In un comunicato stampa pubblicato il 14 ottobre 2026, la Conferenza Episcopale Svizzera (CVS) ha indicato che l'incontro del 21 settembre con i rappresentanti delle associazioni regionali di persone vittime di abusi (IG-M!kU, SAPEC e GAVA) presso il monastero di Fischingen si è svolto in un clima di ascolto rispettoso e dialogo aperto.
Le esperienze e le preoccupazioni delle persone che hanno subito abusi sessuali o spirituali in ambito ecclesiale sono state al centro dell'incontro. I rappresentanti delle tre associazioni hanno presentato la loro valutazione delle misure messe in atto dalla Chiesa cattolica in Svizzera dalla pubblicazione dello studio pilota, nel settembre 2023. Hanno inoltre indicato gli ambiti in cui ritengono che siano ancora necessarie azioni.
Hanno sottolineato l'importanza fondamentale della fiducia nei confronti dei responsabili ecclesiastici e, in particolare, dei servizi di segnalazione. Questa fiducia è una condizione essenziale affinché le persone colpite da abusi osino farsi avanti e chiedere aiuto. Allo stesso tempo, è stato riconosciuto che negli ultimi anni sono state adottate misure importanti e che cominciano ad apparire i primi segni di un cambiamento di cultura e di mentalità.
Misure di protezione: le persone colpite devono essere meglio coinvolte
Le associazioni hanno chiesto che il punto di vista delle persone colpite sia preso in considerazione in modo sistematico. Hanno inoltre preteso la definizione di standard minimi in vista dell'istituzione di un sistema di protezione vincolante a livello nazionale, nonché la formazione iniziale e continua dei responsabili ecclesiastici in materia di prevenzione e intervento. Hanno infine invocato un lavoro di memoria continuo, che vada oltre il diritto penale, e sottolineato l'importanza di affidare la consulenza, l'accompagnamento e il controllo a istanze esterne e indipendenti.
Il confronto ha riguardato anche la necessità di procedure trasparenti e comprensibili, la considerazione delle diverse forme di abuso all'interno della Chiesa, nonché i mezzi per valutare l'efficacia delle misure e degli strumenti già messi in atto e per perfezionarli. A questo proposito, le associazioni hanno insistito sull'importanza di trarre insegnamento dalle esperienze personali delle persone colpite e di integrarle nel proseguimento del lavoro di prevenzione e intervento.
Le associazioni hanno riconosciuto che dalla pubblicazione dello studio pilota commissionato dalla Chiesa cattolica sono state adottate misure importanti. Hanno tuttavia indicato con chiarezza che la loro efficacia deve, in ultima analisi, essere misurata sulla capacità di garantire nella quotidianità una protezione migliore, procedure affidabili e un trattamento rispettoso ed empatico delle persone colpite. Hanno inoltre sottolineato che gli standard di protezione e i diritti delle persone colpite non devono dipendere né dalla diocesi competente né dal contesto regionale.
Lo scambio diretto proseguirà
I membri della Conferenza dei vescovi svizzeri hanno ringraziato i rappresentanti delle associazioni per la franchezza e l'importanza dei loro interventi e ne hanno preso atto. La pubblicazione dello studio di approfondimento, prevista all'inizio di febbraio 2027, costituirà una nuova tappa nel perfezionamento delle misure adottate.
La CVS e le associazioni di sostegno alle persone abusate in ambito ecclesiale hanno sottolineato l'importanza di uno scambio regolare e diretto tra loro, per tenere meglio conto di tutte le loro esperienze, preoccupazioni e aspettative. Un nuovo incontro si terrà poco dopo la pubblicazione dello studio principale.
fonte: cath.ch/com/lb/trad. catt.ch