Amoris Laetitia, 10 anni dopo
Dal 7 al 14 ottobre 2026, il Vaticano ospiterà un incontro organizzato per il decimo anniversario dell'esortazione apostolica di Papa Francesco "Amoris Laetitia" (La gioia dell'amore). Promosso da Papa Leone XIV, questo importante incontro si propone di offrire un'occasione per fare il punto sulla situazione.
Amoris laetitia, il Papa ai vescovi: «Molto da imparare dalle famiglie»
Le sfide delle famiglie a 10 anni da "Amoris Laetitia" secondo le organizzazioni femminili svizzere
Amoris laetitia, per un nuovo annuncio del Vangelo con le famiglie e per le famiglie
YOUCAT Love Forever: Leone XIV firma la prefazione della nuova edizione sull'amore
Roma: la Chiesa studia la forte disaffezione dei giovani per il matrimonio
Il Papa: anche se ferita, una famiglia può sempre crescere a partire dall’amore
Amoris Laetitia, 10 anni dopo
Dal 7 al 14 ottobre 2026, il Vaticano ospiterà un incontro organizzato per il decimo anniversario dell'esortazione apostolica di Papa Francesco "Amoris Laetitia" (La gioia dell'amore). Promosso da Papa Leone XIV, questo importante incontro si propone di offrire un'occasione per fare il punto sulla situazione.
Amoris laetitia, il Papa ai vescovi: «Molto da imparare dalle famiglie»
Aperto in Aula Paolo VI l'incontro che Leone XIV ha convocato con capi delle Chiese orientali e presidenti delle Conferenze episcopali, fino al 14 ottobre. Fragilità, giovani, distanza tra sessualità vissuta e visione cristiana del matrimonio tra i nodi indicati. Meditazione di suor Helen Alford sulla samaritana.
Le sfide delle famiglie a 10 anni da "Amoris Laetitia" secondo le organizzazioni femminili svizzere
Varie organizzazioni femminili elvetiche, tra le quali l’Unione femminile cattolica ticinese, hanno consegnato una lettera a monsignor Charles Morerod, che dal 7 al 14 Ottobre parteciperà all'incontro in Vaticano a 10 anni dalla pubblicazione dell'esortazione apostolica di Papa Francesco.
Amoris laetitia, per un nuovo annuncio del Vangelo con le famiglie e per le famiglie
Sarà Leone XIV ad aprire, mercoledì 7 ottobre, l'incontro con i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali nel decimo anniversario dell'enciclica di Papa Francesco: un'occasione per fare il punto sulle famiglie di oggi. La presentazione in conferenza stampa in Vaticano.
YOUCAT Love Forever: Leone XIV firma la prefazione della nuova edizione sull'amore
Il testo per i giovani descrive il «sì» che dura una vita come decisione, cammino e alleanza. Presentato a Roma e pubblicato in Italia dalle Edizioni San Paolo, il volume esce mentre il Vaticano riunisce i vescovi a dieci anni da Amoris laetitia, l'esortazione di Francesco su matrimonio e famiglia.
Roma: la Chiesa studia la forte disaffezione dei giovani per il matrimonio
I partecipanti all’incontro sulla famiglia «Amoris laetitia» si sono confrontati sulla disaffezione dei giovani verso il matrimonio, sottolineando la sfida di un’umanità sempre più in movimento. Hanno inoltre eletto i membri della commissione incaricata del resoconto finale, che sarà pubblicato il 14 ottobre.
Il Papa: anche se ferita, una famiglia può sempre crescere a partire dall’amore
L’omelia preparata dal Papa, viene letta dal card. Tagle che stamani presiede la Messa, in Piazza san Pietro, a conclusione dell’Incontro nel decennale della pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia. Si prega per Leone XIV, perché dopo l'intervento di ieri al Gemelli, senta il conforto del Signore e il sostegno di tutta la Chiesa.
Amoris laetitia, il Papa ai vescovi: «Molto da imparare dalle famiglie»
Ascoltare le famiglie, prima di parlare loro. È il compito che Leone XIV ha affidato ieri pomeriggio, mercoledì 7 ottobre, ai capi delle Chiese orientali cattoliche e ai presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, riuniti in Aula Paolo VI insieme ad alcune coppie di sposi. L'occasione è l'incontro «A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi», dedicato all'esortazione apostolica di papa Francesco. Otto giorni di lavori, fino a mercoledì 14, per capire che cosa quel testo ha messo in moto e come la Chiesa possa stare accanto alle famiglie di oggi, anche a quelle segnate da ferite e «apparenti fallimenti».
Otto giorni a porte chiuse
Non è un Sinodo, hanno ripetuto gli organizzatori, anche se il metodo gli somiglia: gruppi di lavoro al mattino, assemblea plenaria al pomeriggio. Il Papa stesso ha chiesto «discrezione» e «riservatezza». Sono rappresentate tutte le 115 Conferenze episcopali e le 15 Chiese orientali cattoliche, con undici famiglie arrivate dai cinque continenti. Il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, ha ricordato ai presenti che rappresentano la «linfa vitale della Chiesa universale».
Ogni giornata si apre con tre voci – un vescovo, un esperto, una famiglia – e segue un tema. Oggi tocca a «Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide»; seguiranno i giovani e la vocazione al matrimonio, i primi anni di vita coniugale, l'accompagnamento nelle difficoltà, le famiglie come soggetti della missione. Padre Giacomo Costa, gesuita responsabile della metodologia, ha precisato alla vigilia che non si cerca un consenso a ogni costo.
