di Silvia Guggiari
Dalle colline riminesi, sabato prossimo, arriverà in Ticino la compagnia teatrale de «I Ragazzi del Lago», che a Bellinzona, durante il Cammino della Speranza con i giovani della diocesi, porterà in scena «Raccontando Chiara», per scoprire la vita di Santa Chiara e di San Francesco d’Assisi. La genesi di questo spettacolo inizia nel lontano 2004 ad Assisi quando dal desiderio del regista Carlo Tedeschi nasce il lavoro che mette in musica la vita e le opere dei due santi. Lo spettacolo rimane nella cittadina umbra per 12 anni durante i quali viene messo in scena più volte al giorno per i pellegrini: «È stato un fenomeno di conversioni e di vocazioni, intorno al quale sono accadute cose meravigliose», confida il regista. A Bellinzona, verrà messa in scena una riduzione dello spettacolo e insieme ai canti che ripercorrono la vita dei due santi verranno raccontate alcune delle esperienze di vita e di fede degli attori, professionisti e amatoriali, che negli anni hanno lavorato nello spettacolo. Tra questi attori vi è anche Francesco Troilo che in gita ad Assisi con degli amici conosce per caso lo spettacolo «Chiara di Dio» e se ne innamora: «Era un periodo di ricerca per me – ci dice – dovevo capire quale strada intraprendere, e il vedere dei giovani molto talentuosi in uno spettacolo così bello ed emozionante, giovani che credevano nel messaggio diffuso dai due santi, mi colpì tantissimo. Ho desiderato fin da subito entrare nei panni di san Francesco; in quel momento ancora non credevo, ma quel seme era già presente».
Qualche anno dopo, durante uno stage di teatro a Lago di Monte Colombo (RM), Francesco incontra Carlo Tedeschi che gli affida il ruolo del Santo di Assisi: «Quello fu un segno evidente che il Signore c’è e segue i nostri passi, e Lui mi aveva portato su quella che era la strada che io avrei prediletto di più, quella dell’arte. “Chiara di Dio” ha cambiato la mia vita, mi ha fatto trovare la mia vocazione, la mia chiamata, e insieme a me, lo ha fatto con centinaia di giovani». Quella di Chiara e Francesco è la storia di due giovani che rinunciano al mondo pur di vivere il Vangelo: «Abbracciano la povertà e vivono quelle parole nel modo più assoluto, più vero e più sentito – spiega Carlo –. È quello che hanno fatto anche i ragazzi che in questi 40 anni ho educato all’arte e alla vita, perché solo se ci si spoglia di tutto, ci si conosce profondamente e si inizia a conoscere anche Dio».
Lo spettacolo, che è stato scritto da Carlo e da sua moglie Daniela analizzando le fonti francescane e facendole proprie, inizia con la morte di Chiara e poi a ritroso si ripercorrono alcuni episodi della sua vita: «Vedremo l’anima di Chiara uscire dal suo corpo e percorrere l’universo per poter arrivare nel Regno di Dio. È un’opera in cui si mette in scena la grande umanità di Chiara, ma anche l’umanità di Gesù che si è fatto uomo e dunque conosce, comprende, accetta e apprezza i nostri lati umani».
In più di vent’anni di vita sono migliaia gli attori che hanno interpretato il musical, che si sono impersoni ficati nella storia di «due giovani che amavano la vita profondamente. L’ideale profondamente umano di questi due santi mi ha molto sconvolto», commenta Francesco.
I Ragazzi del Lago
La compagnia teatrale “I Ragazzi del Lago” nasce nel 1982 da una intuizione di Carlo Tedeschi e di Leo Amici che da poco aveva fondato il paesino di Lago Monte Colombo (RM). «Un giorno al bar – racconta Carlo Tedeschi – Leo Amici mi dice “Carlo, quante facce tristi, quante facce grigie che ci sono in giro, perché non le rallegriamo un po’?”. E io, “ah, che bella idea che hai avuto. Ma come facciamo?”. E lui mi risponde “Con un spettacolino, suonando la chitarra, ballando, cantando, parlando della nostra fede, parlando del Dio di Gesù”, “che bello”, dico io. Cominciammo così a girare i bar e i ristoranti portando in scena i primi spettacolini». In più di 40 anni sono 25 le opere scritte e messe in scena da Carlo Tedeschi, testi originali che raccontano vite di santi ma non solo: «Portare in scena le biografie dei santi significa evangelizzare in un modo nuovo e moderno, in un modo che i giovani accolgono molto volentieri, nonostante si parli di figure vissute secoli fa». «Gli spettacoli sono gestiti, sponsorizzati e prodotti dall’associazione Dare, che utilizza tutti gli utili per mantenere il piccolo paese di Lago Monte Colombo con le sue opere e strutture, per sostenere la retta della scuola di teatro a chi non se la può permettere e per portare avanti importanti opere in Africa per la costruzione di scuole, villaggi, ospedali», conclude il regista.
Per info: ragazzidellago.com
Pastorale Giovanile: i prossimi appuntamenti
Sabato 28 marzo, all’oratorio di Bellinzona: dalle 15 alle 16 «World Caffè», momento di riflessione comune sul ruolo degli educatori nella Diocesi di Lugano e a seguire presentazione del tema del GREST 2026 aperto a tutti. Alla sera, alle 20 alla chiesa di S. Giovanni di Bellinzona, il Cammino della speranza con lo spettacolo su S. Chiara. Sono benvenuti tutti i ragazzi, adolescenti, giovani e famiglie della diocesi.
Dal 9 al 12 aprile, pellegrinaggio a Taizé, per adolescenti (dalla 4a media) e giovani dai 14 ai 35 anni. Iscrizioni: taizeticino.segresta.ch.