“Anche quest'anno il Grest si è confermato una delle esperienze più belle e significative dell'estate delle nostre Comunità Parrocchiali di Cadro e Davesco-Soragno”, sottolinea don Davide Droghini. Inserito nel percorso educativo e pastorale del nuovo Oratorio Carlo Acutis, il Grest continua a raccogliere un entusiasmo sempre maggiore da parte delle famiglie, dei bambini e dei ragazzi del territorio. Qui di seguito le testimonianze del parroco, di un monitore e di una giovane partecipante.
La testimonianza di don Davide Droghini
Ciò che colpisce particolarmente non è soltanto l'elevato numero di partecipanti, ma soprattutto il clima di comunità che si crea attorno a questa esperienza. Il Grest non è infatti soltanto un'attività per i più giovani, ma diventa un'occasione in cui l'intera comunità si mette in gioco. Sempre più parrocchiani offrono il proprio tempo e le proprie energie come volontari, aiutando nella preparazione dei pasti, nelle pulizie, nell'organizzazione e in tanti servizi spesso nascosti ma fondamentali. È bello vedere come l'oratorio stia diventando davvero una casa aperta a tutti, dove ciascuno può trovare il proprio posto e dare il proprio contributo.
Anche le due serate comunitarie che hanno concluso le settimane del Grest hanno registrato una grande partecipazione. La Serata Romagnola, con le sue piadine preparate e servite dai volontari, e la Grigliata finale hanno richiamato numerose famiglie e molti abitanti del quartiere, offrendo occasioni preziose di incontro, amicizia e condivisione. Vedere l'oratorio pieno di persone, di sorrisi e di relazioni che si intrecciano è forse uno dei frutti più belli di questo cammino.
Il tema scelto per il Grest 2026 è stato dedicato a san Francesco d'Assisi. Attraverso il teatro, i giochi, gli atelier e le attività quotidiane, i bambini e i ragazzi hanno potuto avvicinarsi alla figura del Santo, scoprendone la gioia del Vangelo, l'amore per il creato e l'attenzione verso gli ultimi. Questo percorso si inserisce nel più ampio cammino francescano che le nostre comunità stanno vivendo e che culminerà nel pellegrinaggio parrocchiale ad Assisi previsto nel prossimo mese di ottobre.
Tra i momenti più intensi e significativi ricordiamo certamente la visita al Monastero delle Clarisse di Cademario. L'incontro con la comunità e la testimonianza delle religiose hanno permesso ai ragazzi di conoscere più da vicino la figura di santa Chiara, compagna di cammino di san Francesco. È stato un momento semplice ma profondo, arricchito dalla possibilità di affidare nella preghiera le intenzioni portate dai bambini, dagli animatori e dalle famiglie. Un'esperienza che ha lasciato un segno nel cuore di molti e che ha mostrato come anche durante un'attività estiva possano trovare spazio il silenzio, l'ascolto e l'incontro con il Signore.
Guardando a queste settimane, possiamo dire con gratitudine che il Grest continua ad essere molto più di un semplice centro estivo: è un'esperienza di fede, di amicizia e di comunità, capace di coinvolgere persone di tutte le età e di far crescere quel senso di appartenenza che rende viva una parrocchia.
La testimonianza di Danilo, coordinatore dei monitori
Le attività principali di questo Grest si sono concentrate attorno a tre grandi pilastri: lo sport, l'arte e il ballo. Questa varietà ha permesso a ogni bambino di trovare il proprio spazio di espressione dove il movimento e il gioco di squadra hanno stimolato la socializzazione, mentre l'atelier artistico ha dato voce alla creatività.
L'accoglienza da parte dei bambini è stata straordinaria e segnata da un grandissimo entusiasmo. Tutti si sono mostrati estremamente partecipi, curiosi e desiderosi di mettersi in gioco, creando un clima di costante energia positiva.
Due momenti, in particolare, hanno lasciato il segno in questa esperienza. Il primo è stato la gita alla piscina di Tesserete, raggiunta a piedi partendo da Cadro con una camminata che ha unito lo sforzo alla bellezza dello stare insieme, culminata in una giornata di assoluto divertimento in acqua. Il secondo momento indimenticabile è stato la giornata dei giochi d'acqua organizzata all’oratorio: un'esplosione di pura gioia e spensieratezza in cui la complicità, i sorrisi e la felicità condivisa dai piccoli ma anche dai grandi hanno reso l'atmosfera davvero magica.
Lo spirito che ha guidato e contraddistinto il Grest di Cadro quest'anno può essere riassunto in tre parole chiave: inclusione, entusiasmo e stile familiare. Fin dal primo giorno ci siamo posti l'obiettivo di creare un ambiente accogliente in cui ogni bambino potesse sentirsi a casa, valorizzato nella propria unicità e mai escluso. Si è respirato un clima di fiducia reciproca e di cura attenta verso i più piccoli, trasformando il Grest non solo in un centro estivo, ma in un vero e proprio spazio di convivenza serena e di amicizia.
Personalmente credo che il Grest si inserisce nel cuore della nostra parrocchia, configurandosi come un ponte generazionale. Il Grest ha preso vita grazie a una straordinaria rete di collaborazione che ha unito volontari adulti, mamme e parrocchiani. Questo lavoro comunitario è stato il motore della logistica, della gestione quotidiana delle pulizie e della preparazione dei pasti in cucina.
Da animatore, ciò che si porta a casa da questa esperienza incredibile è sicuramente il valore della condivisione. Vivere queste due settimane seppure intense ma fianco a fianco con gli altri animatori e insieme ai bambini, ci permette di superare la fatica e di riscoprirci come un unico grande gruppo. È un'esperienza formativa fortissima che ci aiuta a sviluppare senso di responsabilità, empatia e spirito di squadra. In poche parole, il Grest è un cammino in cui si dona tanto, ma si riceve ancora di più.
La testimonianza di Nina, 12 anni
Da questa esperienza mi porto a casa molte cose, sia materiali che astratte. Quelle astratte, però, come tutti sanno, sono sempre le più preziose.
Non mi porto a casa solo il braccialetto con le perline luccicanti o il modellino di plastilina, ma anche nuovi amici e insegnamenti importanti. In queste settimane ho imparato valori come il rispetto, la gentilezza e l’aiuto reciproco, che sono importanti per tutti, non solo per chi è credente. Anche la figura di San Francesco mi ha fatto riflettere sull’importanza di voler bene agli altri, di prendersi cura di ciò che ci circonda e di vivere con semplicità.
La colonia del Grest ti insegna a crescere, a sperimentare e, soprattutto, a non dimenticare mai di essere bambini. Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel piccolo principe, tutti i grandi sono stati bambini una volta: forse il Grest serve proprio a ricordarcelo.
Grest parrocchie di Cadro e Davesco-Soragno