«Molto da imparare»
Le cifre portate alla vigilia da Gabriella Gambino, sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, danno la misura del cambiamento: in Polonia i matrimoni religiosi sono calati del 45% in cinque anni, in Australia la loro quota è scesa dall'88% del 1970 al 16% del 2024. Il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto dello stesso Dicastero, ha parlato in apertura di un «progressivo indebolimento della trasmissione della fede nelle famiglie».
Leone XIV non ha girato attorno al problema: «Le loro vite ci pongono anche delle domande che meritano di essere affrontate con coraggio. In molti contesti è emersa una crescente distanza tra il modo in cui vengono vissuti il sesso e l'intimità e la visione cristiana del matrimonio». Ha pensato ai giovani, che «continuano ad anelare all'amore, alla fedeltà e al senso di appartenenza» ma faticano a credere che un impegno per tutta la vita sia la strada per arrivarci. Pesano, ha detto, «l'insicurezza economica, la migrazione, la violenza, la solitudine e altre forme di fragilità emotiva». Ai vescovi ha consegnato domande più che risposte: «In quali ambiti il nostro linguaggio e le nostre pratiche pastorali riescono ad aprire una strada, e in quali non riescono a toccare il cuore delle persone [...]?». E ha rovesciato la prospettiva abituale: «Abbiamo certamente molto da imparare dalle famiglie».
La fragilità come punto di partenza
Il passaggio più denso riguarda la fragilità, che merita «un'attenzione particolare» perché «può plasmare profondamente il modo in cui le persone vedono sé stesse [...] e persino il proprio rapporto con Dio e con la Chiesa». La domanda riguarda anzitutto la Chiesa: «se siamo in grado di rimanere vicini gli uni agli altri quando la vita non corrisponde più a ciò che si era sperato». E un'altra, più diretta: «Che tipo di Chiesa, allora, incontrano le persone proprio quando sono più fragili?».
Leone XIV non chiede di limitarsi a interpretare la vita delle famiglie, ma di «lasciare che esse ci interpellino e stimolino la nostra responsabilità pastorale». Dalle testimonianze di questi giorni spera nasca «una narrazione condivisa di questi dieci anni, caratterizzata da gioia e speranza», che non nasconda «le prove e le difficoltà che ancora permangono».
Al pozzo con la samaritana
Subito dopo ha preso la parola suor Helen Alford, domenicana e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, con una meditazione sull'incontro tra Gesù e la samaritana. Una donna sola, una situazione familiare precaria, un dialogo che comincia quasi come un «flirt» e arriva alla verità. Per la religiosa lo sguardo di Gesù, che non condanna, vale anche oggi, perché «per vedere le relazioni dobbiamo cercarle» e la famiglia, prima di tutto, «è costituita da relazioni».
Ha poi accostato Amoris laetitia alla Familiaris consortio di san Giovanni Paolo II, del 1981, attorno alla «legge della gradualità»: l'ideale resta, ciascuno lo raggiunge per tappe. Trentacinque anni separano i due testi e, quando la società cambia in fretta, «può essere necessario trovare nuovi modi» per tenere insieme le esigenze della legge e il cammino delle persone.
La meditazione si è chiusa con un invito: «incoraggiare i giovani ad affrontare la grande sfida del matrimonio e della vita familiare», sapendo che nella fragilità «troveranno fonti nuove e inaspettate della grazia di Dio». Mercoledì 14, dopo la Messa in piazza San Pietro, il resoconto di sintesi sarà consegnato al Papa e poi reso pubblico. Suor Alford era partita da una storia vera, sulle rive del lago Trasimeno. Due genitori chiedono al figlio piccolo se Dio non stia lassù, in cielo. Lui risponde deciso: «Oh no, no. Dio è qui, con noi».
fonte: agenzie/vaticannews/catt.ch
News più lette
10/10/2026 - 13:23
De Raemy, il suo legame al Ticino e il suo sguardo su presente e futuro della Diocesi di Lugano
A 4 anni dalla nomina ad Amministratore apostolico, mons. Alain ci confida "anche se dovessi lasciare il Ticino, prima di partire, per affetto ne chiederei la cittadinanza" e in un'ampia intervista affronta i cantieri aperti della Chiesa in Ticino oggi.
09/10/2026 - 6:59
Una sessantina di persone in formazione per essere i facilitatori del cammino sinodale in Ticino
Dopo Bellinzona e Locarno settimana scorsa, il 10 ottobre a Breganzona e Balerna altri volontari delle parrocchie avranno modo di formarsi a questo importante servizio di accompagnamento delle conversazioni nello spirito in vista delle tappe del cammino sinodale nella Diocesi di Lugano.
15/10/2026 - 6:30
Bersanelli alla Facoltà di Teologia di Lugano: fede e scienza dell’universo a confronto
Giovedì 15 ottobre la FTL apre l’anno accademico 2026/2027 presentando la nuova rettrice Gabriela Eisenring e con un dialogo tra l’astrofisico milanese e Giovanni Pellegri, direttore dell’Ideatorio USI. Per l’occasione torna online l’intervista del 2025 su Planck, lo stupore e la creazione continua.
