Dario Campione, giornalista del Corriere del Ticino (CdT), torna in un intervista con il vescovo Alain de Raemy, sul messaggio del clero ticinese rivolto ai fedeli interpretato in chiave imprecisa da alcuni media.
Il CdT scrive che "il «messaggio» ai fedeli con cui l’assemblea presbiteriale della diocesi di Lugano ha chiesto «perdono» e invocato «aiuto» è stato sicuramente un elemento di grande novità per una Chiesa, quella ticinese, scossa da quanto accaduto di recente e in un momento di grande difficoltà. Il gesto, dice al CdT l’amministratore apostolico di Lugano, monsignor Alain de Raemy, è stato però letto in una chiave sbagliata".
Nell'intervista al CdT il vescovo Alain spiega che «Quanto vissuto in questi giorni, nella preghiera e nella vicinanza dello stare insieme fraternamente, ha spinto noi presbiteri e diaconi, e non la curia, a scrivere ai fedeli della diocesi, per coinvolgerli tutti, pubblicamente, con gioia e umiltà». Non c’è stato un «conclave da me convocato - insiste il vescovo - ma un momento di confronto dal quale è emerso un atto di profonda umiltà e di ferma volontà di aiutarci a vicenda». Insomma, la conferma della necessità di una «Chiesa vissuta con corresponsabilità».
Il porporato austriaco - insigne teologo e collaboratore dei recenti pontefici - rivisita la santità di Giovanni Paolo II a 20 anni dalla morte e ci offre una testimonianza diretta dell'amicizia e stima che legava il papa polacco e lo scomparso vescovo di Lugano.
L'operazione editoriale è firmata da don Arturo Cattaneo e mons. Graziano Borgonovo, con una nuova Prefazione di Rino Fisichella.
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