Un dialogo senza tempo, capace di graffiare la coscienza e accendere la speranza. Domenica 22 marzo 2026, alle ore 17.00, la Cattedrale di San Lorenzo a Lugano si trasformerà nel palcoscenico di un’intensa "evocazione scenica": "Caro Agostino".
L’appuntamento, inserito nella prestigiosa rassegna dei Vesperali organizzata dall’AAMC (Amici della Musica in Cattedrale), promette di essere molto più di una semplice lettura. È un invito a riscoprire Sant’Agostino d’Ippona come un uomo che ha attraversato le tempeste dell’esistenza prima di approdare al porto della fede.
Dalla trasgressione alla luce
Scritta da Claudio Laiso e interpretata dalle voci di Claudio Moneta ed Elda Olivieri, l’opera attinge integralmente alle Confessioni. Agostino ci parla "intimamente" della sua famiglia, dell’adolescenza trascorsa nel segno della trasgressione e di quegli studi filosofici che, se da un lato lo esaltavano, dall’altro scavavano in lui "profondi dubbi teologici".
Il racconto segue le tappe di una vita frenetica: dai successi professionali di Cartagine fino ai centri del potere, Roma e Milano. Eppure, dietro i trionfi, emergono gli "amori travagliati" e il dolore per la morte, temi che rendono il Santo incredibilmente vicino all’uomo contemporaneo.
Il dramma del dubbio
Particolarmente attuale è il passaggio dedicato alle derive settarie e al fascino oscuro dell’occulto. Agostino non nasconde di essere stato sedotto dalla magia e dall'astrologia, "pratiche che lo hanno precipitato in una depressione profonda". È proprio in questo abisso che matura il "dialogo intimo e tormentato con Dio", una lotta interiore che, dopo anni di incertezze, sfocia nella conversione.
Musica e Parola
L’evocazione scenica sarà impreziosita da una cornice sonora di alto rilievo. All’organo della Cattedrale siederà il maestro Riccardo Quadri, mentre la Schola Cathedralis Lugano, sotto la direzione del maestro Robert Michaels, eleverà lo spirito attraverso il canto sacro. Il coordinamento è curato dal TeatroDellaParola di Maruska Regazzoni.
L’evento vuole essere, nelle intenzioni degli organizzatori, "un momento comunitario di riflessione spirituale". La forza di Agostino risiede nel fatto che, nella sua ricerca, "riconosciamo i nostri stessi dubbi, le nostre fragilità, le nostre speranze". Assistere a "Caro Agostino" significa dunque specchiarsi in un’anima che ha cercato la Verità con onestà. La sua storia ci ricorda che ogni inquietudine può diventare il primo passo verso un abbraccio divino. Un appuntamento dove l'arte si fa preghiera e la storia si fa presente.