Le sfide delle famiglie a 10 anni da "Amoris Laetitia" secondo le organizzazioni femminili svizzere
di Cristina Vonzun
Si torna a parlare di famiglie e soprattutto dell’Esortazione apostolica post Sinodale «Amoris laetitia» firmata da papa Francesco 10 anni fa, dopo il Sinodo sulla famiglia. Un testo all’epoca frutto di un percorso sinodale dove non mancarono tensioni su temi caldi come la comunione ai divorziati risposati e il discernimento in materia. Ieri, venerdì 2 ottobre, in Vaticano è stato presentato l’incontro convocato da papa Leone dal 7 al 14 ottobre 2026 al quale partecipano i capi delle Chiese cattoliche orientali e i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, in occasione del decimo anniversario.
L’incontro ha come finalità di procedere, in un clima di ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali. Per i vescovi svizzeri parteciperà all’appuntamento romano il presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), mons. Charles Morerod. In vista dell’evento, a Morerod è stata consegnata una lettera firmata da varie organizzazioni femminili svizzere tra le quali l’Unione femminile cattolica ticinese. Nella missiva le donne esprimono una serie di preoccupazioni sui giovani, sul lavoro, sulla condizione delle famiglie, la partecipazione e la visibilità delle donne nella Chiesa nonché le questioni legate alla pari dignità.
In particolare è preoccupazione delle donne che l’incontro di Roma tenga conto di un’immagine reale e concreta della famiglia e delle sue sfide. Le donne elencano diverse tipologie: famiglie in difficoltà economica, famiglie monoparentali, ricomposte, coppie non sposate, persone divorziate e risposate. L’auspicio è che il dibattito ecclesiale non si concentri unicamente su modelli ideali. Significativo è l’invito a considerare la donna nella sua interezza di persona, oltre il ruolo di madre, addetta al lavoro domestico e alla cura degli altri. Le donne infatti, contribuiscono al mondo del lavoro e alla società di oggi, oltre a questi significativi ruoli domestici che non possono però definirle totalmente. Lo stesso lavoro di cura della famiglia comporta per le donne - affermano le relatrici del testo - conseguenze sul piano economico e lavorativo che vanno considerate.
Nella lettera anche l’invito alla Chiesa ad accompagnare le giovani generazioni nei loro percorsi affettivi e di vita offrendo spazi di confronto su temi come le relazioni, la sessualità, il rispetto reciproco, la responsabilità e le sfide delle relazioni digitali. Nella lettera l’auspicio di considerare le donne soggetti attivi nella Chiesa per competenze e non solo in risposta a bisogni. La lettera auspica pure -in un periodo di aumento della violenza contro le donne-, una parola e un’attenzione chiara della Chiesa anche in tal senso.
News più lette
10/10/2026 - 13:23
De Raemy, il suo legame al Ticino e il suo sguardo su presente e futuro della Diocesi di Lugano
A 4 anni dalla nomina ad Amministratore apostolico, mons. Alain ci confida "anche se dovessi lasciare il Ticino, prima di partire, per affetto ne chiederei la cittadinanza" e in un'ampia intervista affronta i cantieri aperti della Chiesa in Ticino oggi.
09/10/2026 - 6:59
Una sessantina di persone in formazione per essere i facilitatori del cammino sinodale in Ticino
Dopo Bellinzona e Locarno settimana scorsa, il 10 ottobre a Breganzona e Balerna altri volontari delle parrocchie avranno modo di formarsi a questo importante servizio di accompagnamento delle conversazioni nello spirito in vista delle tappe del cammino sinodale nella Diocesi di Lugano.
07/10/2026 - 15:09
Fondazione don Guanella, cento anni dal Canisio: il libro di Luigi Maffezzoli
Dai «barabit» accolti nel 1926 per volontà del vescovo Aurelio Bacciarini alle unità esterne di oggi, passando per la scuola speciale: la storia dell'istituto di Riva San Vitale, presentata a Chiasso in apertura del Festival dell'Incontro, che prosegue fino a sabato tra scuole, formazione e piazze.
Amoris laetitia, per un nuovo annuncio del Vangelo con le famiglie e per le famiglie
"La domanda di fondo è come rinnovare con vigore la pastorale e rendere le famiglie sempre più partecipi della vita e della missione della Chiesa". Gabriella Gambino, sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha spiegato così il senso dell’Incontro di Leone XIV con i capi delle Chiese Orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali intitolato "A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi", in programma dal 7 al 14 ottobre nell’Aula Paolo VI. Nella conferenza di presentazione tenutasi stamane, venerdì 2 ottobre, nella Sala stampa della Santa Sede, sono stati illustrati i dettagli dell’iniziativa voluta dal Pontefice: un incontro a porte chiuse con 187 partecipanti, 115 dei quali dalle Conferenze episcopali — rappresentate da 111 presidenti e 4 delegati — ; 14 saranno i cardinali presidenti di Conferenze episcopali, 2 i rappresentanti di vescovi senza Conferenze episcopali; 15 provengono dalle Chiese orientali cattoliche sui iuris, 22 sono gli invitati del Papa, 11 i responsabili dell’organizzazione e altrettante le coppie/famiglie coinvolte. Di queste ultime, per un totale di 22 persone dai 5 continenti, non sono state fornite le generalità per rispetto delle loro storie e per garantire maggiore libertà.
