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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • L’avv. Caimi sui 50 anni di «Sì alla vita», sempre dalla parte di madri e bambini

    di Katia Guerra

    Da 50 anni difende la vita nascente, fin dal suo concepimento. È l’associazione «Sì alla vita», che da quando è stata costituita – il 15 maggio 1975 – ha aiutato a nascere e a crescere in Ticino più di 3 mila bambini. L’avvocato Carlo Luigi Caimi ha partecipato fin dai suoi esordi all’attività dell’associazione e dal 1986 ne è presidente. Nata affinché venisse promosso un aiuto concreto alle donne in difficoltà piuttosto che favorire l’aborto, l’associazione ha continuato ad impegnarsi a questo scopo anche dopo che in Svizzera, nel 2002, l’interruzione della gravidanza nelle prime 12 settimane di gestazione è stata legalizzata. «Questo non ha cambiato il fatto, incontestabile a livello scientifico, che un bambino è un essere umano distinto dalla madre fin dal suo concepimento e quindi degno di protezione come tutti gli esseri umani », sottolinea Caimi. Malgrado siano trascorsi 50 anni, il dibattito su questo punto non si è esaurito e si è fatto, paradossalmente, ancora più difficile: Carlo Luigi Caimi non esita a parlare di tabù. Anche papa Francesco ha usato spesso parole forti contro l’aborto arrivando a definirlo un omicidio perché «si uccide un essere umano», ma denunciando anche il fatto che le donne sono spesso lasciate sole di fronte a questa scelta difficile.

    In Ticino le interruzioni di gravidanza sono tornate a salire nel 2024: sono state 316, il 12,55 percento in più rispetto all’anno prima. Un dato che non si vedeva dal 2018. «Negli anni in cui sono stato nel Gran Consiglio ho sempre cercato di tenere viva l’attenzione su questo tema da una parte sostenendo le politiche a favore delle famiglie nel bisogno e dall’altro sensibilizzando i servizi cantonali, quali ad esempio i Centri di pianificazione familiare, sull’importanza di presentare delle alternative all’interruzione volontaria di gravidanza», evidenzia l’avvocato Caimi.

    «Sì alla vita» è una di queste alternative: l’associazione aiuta attivando una rete di sostegno finanziario con, ad esempio, il pagamento di fatture rimaste scoperte, e materiale, offrendo, ad esempio vestiti per neonati, carrozzine, lettini, ma anche, aspetto questo non meno importante, attraverso l’ascolto e l’accompagnamento.

    «Il nostro compito non è quello di esprimere un giudizio, ma piuttosto di promuovere una scelta consapevole. Viviamo in un tessuto sociale non sempre favorevole alla vita, a volte addirittura ostile. Spesso la gravidanza indesiderata è osteggiata già all’interno della famiglia. Nella mia lunga esperienza, posso dire che nessuna delle mamme che abbiamo aiutato ha rimpianto la scelta di mettere al mondo, pur nelle difficoltà, il suo bambino», ci confida l’avvocato luganese che, insieme alla moglie Biancamaria e a molti volontari, accoglie e presta attenzione a persone e famiglie in difficoltà. «Sosteniamo le donne confrontate ad una gravidanza indesiderata, ma anche nuclei famigliari con bimbi piccoli che per vari motivi come la perdita del lavoro, malattia, conflitti familiari, fragilità si trovano in difficoltà».

    Un impegno che continua, ma che si trova confrontato a qualche difficoltà, soprattutto per i bisogni crescenti delle famiglie e anche perché manca il ricambio dei volontari. «Le persone che lungo questi anni ci hanno accompagnato sono sempre più anziane e fatichiamo a trovare persone disposte a mettere a disposizione il loro tempo per il questo servizio: il nostro appello, rivolto soprattutto ai giovani, è quello di sostenerci nel portare avanti la nostra missione più che mai attuale».

    Per ulteriori informazioni: «SOS Madri in difficoltà» 091 966 44 10, siallavita.org, info@siallavita.org

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