Le accuse a carico di un prete vodese sospettato di abusi su minori si sono aggravate. Sarà infine il Tribunale correzionale, e non il Tribunale di polizia, a pronunciarsi sulla sua colpevolezza, ha annunciato il Ministero pubblico del Canton Vaud il 15 luglio 2026. Sarebbero coinvolte due parrocchie del cantone.
La giustizia vodese si è occupata del caso a seguito di una denuncia presentata nel 2024 dal padre di una ragazza di 14 anni, vittima di ripetuti palpeggiamenti al seno da parte del parroco della sua parrocchia. I fatti si sarebbero verificati sette o otto volte tra il 2023 e il 2024. Sarebbero cessati dopo che la madre della vittima aveva sorpreso il parroco con le mani sul seno della figlia, prima della funzione religiosa, precisa 24 Heures.
Secondo il quotidiano vodese, che ha avuto accesso al nuovo atto d'accusa del Ministero pubblico vodese, l'uomo di Chiesa è ora accusato anche di “coercizione sessuale e tentata pornografia”. L’istruttoria fa emergere elementi che vanno oltre gli abusi recentemente denunciati da un’adolescente e fa luce sul comportamento del prete in un’altra parrocchia del Canton Vaud, diversi anni fa. L'imputato rischia dunque una pena più severa.
“L’inchiesta ha portato alla luce circa 500 fotografie pornografiche provenienti da internet, alcune delle quali coinvolgono giovani uomini, senza che sia possibile stabilire se siano minorenni”, precisa ancora 24 Heures. Il prete ha ammesso di consultare materiale pornografico e di essere attratto dai giovani uomini.
L'avvocato del prete, dal canto suo, ha dichiarato che l’imputato contesta integralmente i fatti e rimprovera al Ministero pubblico un’istruttoria condotta esclusivamente a suo carico.
Sospetti più datati
Il nuovo atto d’accusa 2026 del Ministero pubblico vodese richiama, inoltre, un caso più antico. All’epoca della presentazione della denuncia penale nel 2024, diversi media avevano riferito che questo prete sarebbe già stato oggetto di segnalazioni e polemiche in Svizzera e in Francia, tra cui una segnalazione alla polizia da parte della diocesi di Losanna, Ginevra, Friburgo (LGF) nel 2019. Il procedimento penale aveva portato nel 2020 a un’archiviazione.
I sospetti riguardavano un comportamento inappropriato nei confronti di una persona adulta. Poiché la segnalazione si basava sulla testimonianza di una terza persona, che a sua volta non aveva osservato alcun fatto di natura penale, la polizia aveva rapidamente archiviato il caso. Il prete aveva allora trascorso un certo periodo in Francia, prima di essere nominato in una nuova parrocchia losannese. “Cosa si può fare se la giustizia non fornisce alcun motivo valido per adottare provvedimenti?”, osservava allora il vescovo di LGF, Mons. Charles Morerod.
In seguito alle accuse emerse nella primavera del 2024, Mons. Morerod aveva quindi proceduto al ritiro del prete dal suo ministero, “per precauzione”. Questi non è più in servizio parrocchiale.
La reazione della diocesi
Contattato oggi da cath.ch, il vescovado dichiara di aver appreso dalla stampa le “nuove accuse a carico di questo prete” presentate dal Ministero pubblico. Laure-Christine Grandjean, responsabile della comunicazione per la diocesi, precisa: “Ricordiamo che avevamo già segnalato per due volte questo caso alla giustizia: non era stato aperto alcun procedimento penale. Lasciamo che la giustizia faccia il suo lavoro affinché possa fare chiarezza su questa situazione”.
Laure-Christine Grandjean conferma che un’indagine canonica preliminare è aperta da due anni nei confronti del prete. Partirà ufficialmente non appena saranno noti i risultati della giustizia. “Infatti, agiamo sempre in un secondo momento poiché, da un lato, non vogliamo interferire con l’indagine dello Stato, e dall’altro, lo Stato dispone di mezzi d’investigazione e competenze che noi non abbiamo”, precisa la responsabile della comunicazione.
Fonte: cath.ch/24h/lb/rz/traduzione catt.ch