Ascolto e discernimento
Non un Sinodo — ha spiegato nel suo intervento il gesuita Giacomo Costa, consultore della Segreteria generale del Sinodo e responsabile della metodologia durante l’incontro della prossima settimana — e nemmeno la sua continuazione, ma un appuntamento per ascoltare la voce della Chiesa in un tempo di grandi cambiamenti. Gambino ha infatti evidenziato la necessità di un cammino fatto di ascolto e discernimento che nasce dalle esigenze espresse in questi anni dai vescovi durante visite ad limina, dalla preoccupazione "per le difficoltà riscontrate nel lavoro pastorale e per le sfide che le famiglie affrontano nelle relazioni e nella vita quotidiana". Del resto i dati presentati sono espressione di una importante trasformazione culturale in atto: in Polonia, ad esempio, i matrimoni religiosi celebrati negli ultimi 5 anni si sono ridotti del 45%. In Australia, tra il 1970 e il 2024 sono passati dall’88% al 16%. "Sono segnali che, nella diversità dei contesti — ha affermato la sottosegretaria —, richiamano l’urgenza di accompagnare la scelta matrimoniale e sostenere in modo più decisivo la trasmissione della fede in famiglia".
Un resoconto, non un documento finale
Nella giornata conclusiva, mercoledì 14 ottobre, Papa Leone XIV presiederà la Santa Messa in Piazza San Pietro alle ore 10.00. Quanto seminato nel corso delle giornate verrà raccolto poi in un resoconto che "non è un nuovo Documento finale" per sostituire l’esortazione apostolica firmata da Papa Francesco nel 2016 al termine dei due sinodi sulla famiglia — quello straordinario del 2014 e quello ordinario del 2015 —, ma una sintesi messa a punto da una Commissione, che verrà poi discussa dall’Assemblea e inviata al Papa. Quanto prodotto sarà divulgato alla stampa, che sarà informata in alcuni briefing sul proseguimento dei lavori. A dieci anni da Amoris laetitia, l’impegno delle Chiese è dunque quello di comprendere meglio come le famiglie possano essere ancora luogo di evangelizzazione nonostante le guerre che le hanno cambiate, le migrazioni che le hanno separate, le crisi sanitarie che le hanno colpite. Dal Vaticano l’impegno è di aprire nuovi cammini, nati dall’ascolto e dal discernimento, per annunciare oggi il Vangelo alle famiglie e con le famiglie.
Per la Svizzera sarà presente monsignor Morerod
Per i vescovi svizzeri parteciperà all’incontro a Roma il presidente della CVS, mons. Charles Morerod. In vista dell’evento a Morerod è stata consegnata una lettera firmata da varie organizzazioni femminili svizzere tra le quali l’Unione femminile cattolica Ticinese. Nella missiva le donne esprimono una serie di preoccupazioni sui giovani, sul lavoro, sulla condizione delle famiglie, la partecipazione e la visibilità delle donne nella Chiesa nonchè le questioni legate alla pari dignità.
fonte: vaticannews /catt.ch
News più lette
10/10/2026 - 13:23
De Raemy, il suo legame al Ticino e il suo sguardo su presente e futuro della Diocesi di Lugano
A 4 anni dalla nomina ad Amministratore apostolico, mons. Alain ci confida "anche se dovessi lasciare il Ticino, prima di partire, per affetto ne chiederei la cittadinanza" e in un'ampia intervista affronta i cantieri aperti della Chiesa in Ticino oggi.
09/10/2026 - 6:59
Una sessantina di persone in formazione per essere i facilitatori del cammino sinodale in Ticino
Dopo Bellinzona e Locarno settimana scorsa, il 10 ottobre a Breganzona e Balerna altri volontari delle parrocchie avranno modo di formarsi a questo importante servizio di accompagnamento delle conversazioni nello spirito in vista delle tappe del cammino sinodale nella Diocesi di Lugano.
07/10/2026 - 15:09
Fondazione don Guanella, cento anni dal Canisio: il libro di Luigi Maffezzoli
Dai «barabit» accolti nel 1926 per volontà del vescovo Aurelio Bacciarini alle unità esterne di oggi, passando per la scuola speciale: la storia dell'istituto di Riva San Vitale, presentata a Chiasso in apertura del Festival dell'Incontro, che prosegue fino a sabato tra scuole, formazione e piazze.
YOUCAT Love Forever: Leone XIV firma la prefazione della nuova edizione sull'amore
Un sì che non vale per un giorno, ma per tutta la vita. È la proposta che Papa Leone XIV rivolge ai giovani nella prefazione alla nuova edizione di YOUCAT Love Forever, il libro della Fondazione Youcat su amore, relazioni e matrimonio presentato martedì a Roma, al Centro internazionale giovanile San Lorenzo, a pochi passi da San Pietro. In Italia lo pubblicano le Edizioni San Paolo. La prima edizione, uscita in tedesco nel 2025, si apriva con un testo di Papa Francesco, che ora chiude il volume.
Un desiderio che non è un caso
Si parte dal cuore. Quello dei giovani, scrive Leone XIV, «desidera l'amore. Un amore profondo, appassionato e duraturo», e quel desiderio è un segno: sono fatti per amare. Cita Sant'Agostino, «il cui cuore ardente trafitto da una freccia è raffigurato nel mio stemma», e la frase delle Confessioni sul cuore che non ha posa finché non riposa in Dio. La conseguenza è semplice: «Dio è Amore e vi ha creati per amare Lui e le persone accanto a voi».
Più di un'emozione
Tra le forme di amore umano, scrive il Papa, quella tra uomo e donna ha un posto speciale. Può colpire come una freccia, in fretta. Poi c'è il resto: «Non è solo un'emozione passeggera, accesa per un momento». Per Leone XIV è «un "sì" profondo all'altra persona, una decisione, un cammino e un'alleanza per tutta la vita».
