Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Ven 3 apr | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Bilancio positivo per la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera:

    La Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) ha chiuso il bilancio annuale 2025 con un avanzo di 272'000 franchi. Questo risultato positivo è dovuto in particolare alle spese inferiori al previsto nel settore delle misure contro gli abusi sessuali.

    Oltre al bilancio 2025, l’assemblea plenaria della RKZ, riunitasi il 27 e 28 marzo 2026 a Thun (BE), ha sottolineato la sua chiara intenzione di garantire a lungo termine l’esame degli abusi, così come il lavoro di prevenzione e di intervento.

    Mons. Charles Morerod, presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri, ha sottolineato nella sua introduzione alla parte tematica che gli abusi hanno segnato profondamente l’immagine della Chiesa cattolica. Allo stesso tempo, l’impegno della Chiesa nell’esaminare i fatti è sempre più riconosciuto. Il vescovo ha ringraziato la Conferenza centrale per il suo impegno in questo ambito.

    Il tema prioritario trattato dall’assemblea plenaria riguardava, da un lato, le prestazioni di risarcimento della Chiesa e, dall’altro, i modelli di intervento in caso di sospetti di comportamenti trasgressivi o di abusi sessuali. Liliane Gross, presidente della Commissione di risarcimento, ha illustrato la procedura relativa alla segnalazione e all’esame delle richieste, i criteri utilizzati per definire gli importi versati e l’evoluzione prevista del numero di casi.

    Distinguere i diversi tipi di abuso

    Stefan Loppacher, responsabile del servizio «Abusi nel contesto ecclesiale» della CES | Conferenza centrale | KOVOS, ha affrontato le sfide che i datori di lavoro ecclesiastici devono affrontare quando vengono segnalati comportamenti trasgressivi e abusi sessuali. Ha presentato un modello a più livelli, che distingue tra irritazioni, trasgressioni, infrazioni deontologiche e reati, e attribuisce a ciascun livello una procedura specifica. Ha inoltre ricordato l’obbligo di ogni datore di lavoro di proteggere il proprio personale dalle molestie sessuali.

    Commissione Sinodalità nazionale: progressi e sfide

    Sabato pomeriggio, Detlef Hecking, presidente della Commissione Sinodalità della CES e della Conferenza centrale costituita due anni fa, ha riferito sui lavori svolti finora, sui suoi obiettivi e sui progressi compiuti. Per la Svizzera, il processo sinodale è il progetto più ambizioso della Chiesa cattolica dal Sinodo del 1972. Le diverse aspettative e interpretazioni dei membri riguardo alla definizione di sinodalità costituiscono le principali sfide della commissione.

    Bilancio annuale 2025 positivo

    Il bilancio annuale 2025 della Conferenza centrale si chiude con un'eccedenza di entrate pari a 272'828 franchi. Questo risultato è dovuto in particolare alle spese nettamente inferiori al previsto nel settore delle misure contro gli abusi sessuali. Nel 2025, l'offerta di consulenza e il fondo di indennizzo sono stati notevolmente meno sollecitati di quanto previsto. Inoltre, alcune misure non hanno ancora potuto essere attuate. Le diocesi si fanno carico dei costi delle valutazioni. Inoltre, l’onere finanziario è stato alleggerito dai contributi straordinari delle Chiese cantonali e di una parrocchia.

    Garantire la continuità nell’esame degli abusi

    La convenzione di collaborazione tra la CES | Conferenza centrale | KOVOS, stipulata nel 2024 in materia di indagine sugli abusi sessuali, scade nell’estate del 2027. L’assemblea plenaria si è espressa chiaramente a favore di un rinnovo della convenzione per garantire la continuità dell’indagine e dei lavori di prevenzione e intervento a lungo termine.

    L’introduzione delle valutazioni (assessments) dei futuri agenti pastorali è stata accolta favorevolmente. I delegati, invece, si sono dichiarati insoddisfatti della decisione dei vescovi secondo cui le autorità parrocchiali e delle Chiese cantonali incaricate del reclutamento non avranno accesso al contenuto delle valutazioni e potranno ottenere solo una semplice conferma che la valutazione è stata effettivamente effettuata. Hanno incaricato la presidenza di chiarire con i vescovi la questione dello scambio di dati.(cath.ch/com/mp - trad.catt.ch)

    News correlate

    News più lette