Intervista di Cristina Vonzun/catholica.cdt/catt.ch
Il nuovo addetto stampa della diocesi di Lugano è Andrea Arcidiacono, bellinzonese con una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale.
È stato scelto dall’Amministratore apostolico Alain de Raemy e dai suoi collaboratori, succedendo a Luca Montagner, che ha lasciato l’incarico nell’ottobre 2025 per intraprendere una nuova esperienza professionale. Il concorso indetto dalla Diocesi di Lugano, pubblicato il 22 gennaio e chiuso il 1° marzo, ha raccolto ottantacinque candidature, segno dell’interesse per questa funzione. Arcidiacono inizierà il 1° giugno con un impiego al 60%. Laureato in economia a San Gallo, ha sviluppato gran parte della sua carriera a Berna: giornalista e corrispondente del Corriere del Ticino e della RSI, poi portavoce dei consiglieri federali Ruth Dreifuss e Pascal Couchepin, responsabile della comunicazione dell’USI, del Tribunale amministrativo federale e del Padiglione svizzero a Expo 2015.
Nel 2024-2025 è stato vice cancelliere e portavoce del Consiglio Federale. Oggi è responsabile di un’agenzia di relazioni pubbliche. La Curia vescovile l’8 maggio 2026 con un comunicato (vedi sotto) ha annunciato la nomina. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo e farci raccontare qualcosa di questo importante lavoro istituzionale.
Andrea Arcidiacono, come mai ha concorso per mettersi al servizio della Diocesi di Lugano?
È il risultato di un percorso. Dopo l’intensa esperienza al Consiglio Federale ho ripreso l’attività nell’agenzia, ma cercavo qualcosa da affiancare. L’annuncio mi ha colpito molto e ho ritenuto che, grazie alle esperienze maturate, potessi essere utile alla Diocesi.
Lei arriva dal Consiglio Federale per lavorare in un ambiente ecclesiale. C’è differenza...
Sì, sarà anche un’occasione per conoscere meglio la realtà della Chiesa locale aiutato sicuramente da mons. de Raemy e dai suoi collaboratori. Mi hanno attratto i compiti previsti: dalla comunicazione quotidiana con i media, fino alla comunicazione digitale, ai social media e allo sviluppo di una strategia comunicativa per la Diocesi, inclusa la gestione delle crisi.
In che modo riuscirà a conciliare questo lavoro con l’agenzia di relazioni pubbliche di cui è responsabile?
L’impegno in Curia sarà prioritario, mentre l’agenzia resterà accessoria. So per esperienza che un 60% può diventare anche un 80 o 100% nei momenti intensi, ma ho dato piena disponibilità. Ho quindi previsto il rientro da Berna a Lugano.
Nel leggere il suo curriculum si è colpiti dal susseguirsi dei ruoli avuti…
Sono sempre stato animato dalla curiosità e dalla voglia di imparare da personalità e contesti di lavoro interessanti. Ogni esperienza mi ha permesso di sviluppare nuove competenze e di ampliare lo sguardo su realtà differenti.
Cosa pensa di poter portare alla Diocesi di Lugano?
Un’esperienza di gestione della comunicazione quotidiana e nelle situazioni di crisi, dove prevenzione e preparazione sono fondamentali. E anche una rete di contatti in Ticino, in Svizzera e in Italia. Ho inoltre il desiderio di sviluppare una comunicazione integrata tra mezzi tradizionali e digitali, compatibilmente con le risorse disponibili.
Ci spieghi come cura un addetto stampa l’immagine di un’istituzione, nel caso la Diocesi?
Significa lavorare dietro le quinte per creare e sviluppare fiducia sia all’interno della Diocesi, sia all’esterno. Soprattutto significa comunicare in modo aperto, trasparente e autentico, capace di raccontare in ogni situazione quali sono le attività, il cammino che la Diocesi sta facendo e anche i punti critici che si devono affrontare e come li affrontiamo.
Quanto è importante la trasparenza nella comunicazione di un’istituzione?