Il passaggio riprende parole dette a dicembre ai giovani del Libano, davanti al patriarcato maronita di Bkerké, dove si erano radunati quasi ventimila ragazzi: «Relazioni solide e feconde si costruiscono insieme sulla reciproca fiducia, su questo "per sempre", che palpita in ogni vocazione alla vita familiare e alla consacrazione religiosa». Cambia anche la domanda di partenza. Prima viene «Come posso amare allo stesso modo di Cristo?», poi, a distanza, «Che cosa ricevo io?».
Il matrimonio e la croce
Nel matrimonio, secondo il Papa, si intravede qualcosa di Dio: «Quando marito e moglie si donano totalmente e vicendevolmente nell'amore, Dio si rende presente in mezzo a loro». Fedeltà, perdono e fatica quotidiana per il bene diventano così immagine dell'amore di Cristo per la sua Chiesa. Leone XIV non nasconde i limiti dell'amore a cui i giovani sono chiamati. «Non è perfetto, ma cresce alla luce della fede», scrive, e soprattutto «è un dono di Dio, e non possiamo produrlo da soli». L'immagine più nitida è la croce: «Vediamo l'immagine più bella del vero amore quando guardiamo alla croce di Gesù Cristo». Il Papa ci vede il «"DNA" del cristianesimo».
Un libro scritto con i giovani
L'idea è nata nel 2011, subito dopo la Giornata mondiale della gioventù di Madrid, quando da tutto il mondo arrivarono alla Fondazione Youcat richieste di un volume su amore, matrimonio, sessualità e identità. Il lavoro è durato quasi dieci anni e ha coinvolto più di duecento giovani adulti di trenta Paesi. Il formato è quello della serie, domande e risposte, con in più i Flashlights: spunti di dialogo per coppie, domande di riflessione, strumenti per decidere. Dopo il tedesco sono arrivate, tra le altre, le versioni inglese e spagnola; quella italiana conta 240 pagine.
Leone XIV insiste su questo coinvolgimento: «Giovani come voi, da più di trenta Paesi diversi, hanno testimoniato in queste pagine che l'ideale al quale Cristo ci chiama è un tesoro affascinante». Chiude assicurando la preghiera per i lettori, «sollecitato dall'amato Papa Francesco». A Roma la prefazione è stata proposta in video; la serata ha compreso anche la Messa presieduta da mons. John Joseph Kennedy, segretario del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Una vocazione da riscoprire
Della famiglia, in questi giorni, la Chiesa si occupa anche altrove. Da oggi, 7 ottobre, al 14, il Papa riunisce in Vaticano i capi delle Chiese orientali cattoliche e i presidenti delle Conferenze episcopali, a dieci anni da Amoris laetitia. Ai giovani che apriranno il libro Leone XIV lascia un augurio concreto: che sappiano, «come Maria, Madre del Bell'Amore, rispondere con fiducia e coraggio alla più bella delle vocazioni: la vocazione all'amore».
fonte: agenzie/vaticannews/youcat.org/catt.ch
News più lette
10/10/2026 - 13:23
De Raemy, il suo legame al Ticino e il suo sguardo su presente e futuro della Diocesi di Lugano
A 4 anni dalla nomina ad Amministratore apostolico, mons. Alain ci confida "anche se dovessi lasciare il Ticino, prima di partire, per affetto ne chiederei la cittadinanza" e in un'ampia intervista affronta i cantieri aperti della Chiesa in Ticino oggi.
09/10/2026 - 6:59
Una sessantina di persone in formazione per essere i facilitatori del cammino sinodale in Ticino
Dopo Bellinzona e Locarno settimana scorsa, il 10 ottobre a Breganzona e Balerna altri volontari delle parrocchie avranno modo di formarsi a questo importante servizio di accompagnamento delle conversazioni nello spirito in vista delle tappe del cammino sinodale nella Diocesi di Lugano.
15/10/2026 - 6:30
Bersanelli alla Facoltà di Teologia di Lugano: fede e scienza dell’universo a confronto
Giovedì 15 ottobre la FTL apre l’anno accademico 2026/2027 presentando la nuova rettrice Gabriela Eisenring e con un dialogo tra l’astrofisico milanese e Giovanni Pellegri, direttore dell’Ideatorio USI. Per l’occasione torna online l’intervista del 2025 su Planck, lo stupore e la creazione continua.
Roma: la Chiesa studia la forte disaffezione dei giovani per il matrimonio
I partecipanti alla conferenza per le famiglie "Amoris Laetitia" hanno affrontato il tema della disaffezione dei giovani nei confronti del matrimonio, evidenziando la sfida posta da una popolazione sempre più mobile. Hanno inoltre eletto i membri del comitato incaricato di redigere la relazione finale, che sarà pubblicata il 14 ottobre.
Riunitisi nell’Aula Paolo VI la mattina del 9 ottobre, i partecipanti – senza il papa, impegnato in udienze – hanno affrontato la questione del matrimonio e del rapporto che i giovani intrattengono con questa realtà. «Non possiamo ignorare che il numero dei matrimoni è attualmente in calo in tutto il mondo», ha affermato il cardinale Kevin Farrell nel discorso introduttivo, ritenendo tuttavia che le cause di questa diminuzione «non sono necessariamente le stesse ovunque».
«In Australia, e forse in molti altri Paesi, la concezione di un legame necessario tra attività sessuale e procreazione, così come l’importanza di tale legame nel matrimonio cristiano, non è più largamente compresa né accettata», ha affermato il primo relatore della giornata, mons. Timothy Costelloe. Il presidente della Conferenza episcopale australiana ha assicurato che i giovani si aspettano più «un cambiamento della cultura della Chiesa» che un determinato tipo di misure concrete.
