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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 febbraio 2026)
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  • L'interno della Basilica di San Simpliciano.

    Tre importanti chiese milanesi, tra arte, fede e cultura

    di Cristina Uguccioni

    In un tempo che fa dell’autosufficienza e della libertà dai vincoli quasi un diktat, si può correre il rischio di ritenere che anche la fede debba sottostare al medesimo diktat. Invece, come osservava acutamente il servo di Dio don Divo Barsotti, «noi crediamo di essere nostri, di essere originali, crediamo di dovere a noi stessi e magari soltanto a Dio la nostra risposta a Lui…la dobbiamo a tutti coloro dai quali dipendiamo», e che ci hanno preceduto. Insieme a magnifiche opere d’arte, nelle antiche chiese si conservano il ricordo e, in certo modo, la presenza di quanti, lungo i secoli, hanno avuto fede in Gesù. Organizzare una visita, pregare, partecipare alla messa in queste chiese porta a fare l’esperienza viva di essere l’anello di una catena che è giunta sino a noi dal tempo degli apostoli, di essere sorretti dalla fede di migliaia di fedeli del passato. Di queste antiche chiese, a Milano, ne esistono molte. Eccone tre, che vanno a comporre un itinerario speciale e che, in comune, hanno anche attività culturali di alto profilo.

    La prima tappa, in corso Magenta, è la celebre basilica di Santa Maria delle Grazie, con l’annesso convento dei frati domenicani che, nel refettorio, conserva “L’Ultima cena”, lo straordinario capolavoro di Leonardo Da Vinci (per il quale è prevista visita con prenotazione obbligatoria). Il complesso, iniziato dal noto architetto Guiniforte Solari (ingegnere capo della fabbrica del Duomo), dal 1980 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: la chiesa, a tre navate, è considerata una delle massime testimonianze dell’arte rinascimentale; prevalentemente sviluppata in larghezza, custodisce meravigliose decorazioni pittoriche e lungo le navate presenta numerose cappelle, decorate da importanti artisti, tra i quali Gaudenzio Ferrari e i fratelli Fiammenghini. Dell’opera di rinnovamento avviata sul finire del 1400 fanno parte lo spazio della grande tribuna, la sagrestia e il chiostrino adiacente, attribuiti a Donato Bramante, del quale rappresentano uno dei più rilevanti impegni milanesi. 

    Spostandosi nel quartiere di Brera, si giunge a San Simpliciano (nell’omonima piazza), imponente ed elegante basilica paleocristiana  oggetto, lungo i secoli, di interventi e rifacimenti. La chiesa, di proporzioni molte ampie, è formata da una solenne  aula a tre navate con volte a crociera, le cui sobrie pareti in mattoni a vista conducono lo sguardo del fedele ad attraversare lo spazio delle campate ritmate dei pilastri per soffermarsi nell’abbraccio dei colori festanti che si apre nello sfondo del catino absidale.

    La volta interna decorata di San Simpliciano
    La volta interna decorata di San Simpliciano

    L’abbraccio è quello di angeli e santi che fanno corona intorno alla Trinità e alla Vergine Maria nel magnifico affresco rinascimentale del Bergognone. Per secoli la basilica è stata affiancata da un monastero: oggi si possono ammirare un pregevole coro ligneo tardo cinquecentesco, e due incantevoli chiostri rinascimentali (anch’essi meritano una visita), che da alcuni decenni  ospitano la prestigiosa Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.

    Ultima tappa è la mirabile basilica di sant’Eustorgio (nell’omonima piazza) con il suo campanile di 73 metri, il più alto della città, che reca sulla cuspide una stella, simbolo dei Magi. La chiesa attuale è frutto di una serie di costruzioni e interventi avvenuti lungo i secoli.  I resti di una prima chiesa paleocristiana sono ancora visibili sotto l’abside, mentre elementi della costruzione di epoca romanica sono individuabili nella zona absidale e in alcuni capitelli. Nel XIII secolo la chiesa venne  assegnata ai frati domenicani e l’edificio subì ancora modifiche. All’interno, dove si trovano diverse cappelle, sono custodite splendide opere pittoriche e scultoree: fra queste, il grande crocifisso collocato sopra il presbiterio, un trittico del Bergognone, e affreschi attribuiti a Michelino da Besozzo. Nella cappella dei Magi è collocato un antico sarcofago romano di pietra decorato solo con una stella cometa e con una scritta settecentesca: «sepulcrum magorum»: secondo la tradizione le spoglie dei Magi sarebbero state trasportate dal vescovo Eustorgio da Costantinopoli a Milano proprio all’interno di esso. Nei pressi della basilica sorge il Museo, il cui percorso si conclude nella famosa Cappella Portinari che custodisce un rimarchevole ciclo pittorico di Vincenzo Foppa e l’arca, in marmo, di san Pietro martire, opera di Giovanni di Balduccio da Pisa.

    Veduta sulla facciata di S. Eustorgio a Milano
    Veduta sulla facciata di S. Eustorgio a Milano

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