparano al Matrimonio, insegnando loro ‘l’importanza delle virtù’, tra le quali un posto speciale assegna alla castità, ‘condizione preziosa per la crescita genuina dell’amore interpersonale’. Sono lodevoli, a tale scopo, i cammini che con impegno si fanno a livello parrocchiale o di zone pastorali. Ricordiamo, però, che questi percorsi da soli non bastano, se non sono preceduti e sostenuti da un’educazione all’amore che accompagni tutta la crescita, fin dall’infanzia.
Prepararsi al matrimonio già in famiglia
Papa Francesco, in proposito, osservava che ‘ogni persona si prepara per il matrimonio fin dalla nascita e tutto ciò che un giovane vive in famiglia deve contribuire a ‘renderlo capace di un impegno pieno e definitivo’. E’ “la carità domestica, concreta, non priva di momenti di fatica, di errori e di cadute, e al tempo stesso meravigliosa nella sua imprevedibile quotidianità”, “il primo prezioso e insostituibile apprendistato della ‘gioia dell’amore’”. Per questo, sottolinea, “meritano di essere valorizzati e sostenuti gli sforzi di tante famiglie che, nelle nostre città e nei nostri paesi, vivono la loro vocazione e missione giorno per giorno, senza clamore, ma con fedeltà a volte eroica”.
Amarsi gli uni gli altri per crescere come Chiesa
Attraverso la testimonianza di questi genitori, figli, nonni, giovani e anziani, piccoli e grandi, nota, “il messaggio di verità e di pienezza di vita del Vangelo si diffonde efficacemente nel mondo”.
L’Evangelista Giovanni ci ha riportato la consegna semplice e chiara lasciataci da Gesù al termine della sua vita terrena: 'Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi'. Mettiamola in pratica, per crescere come Chiesa che è «famiglia di famiglie», in un clima di cura reciproca da cui tutti trarremo beneficio: i giovani sposi, che si sentiranno incoraggiati mentre iniziano il loro cammino coniugale; i genitori, che avranno aiuto nell’affrontare le sfide impegnative legate alla crescita dei figli e alla gestione della vita familiare; gli anziani, che vedranno riconosciuto e valorizzato il loro ruolo di testimoni di saggezza e di virtù, mentre le forze fisiche diminuiscono.
“Qui - prosegue - troverà appoggio e motivazione anche chi è più fragile, o vive situazioni difficili e momenti di crisi, circondato da affetto e protetto da giudizi e pregiudizi. Ricordiamoci che, ‘per quanto ferita possa essere una famiglia, essa può sempre crescere a partire dall’amore’”.
Apertura alla vita dal concepimento al termine naturale
In questa carità, fondamentale per il nostro stesso esistere e stare insieme come esseri umani, affondano poi le loro radici anche i valori dell’apertura e del rispetto verso la vita, dal concepimento al termine naturale. Di tali valori la famiglia è depositaria per eccellenza, come faro per il bene dell’umanità. Papa Francesco, in merito, sottolineava che ‘nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita […] assicura il futuro della società’. Senza famiglie solide, aperte al dono dei figli, attente alla loro educazione e alla loro crescita, il mondo non ha avvenire.
Pregare insieme in famiglia
Infine, evidenzia che la famiglia è “luogo privilegiato di preghiera”. “Bisogna riconoscere, purtroppo - nota - che oggi, in molte parti del mondo, l’abitudine a pregare insieme tra le mura domestiche – prima dei pasti, all’inizio e al termine della giornata, o in occasioni particolari – si è assai indebolita”. Proprio Amoris laetitia rammenta “l’importanza della spiritualità familiare, della preghiera e della partecipazione all’Eucaristia domenicale” e raccomanda che anche “tra famiglie ci si riunisca ‘regolarmente per promuovere la crescita della vita spirituale e la solidarietà nelle esigenze concrete della vita’”.
La preghiera comune e i Sacramenti hanno un ruolo molto rilevante nella vita familiare, perché, aprendo i cuori all’agire di Dio, permettono di giungere insieme anche là dove da soli non si arriverebbe mai. Sono un nutrimento solido e una medicina salutare; perciò esorto calorosamente tutti a riscoprire e promuovere questa pratica.
Essere Chiesa comunione in Cristo Signore di Chiese di vari riti e tradizioni
Nel leggere l’omelia il cardinale Tagle ricorda che ha l’onore di presiedere questa celebrazione “con uno speciale mandato del Santo Padre Leone XIV, al fine di manifestare pubblicamente la comunione ecclesiastica da Lui concessa a Sua Beatitudine Polis III Nona, Patriarca di Baghdad dei Caldei, che partecipa a questa Eucaristia”. “La comunione di un Patriarca con il Successore di Pietro – prosegue - richiama una prassi antica, che sanciva l’unità nella fede e nella carità di una Chiesa patriarcale con la Sede di Roma e, all’epoca, delle stesse Chiese tra di loro: non rappresenta dunque una mera formalità, ma una realtà viva, che attinge la propria ragione d’essere nella Comunione eucaristica, fonte e culmine dell’unità della Chiesa in Cristo”.
Rivolgendosi al Patriarca sottolinea che “la Sua presenza ci aiuta a meglio comprendere il nostro essere Chiesa, comunione in Cristo Signore di Chiese di vari riti e tradizioni nell’unità visibilmente manifestata con il Successore di Pietro” e gli assicura “l’affetto di tutta la Chiesa cattolica e la preghiera per i fedeli affidati alle Sue cure pastorali, da tempo provati, ma saldi e spesso eroici nel testimoniare, tra molte avversità, la fede in Gesù”.
La preghiera
Infine, affida “tutte le famiglie e la Chiesa intera alla Santa Famiglia di Nazaret”, riprendendo la preghiera posta da Papa Francesco al termine di Amoris laetitia.
«Santa Famiglia di Nazaret, rendi le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole di Vangelo e piccole Chiese domestiche. […] Mai più ci siano nelle famiglie episodi di violenza, di chiusura e di divisione; […] chiunque sia stato ferito o scandalizzato venga prontamente confortato e guarito. […] Fa’ che tutti ci rendiamo consapevoli del carattere sacro e inviolabile della famiglia, della sua bellezza nel progetto di Dio. Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltateci e accogliete la nostra supplica. Amen».
Una delle preghiere dei fedeli è per Papa Leone perché “senta il conforto della presenza del Signore e il sostegno della preghiera di tutta la Chiesa, perché possa trascorrere una serena convalescenza, per un pronto e completo ristabilimento”.
La Messa celebrata stamani è a conclusione dell’Incontro “A dieci anni di Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie”, che ha visto riuniti in Vaticano, da mercoledì 7 ottobre, i capi delle Chiese orientali, i presidenti delle Conferenze episcopali, coppie sposate ed esperti. All’Incontro si sono alternate testimonianze, meditazioni, interventi, conversazioni, lavori di gruppo e momenti di preghiera.
fonte: vaticannews