Far testimoniare le giovani coppie sposate
«Molti giovani dubitano della possibilità, o addirittura del desiderio, di un impegno per tutta la vita», ha affermato l’arcivescovo di Perth, descrivendo una crisi che deve spingere ad affrontare il matrimonio «come un ideale da raggiungere piuttosto che come un elenco di regole e regolamenti da seguire». Per questo, ha assicurato, uno «strumento potente» è la testimonianza delle coppie sposate. Un punto di vista condiviso da mons. Stephen Fernandes, vescovo ausiliare di Bombay (India), secondo il quale il loro aiuto, in particolare quello delle giovani coppie, può incarnare l’idea che nel matrimonio «l’amore non si mantiene solo con l’emozione, ma anche con decisioni prese più volte per il bene dell’altro».
Sottolineando le numerose sfide che attendono la famiglia nella società indiana, segnata dal peso delle caste, ma anche dalle violenze domestiche, dalla crisi ecologica e dalle tensioni della vita quotidiana, il vescovo indiano ha assicurato che «la famiglia stessa può diventare un agente morale di cambiamento sociale». Ha insistito sull’importanza di non pensare le famiglie come entità chiuse, esortando a «costruire una comunione di persone capace di generare vita, di servire la società e di contribuire al bene comune».
Un tempo di «condivisione franca e onesta»
Intervenendo alla prima conferenza stampa di metà giornata, padre Giacomo Costa ha assicurato che gli scambi nei gruppi linguistici di una dozzina di persone danno luogo a una «condivisione franca e onesta». Il sacerdote italiano ha rivelato diversi temi affrontati finora nelle discussioni: l’impatto sulle famiglie della maggiore mobilità umana e delle migrazioni, il peso della cultura digitale, l’insufficiente sostegno ecclesiale alle famiglie nelle comunità cattoliche, la preparazione al matrimonio, la difficoltà a impegnarsi delle persone vittime di abusi…
Presente come esperta, la francese Véronique Martin Lonchamp, delegata nazionale della Conferenza dei vescovi di Francia, ha confidato a I.MEDIA che «l’immigrazione è un tema che è tornato molto spesso», in particolare con la questione delle famiglie separate geograficamente. Nota che le realtà descritte dai relatori sono spesso «molto diverse», anche se alcuni temi sono «universali». «È la bellezza del discernimento che stiamo compiendo», si rallegra il cardinale Filipe Ferrão, arcivescovo di Goa (India), che si dice «molto arricchito» dagli scambi avuti al tavolo lusofono in cui sedeva accanto a rappresentanti di Portogallo, Brasile, Capo Verde, Mozambico e Angola.
«I problemi, le difficoltà e le sfide sono simili in tutto il mondo», analizza S.B. Ibrahim Sedrak, patriarca di Alessandria dei Copti. Secondo lui, la crisi attuale deriva dal fatto che i giovani aspirano tutti al «vero amore» e alla «stabilità», ma hanno paura «dell’ignoto e del fallimento». Carmaine Bernadette ed Eren Lyle Villegas, coniugi filippini sposati da 16 anni e impegnati nell’accompagnamento, assicurano dal canto loro che la Chiesa ha i mezzi per incoraggiare i matrimoni e aiutare le nuove famiglie «come una comunità».
fonte: cath.ch/imedia/cz/cd/bh/trad. e adattamento catt.ch
News più lette
10/10/2026 - 13:23
De Raemy, il suo legame al Ticino e il suo sguardo su presente e futuro della Diocesi di Lugano
A 4 anni dalla nomina ad Amministratore apostolico, mons. Alain ci confida "anche se dovessi lasciare il Ticino, prima di partire, per affetto ne chiederei la cittadinanza" e in un'ampia intervista affronta i cantieri aperti della Chiesa in Ticino oggi.
09/10/2026 - 6:59
Una sessantina di persone in formazione per essere i facilitatori del cammino sinodale in Ticino
Dopo Bellinzona e Locarno settimana scorsa, il 10 ottobre a Breganzona e Balerna altri volontari delle parrocchie avranno modo di formarsi a questo importante servizio di accompagnamento delle conversazioni nello spirito in vista delle tappe del cammino sinodale nella Diocesi di Lugano.
07/10/2026 - 15:09
Fondazione don Guanella, cento anni dal Canisio: il libro di Luigi Maffezzoli
Dai «barabit» accolti nel 1926 per volontà del vescovo Aurelio Bacciarini alle unità esterne di oggi, passando per la scuola speciale: la storia dell'istituto di Riva San Vitale, presentata a Chiasso in apertura del Festival dell'Incontro, che prosegue fino a sabato tra scuole, formazione e piazze.
Il Papa: anche se ferita, una famiglia può sempre crescere a partire dall’amore
Senza la carità, l’uomo è una individualità fredda e impenetrabile, ma noi siamo fatti per l’amore. Fondamentali sono la preghiera comune e la partecipazione all’Eucaristia. È a partire dall’Inno alla carità e dalle parole di Gesù sull’amarsi gli uni gli altri, che Leone XIV indica la strada nell’omelia della Messa a conclusione dell’Incontro in occasione del 10.mo anniversario della pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia. L'omelia viene letta dal cardinale Luis Antonio Tagle, decano del Collegio cardinalizio, che presiede la celebrazione eucaristica. La Messa doveva essere presieduta da Papa Leone XIV, che è ricoverato da ieri, 13 ottobre, all’ospedale Gemelli e che è stato sottoposto, nel pomeriggio di ieri, ad un’operazione per rimuovere un "nodulo circoscritto al polmone".
