Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Sab 28 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    San Francesco e il femminile: nel cuore del Medioevo l'intuizione del Santo poeta

    “Non tutti i grandi poeti sono santi, ma tutti i grandi santi sono anche poeti” diceva don Primo Mazzolari nel lontano 1941 commentando il “Cantico delle creature” di San Francesco d’Assisi. Una citazione condivisa dal prof. Pietro Gibellini, critico letterario e filologo italiano, che l’8 marzo, nella giornata internazionale della donna, nella chiesa di San Vittore a Muralto, concluderà la settima edizione del FestivalLibro con un intervento dal titolo “San Francesco e l’immaginario femminile”.

    Prof. Gibellini, in che modo il mondo femminile rientra nella vita di San Francesco?

    I biografi di San Francesco mostrano una particolare sensibilità verso il mondo femminile. Questo nel Medioevo non è affatto scontato: luminoso per tante altre forme di pensiero, di arte, di spiritualità, questo periodo storico vedeva però la donna come una creatura soggetta all’uomo, bisognosa della sua protezione e in qualche modo sua sottomessa. Nel peggiore dei casi, la donna era vista come tentazione diabolica, a volte addirittura travestimento del diavolo che con sembianze femminili andava a tentare gli eremiti, i santi uomini...

    San Francesco mostra invece una apertura al mondo femminile, lo si vede per esempio nella relazione spirituale con Santa Chiara d’Assisi, che è stata per lui consigliera preziosa. Nella vita del Santo ci sono poi altre figure femminili come Jacopa dei Settesoli, matrona romana con la quale strinse una profonda amicizia. E poi naturalmente, c’è la devozione per la Madonna espressa in un saluto in latino da lui composto che fosse quotidianamente pregato dai suoi frati.

    Cosa ci dicono oggi queste relazioni spirituali?

    Sono relazioni che allora avranno sicuramente suscitato scandalo, mentre certamente oggi, per fortuna, la posizione e la visione della donna anche nel mondo della Chiesa è diversa. Forse non ha ancora raggiunto la piena parità, ma se noi riflettiamo, la Chiesa sta in piedi soprattutto per la propensione femminile alla spiritualità e anche alla carità fattiva e attiva. E lo stesso potremmo dire anche della letteratura. In fondo, se non ci fossero le donne lettrici formidabili e da qualche tempo a questa parte anche scrittrici attive, la letteratura sarebbe ben più povera di quel che è. Francesco ha avuto la capacità e l’intuizione di anticipare i tempi dando un maggior rilievo alla componente femminile nel mondo della cristianità e della spiritualità.

    In che modo il Cantico delle Creature può farci riscoprire il valore del femminile?

    Analizzando il testo ci si accorge che Francesco ha una visione sessuata della natura: c’è una disposizione all’interno dei versi che sembra calibrata per bilanciare i due generi. San Francesco loda nell’ordine il sole che è maschile, poi la luna, il vento, l’acqua, il fuoco, infine la Terra. Una perfetta alternanza di maschile e femminile. E se nei sostantivi il genere è vincolante perché insito nella lingua, l’aggettivazione invece è libera: ed è proprio negli aggettivi, con i quali san Francesco riveste queste creature, che il santo poeta dà chiaramente la sua visione di una polarità, di una differenza tra il maschile e il femminile che alla fine si risolve in perfetta complementarietà e armonia.

    In che modo e con quali termini?

    La bellezza femminile assume dei tratti di delicatezza che mostrano una maggior sensibilità estetica della femminilità. Le stelle, per esempio, sono “clarite, preziose e belle”. Oppure l'acqua è definita con questi quattro aggettivi “utile, umile, preziosa e casta”, dove la purezza dell'acqua si carica anche di un valore simbolico-morale. Dei sostantivi maschili sottolinea l'utilità, ad esempio attraverso il sole il Padreterno riscalda il mondo; l'elemento maschile è caratterizzato con la funzione pratica definita. Questa funzione non è negata alle donne, perché quando parla dell'acqua dice semplicemente che è utile, umile, preziosa. È un'utilità che dà un respiro più ampio. Non solo, ma proprio alla luna e alle stelle, cioè termini femminili, riconosce il requisito della bellezza e basta. Non dice a cosa servono: come dire la bellezza è autosufficiente, è necessaria e non ha bisogno di essere esplicata.
    Questa visione della femminilità mi sembra sia frutto di una grande attenzione da parte di quest'uomo semplice all’interno di un sistema di versi molto armonioso. E proprio l'armonia finale tra maschile e femminile viene espressa nell'appello finale “Lodate Benedite il Signore con grande umiltà Ringraziate e servite con grande umiltá”. Questo appello è rivolto a un “voi” indifferenziato che include sia il maschile che il femminile.

    Nella vita San Francesco fu ostacolato dal padre e compreso dalla madre, come legge lei queste relazioni che hanno definito la biografia di un Santo?

    Le leggo come le ha lette Dante quando elogia San Francesco per bocca di San Tommaso d'Aquino e usa il termine “guerra”: San Francesco dovette andare in guerra col padre per poter scegliere poi un altro Padre con la P maiuscola. Dante non parla della Madre Pica, però è molto forte nei suoi versi l'elemento amoroso, perché nella lunga descrizione che fa di questo “santo straordinario” descrive l'innamoramento per una donna e ne parla col linguaggio della poesia amorosa. Soltanto alla fine si scopre che l’amore di cui parla è quello tra Francesco e Madonna povertà. Alla fine del suo discorso Dante ricorda che San Francesco morendo raccomanda a tutti i suoi confratelli di serbar fede all'amata, cioè di rimanere fedeli a Madonna Povertà: questa è l'unica eredità che lascia.

    Cosa dovremmo riscoprire del messaggio francescano, in questo anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco?

    Ci sta facendo scoprire molte cose. Mentre le Sante reliquie possono aiutare la devozione popolare, mi pare che sul piano delle
    iniziative culturali oltre che divulgative ci sia un grande ritorno di
    attenzione che abbraccia sia i credenti che i laici perché San Francesco anche con la sua apertura fiduciosa nei confronti del prossimo, è una figura che attira tutti.

    News correlate

    News più lette