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Il ministero pubblico dei Grigioni archivia il caso di un prete accusato di abusi

Il Ministero pubblico dei Grigioni ha deciso di non procedere oltre in merito ai sospetti di abusi sessuali che riguardavano un sacerdote della diocesi di Coira. La decisione è motivata dalla prescrizione di alcune accuse e dalla mancanza degli elementi costitutivi necessari per configurare un reato. La procedura canonica, tuttavia, prosegue.

Barbara Ludwig, kath.ch / traduzione e adattamento: Raphaël Zbinden/ traduzione e adattamento redazionecatt

Secondo quanto riportato dai media, il Ministero pubblico dei Grigioni ha archiviato il procedimento contro un prete a Müstair (GR). La decisione di archiviazione non è ancora definitiva, come riferisce l’ATS (Agenzia Telegrafica Svizzera), e può essere impugnata dalle parti coinvolte.

Secondo il Ministero pubblico, erano pendenti diverse accuse di reati sessuali commessi in Svizzera e in Germania. Tuttavia, i fatti contestati in Svizzera sarebbero ormai prescritti oppure privi di rilevanza penale, ha spiegato il Ministero pubblico all’ATS. Anche i reati che sarebbero stati commessi in Germania risultano in gran parte prescritti. Inoltre, i sospetti di coercizione sessuale e di tentato stupro non hanno trovato conferma.

L’indagine preliminare canonica è in corso dal novembre 2023

La denuncia contro il sacerdote è stata presentata dal cittadino tedesco Josef Henfling. Nel novembre 2023 egli aveva raccontato la propria vicenda al settimanale SonntagsBlick, che fu il primo a riportare le accuse.

Da parte sua, la diocesi di Coira aveva aperto nel novembre 2023 un’indagine preliminare canonica nei confronti del sacerdote e adottato misure cautelari. Tali misure e la questione del loro rispetto da parte del sacerdote erano finite al centro dell’attenzione mediatica nell’autunno scorso.

Le misure preventive restano in vigore

All’epoca, la diocesi non aveva specificato in cosa consistessero queste misure. Per ragioni legate alla tutela della sfera privata e alla protezione dei dati, la Curia vescovile di Coira non era autorizzato a fornire «informazioni concrete» al riguardo, aveva spiegato nell’ottobre 2025 la responsabile della comunicazione Nicole Büchel a kath.ch.

Secondo l’ATS, la diocesi di Coira non conosce ancora le motivazioni precise che hanno portato all’archiviazione del procedimento. Per questo motivo, ha dichiarato all’agenzia Nicole Büchel, le misure preventive restano in vigore. A causa del diritto alla privacy e delle disposizioni sulla protezione dei dati, la responsabile della comunicazione non può tuttora rendere noto in cosa consistano tali misure.

La procedura canonica continua

La procedura canonica avviata dal vescovo Bonnemain è tuttora in corso, ha confermato Nicole Büchel all’ATS. Le decisioni sui passi successivi potranno essere prese solo quando saranno disponibili informazioni più precise sulle conclusioni dell’indagine del Ministero pubblico.

La responsabile della comunicazione ha dichiarato a kath.ch: «Potremo affrontare tutte le questioni supplementari soltanto quando mons. Bonnemain avrà avuto l’opportunità di farsi un quadro preciso della situazione». Al momento di questa intervista egli partecipava all’assemblea plenaria della Conferenza dei vescovi svizzeri a Einsiedeln.

(cath.ch/kath/bal/rz/traduzioneeadattamentoredazionecatt)

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