L’esortazione del Papa è che la carità sia a fondamento della vita delle famiglie, ad educare i giovani che si preparano al matrimonio alle virtù, tra le quali un posto speciale ha la castità, e a prepararsi al matrimonio in famiglia. “Senza famiglie solide, aperte al dono dei figli e attente alla loro educazione e alla loro crescita, il mondo non ha avvenire”, ricorda il Pontefice. A concelebrare all’altare sua beatitudine Polis III Nona, patriarca di Baghdad dei Caldei, il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e il cardinale Mario Grech, segretario generale della Segreteria Generale del Sinodo.
L’Inno alla carità e la gioia dell’amore
Fin dall’inizio, Leone XIV ricorda le parole con le quali Papa Francesco apre Amoris laetitia: “La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa”. Centrale il richiamo alla Liturgia odierna. A partire dalla prima Lettura, sottolinea l‘importanza dell’Inno alla carità” di san Paolo.
È infatti attraverso questi valori che gli sposi, a immagine della Trinità e con l’aiuto della grazia, crescono insieme, giorno per giorno, maturando ciascuno nella propria peculiarità e, al tempo stesso, realizzando quella mutua somiglianza che cresce attraverso il ‘progetto stabile di condividere e costruire insieme tutta l’esistenza’. Così, la vera gioia dell’amore è un lento fondersi insieme, in cui l’unicità dell’uno fiorisce, nel dono, attraverso la presenza dell’altro.
Senza la carità, l’uomo è una individualità impenetrabile
L’Apostolo, infatti, ricordava ai Corinzi che senza la carità, “pur con tutti i talenti ricevuti, l’uomo è ‘come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita’: una voce priva d’amore, un orecchio incapace di portare messaggi al cuore, una individualità lontana, fredda, impenetrabile”.
Noi non siamo fatti per questo. Ce lo ha ricordato anche il Salmo responsoriale, definendoci “popolo” e “gregge” di un Dio il cui ‘amore è per sempre’ e la cui fedeltà si estende ‘di generazione in generazione’, di un Signore che ama senza mai tirarsi indietro, senza mai smettere di cercarci, di darci fiducia e di rinnovarci la sua amicizia.
Educare i giovani alle virtù
“È questa la carità che Amoris laetitia ci invita a porre a fondamento delle nostre famiglie”, evidenzia il Papa:
È l’amore vero al quale ci esorta, in modo particolare, a educare i giovani che si preparano al Matrimonio, insegnando loro ‘l’importanza delle virtù’, tra le quali un posto speciale assegna alla castità, ‘condizione preziosa per la crescita genuina dell’amore interpersonale’. Sono lodevoli, a tale scopo, i cammini che con impegno si fanno a livello parrocchiale o di zone pastorali. Ricordiamo, però, che questi percorsi da soli non bastano, se non sono preceduti e sostenuti da un’educazione all’amore che accompagni tutta la crescita, fin dall’infanzia.
Prepararsi al matrimonio già in famiglia
Papa Francesco, in proposito, osservava che ‘ogni persona si prepara per il matrimonio fin dalla nascita e tutto ciò che un giovane vive in famiglia deve contribuire a ‘renderlo capace di un impegno pieno e definitivo’. E’ “la carità domestica, concreta, non priva di momenti di fatica, di errori e di cadute, e al tempo stesso meravigliosa nella sua imprevedibile quotidianità”, “il primo prezioso e insostituibile apprendistato della ‘gioia dell’amore’”. Per questo, sottolinea, “meritano di essere valorizzati e sostenuti gli sforzi di tante famiglie che, nelle nostre città e nei nostri paesi, vivono la loro vocazione e missione giorno per giorno, senza clamore, ma con fedeltà a volte eroica”.
Amarsi gli uni gli altri per crescere come Chiesa
Attraverso la testimonianza di questi genitori, figli, nonni, giovani e anziani, piccoli e grandi, nota, “il messaggio di verità e di pienezza di vita del Vangelo si diffonde efficacemente nel mondo”.
L’Evangelista Giovanni ci ha riportato la consegna semplice e chiara lasciataci da Gesù al termine della sua vita terrena: 'Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi'. Mettiamola in pratica, per crescere come Chiesa che è «famiglia di famiglie», in un clima di cura reciproca da cui tutti trarremo beneficio: i giovani sposi, che si sentiranno incoraggiati mentre iniziano il loro cammino coniugale; i genitori, che avranno aiuto nell’affrontare le sfide impegnative legate alla crescita dei figli e alla gestione della vita familiare; gli anziani, che vedranno riconosciuto e valorizzato il loro ruolo di testimoni di saggezza e di virtù, mentre le forze fisiche diminuiscono.
“Qui - prosegue - troverà appoggio e motivazione anche chi è più fragile, o vive situazioni difficili e momenti di crisi, circondato da affetto e protetto da giudizi e pregiudizi. Ricordiamoci che, ‘per quanto ferita possa essere una famiglia, essa può sempre crescere a partire dall’amore’”.
