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Si è spento a 95 anni di età il cardinale italiano Camillo Ruini

Camillo Ruini si è spento a Roma martedì 16 giugno 2026 all’età di 95 anni. Fu vicario del Papa, Giovanni Paolo II, per la diocesi di Roma dal 1° luglio 1991 al 27 giugno 2008 e presidente della Conferenza episcopale italiana per due mandati (dal 7 marzo 1991 alla stessa data del 2007) e indubbiamente - a suo modo - plasmò la Chiesa italiana tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila.

Nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931 e ordinato sacerdote nel 1954, comincia la sua grande ascesi con il pontificato di Giovanni Paolo II che lo nomina prima, nel 1983, vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla e poi, nel 1986, segretario generale della Conferenza episcopale italiana. Diventa cardinale, il più giovane tra gli italiani, il 21 febbraio 1998

La Chiesa militante di quell’epoca

 Ruini fu tra i principali artefici di un ritorno, marcatamente politico, della Chiesa in Italia sulla scena pubblica. Chi ha vissuto l’Italia tra il 1991 e il 2007 lo ricorda bene. Seppe trasformare la Conferenza episcopale italiana in un soggetto politico attivo alla difesa dei cosiddetti “valori non negoziabili” allora declinati nella difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, famiglia fondata sul matrimonio eterosessuale, sostegno alla scuola privata cattolica, obiezione di coscienza. In questo senso Ruini non si tirò indietro nel creare una alleanza anche politica con il centrodestra italiano dell’epoca, che era rappresentato da Berlusconi. Per questo dopo il convegno ecclesiale italiano di Palermo, nel 1995, lanciò il progetto culturale sostenendo la necessità di una presenza della Chiesa e dei cattolici nel mondo della cultura. Negli ultimi anni, pur anziano, continuava a rilasciare - di tanto in tanto - interviste su temi riguardanti la Chiesa.

Note biografiche

Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, dopo gli studi liceali Camillo Ruini ha compiuto presso la Pontificia Università Gregoriana gli studi filosofici e teologici in qualità di alunno dell’Almo Collegio Capranica, conseguendo la licenza in filosofia e la laurea in teologia. È stato ordinato sacerdote l’8 dicembre 1954 proprio nella cappella dell’Almo Collegio Capranica di Roma dal vescovo Luigi Traglia, vicegerente della diocesi di Roma. Il ventitreenne “don Camillo” era allora studente nella Pontificia Università Gregoriana. Nella città natale di Sassuolo presiedeva la prima messa la mattina della domenica 12 dicembre nella collegiata di San Giorgio Martire. Conclusi gli studi a Roma e rientrato definitivamente in diocesi nel 1957, durante l’episcopato del vescovo Beniamino Socche, è divenuto docente di filosofia nel Seminario diocesano, inaugurato da tre anni. Dal 1958 al 1966 ha ricoperto l’incarico di assistente dei Laureati cattolici e successivamente del Movimento ecclesiale di impegno culturale. Nel 1966 il vescovo Gilberto Baroni lo ha nominato delegato vescovile per l’Azione Cattolica, incarico che ha ricoperto sino al 1970. Nel 1968, istituito a Reggio Emilia lo Studio teologico interdiocesano ne è divenuto docente di Teologia dogmatica e contemporaneamente preside, formando generazioni di sacerdoti e di laici. Lo stesso anno il vescovo Baroni gli affidava l’incarico di vicario episcopale per l’apostolato dei laici, ufficio che ha ricoperto sino al 1986. Sempre nel 1968 mons. Baroni lo nominava presidente del Centro Giovanni XXIII – “il Giovanni” come era abitualmente chiamato, con sede in via Prevostura 4 – istituzione culturale che ha guidato con saggezza e ricchezza di attività. Il 1° novembre 1975 sempre il vescovo Baroni lo nominava presidente della Consulta diocesana, poi interdiocesana, per la pastorale scolastica. Ha avuto parte attiva nell’ organizzazione e nella conduzione del Sinodo diocesano sull’evangelizzazione in terra reggiana e guastallese. La nomina ad ausiliare era solo il primo gradino di un “cursus honorum” che ha portato “don Camillo” a responsabilità sempre più alte, sino alla presidenza della Cei e a ricoprire per la diocesi di Roma l’incarico di vicario di due Papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, nonché alla porpora cardinalizia. Il 28 giugno 1986 Giovanni Paolo lo nominava segretario generale della Conferenza episcopale italiana; il 17 gennaio 1991 Papa Woytjla lo elevava alla dignità di arcivescovo e lo eleggeva suo pro-vicario per la diocesi di Roma; il 7 marzo 1991 Papa Wojtyla lo voleva presidente della Cei e lo creava cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991, del titolo di Sant’Agnese fuori le mura; il successivo 1° luglio fu nominato vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. Papa Wojtyla lo riconfermò per due quinquenni presidente della Conferenza episcopale italiana: il 7 marzo 1996 e il 6 marzo 2001, incarico mantenuto sino al 2008. Particolarmente attese e oggetto di ampia riflessione anche per il mondo politico sono state le sue prolusioni alle riunioni dei vescovi italiani, così come i suoi puntuali interventi su tematiche ecclesiali, etiche e concernenti la politica nel suo senso più alto.

fonte: sir/agenzie/redazionecatt

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