Negli ultimi 20 anni è diventata imprescindibile per tutte le istituzioni, ecclesiali e civili. È importante prepararsi, pianificare bene. Oggi non è più possibile nascondersi o comunicare in modo reattivo-passivo. Anche per i dossier difficili ci vuole trasparenza, nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte. È fondamentale accompagnare l’opinione pubblica, spiegando quando non è possibile dire tutto subito, nel caso ci siano in corso delle indagini di giustizia. La comunicazione di accompagnamento è quella che fa la differenza perché permette di spiegare perchè in un certo momento si deve anche attendere. Pensiamo all’accelerazione impressa dai media digitali: l’Istituzione deve far fronte a queste esigenze. Se si commettono errori, è importante riconoscerli e comunicare le misure adottate: il pubblico e i media apprezzano questo approccio trasparente.
L’empatia serve nella comunicazione istituzionale?
È importante sapere trasmettere il proprio messaggio in modo chiaro attraverso un comunicato stampa, ma è altrettanto importante immedesimarsi nei nostri interlocutori ed esprimere i propri sentimenti in modo empatico soprattutto in situazioni delicate.
Sono le persone credibili, ad esempio la figura del vescovo, che hanno la capacità di assumere questo compito attraverso svariati mezzi di comunicazione, come le interviste con i giornalisti e gli incontri diretti con la popolazione.
Che legame ha con Bellinzona, la sua città di origine e la sua parrocchia?
Ho sempre mantenuto un rapporto stretto con Bellinzona. Da giovane avevo come punto di riferimento la Collegiata dove ho vissuto dei bellissimi momenti con un forte spirito di comunità con il gruppo giovani di Bellinzona e Locarno. Uno spirito che sicuramente ritroverò lavorando per la diocesi.
Come si rigenera nel tempo libero?
Mi piace camminare e correre nella natura senza orologio e telefono: aiuta anche la creatività. Suono la fisarmonica, anche in pubblico, ed è un’attività che libera la mente e favorisce l’incontro con gli altri.
Il pontificato di Leone celebra in questi giorni l’anno. Quali impressioni le suscita papa Prevost?
Sottolineo il messaggio di pace, la volontà di costruire ponti e il richiamo al diritto internazionale contro l’uso della forza. Pur con una personalità diversa, vedo continuità con Francesco. In tempi segnati da conflitti, la voce del Papa rappresenta un punto di riferimento importante per tutti, credenti e non credenti.
Il comunicato della Curia vescovile datato 8 maggio 2026 e la biografia di Arcidiacono
L’Amministratore apostolico, il Vescovo Alain de Raemy, ha nominato nell’ambito delle sue competenze Andrea Arcidiacono nuovo Addetto stampa della Diocesi di Lugano dal 1° giugno 2026 con un tasso d’occupazione del 60 per cento. Egli succede a Luca Montagner che ha ricoperto questo ruolo dal 2018 al 2025. Al concorso pubblico indetto dalla Curia vescovile hanno partecipato un’ottantina di candidate e candidati.
Andrea Arcidiacono, classe 1966, nato e cresciuto a Bellinzona, vanta un’esperienza pluriennale nella comunicazione istituzionale, nelle relazioni pubbliche e nel giornalismo. Ha ricoperto vari ruoli a Berna: da corrispondente da Palazzo federale per il Corriere del Ticino e la RSI a portavoce dei Consiglieri federali Ruth Dreifuss e Pascal Couchepin. Fra il 2024 e il 2025 è stato vicecancelliere e portavoce del Consiglio federale per riprendere in seguito l’attività di responsabile della propria agenzia di relazioni pubbliche. Per assumere l’attività principale di Addetto stampa della Diocesi Andrea Arcidiacono si trasferirà da Berna a Lugano. Nella sua funzione di Addetto stampa Andrea Arcidiacono sarà responsabile dei contatti e delle relazioni con i media, della gestione del sito e dei media social, della creazione dei contenuti e dello sviluppo di strategie comunicative in situazioni ordinarie e di crisi.