Apertura alla vita dal concepimento al termine naturale
In questa carità, fondamentale per il nostro stesso esistere e stare insieme come esseri umani, affondano poi le loro radici anche i valori dell’apertura e del rispetto verso la vita, dal concepimento al termine naturale. Di tali valori la famiglia è depositaria per eccellenza, come faro per il bene dell’umanità. Papa Francesco, in merito, sottolineava che ‘nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita […] assicura il futuro della società’. Senza famiglie solide, aperte al dono dei figli, attente alla loro educazione e alla loro crescita, il mondo non ha avvenire.
Pregare insieme in famiglia
Infine, evidenzia che la famiglia è “luogo privilegiato di preghiera”. “Bisogna riconoscere, purtroppo - nota - che oggi, in molte parti del mondo, l’abitudine a pregare insieme tra le mura domestiche – prima dei pasti, all’inizio e al termine della giornata, o in occasioni particolari – si è assai indebolita”. Proprio Amoris laetitia rammenta “l’importanza della spiritualità familiare, della preghiera e della partecipazione all’Eucaristia domenicale” e raccomanda che anche “tra famiglie ci si riunisca ‘regolarmente per promuovere la crescita della vita spirituale e la solidarietà nelle esigenze concrete della vita’”.
La preghiera comune e i Sacramenti hanno un ruolo molto rilevante nella vita familiare, perché, aprendo i cuori all’agire di Dio, permettono di giungere insieme anche là dove da soli non si arriverebbe mai. Sono un nutrimento solido e una medicina salutare; perciò esorto calorosamente tutti a riscoprire e promuovere questa pratica.
Essere Chiesa comunione in Cristo Signore di Chiese di vari riti e tradizioni
Nel leggere l’omelia il cardinale Tagle ricorda che ha l’onore di presiedere questa celebrazione “con uno speciale mandato del Santo Padre Leone XIV, al fine di manifestare pubblicamente la comunione ecclesiastica da Lui concessa a Sua Beatitudine Polis III Nona, Patriarca di Baghdad dei Caldei, che partecipa a questa Eucaristia”. “La comunione di un Patriarca con il Successore di Pietro – prosegue - richiama una prassi antica, che sanciva l’unità nella fede e nella carità di una Chiesa patriarcale con la Sede di Roma e, all’epoca, delle stesse Chiese tra di loro: non rappresenta dunque una mera formalità, ma una realtà viva, che attinge la propria ragione d’essere nella Comunione eucaristica, fonte e culmine dell’unità della Chiesa in Cristo”.
Rivolgendosi al Patriarca sottolinea che “la Sua presenza ci aiuta a meglio comprendere il nostro essere Chiesa, comunione in Cristo Signore di Chiese di vari riti e tradizioni nell’unità visibilmente manifestata con il Successore di Pietro” e gli assicura “l’affetto di tutta la Chiesa cattolica e la preghiera per i fedeli affidati alle Sue cure pastorali, da tempo provati, ma saldi e spesso eroici nel testimoniare, tra molte avversità, la fede in Gesù”.
La preghiera
Infine, affida “tutte le famiglie e la Chiesa intera alla Santa Famiglia di Nazaret”, riprendendo la preghiera posta da Papa Francesco al termine di Amoris laetitia.
«Santa Famiglia di Nazaret, rendi le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole di Vangelo e piccole Chiese domestiche. […] Mai più ci siano nelle famiglie episodi di violenza, di chiusura e di divisione; […] chiunque sia stato ferito o scandalizzato venga prontamente confortato e guarito. […] Fa’ che tutti ci rendiamo consapevoli del carattere sacro e inviolabile della famiglia, della sua bellezza nel progetto di Dio. Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltateci e accogliete la nostra supplica. Amen».
Una delle preghiere dei fedeli è per Papa Leone perché “senta il conforto della presenza del Signore e il sostegno della preghiera di tutta la Chiesa, perché possa trascorrere una serena convalescenza, per un pronto e completo ristabilimento”.
La Messa celebrata stamani è a conclusione dell’Incontro “A dieci anni di Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie”, che ha visto riuniti in Vaticano, da mercoledì 7 ottobre, i capi delle Chiese orientali, i presidenti delle Conferenze episcopali, coppie sposate ed esperti. All’Incontro si sono alternate testimonianze, meditazioni, interventi, conversazioni, lavori di gruppo e momenti di preghiera.
fonte: vaticannews
News più lette
10/10/2026 - 13:23
De Raemy, il suo legame al Ticino e il suo sguardo su presente e futuro della Diocesi di Lugano
A 4 anni dalla nomina ad Amministratore apostolico, mons. Alain ci confida "anche se dovessi lasciare il Ticino, prima di partire, per affetto ne chiederei la cittadinanza" e in un'ampia intervista affronta i cantieri aperti della Chiesa in Ticino oggi.
09/10/2026 - 6:59
Una sessantina di persone in formazione per essere i facilitatori del cammino sinodale in Ticino
Dopo Bellinzona e Locarno settimana scorsa, il 10 ottobre a Breganzona e Balerna altri volontari delle parrocchie avranno modo di formarsi a questo importante servizio di accompagnamento delle conversazioni nello spirito in vista delle tappe del cammino sinodale nella Diocesi di Lugano.
15/10/2026 - 6:30
Bersanelli alla Facoltà di Teologia di Lugano: fede e scienza dell’universo a confronto
Giovedì 15 ottobre la FTL apre l’anno accademico 2026/2027 presentando la nuova rettrice Gabriela Eisenring e con un dialogo tra l’astrofisico milanese e Giovanni Pellegri, direttore dell’Ideatorio USI. Per l’occasione torna online l’intervista del 2025 su Planck, lo stupore e la creazione continua.