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Lun 30 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    San Giuseppe, ha sempre messo Dio al primo posto: un esempio per tutti

    di Suor Sandra Künzli

    San Giuseppe è il santo del nascondimento, dell’interiorità e dei sogni. I Vangeli ci parlano poco di lui. Eppure la missione che Dio gli ha affidato è grande. Egli prepara la via al Salvatore, oltre che una famiglia, un lavoro, un futuro. Non a caso il Papa Pio IX lo ha dichiarato Patrono della Chiesa universale ed è anche il patrono dell’Ordine agostiniano. Giuseppe significa: “Dio aumenti”. Apparentemente non ha fatto nulla di particolare: ha lavorato come ogni uomo, si è occupato di Maria, la sposa verginale amata intensamente, e di quel figlio straordinario che è stato Gesù.

    L’amore di Maria per Giuseppe

    "La vergine Maria – scrive Giovanni Paolo II – amò Giuseppe con una tale intensità, verità e purezza, da partecipargli il dono della sua stessa verginità, in maniera che nulla mancò al loro amore. Giuseppe divenne il custode della verginità di Maria”. Scrive il Papa: “L’ascesi della continenza non comporta l’impoverimento delle manifestazioni affettive, ma le rende più intense spiritualmente e perciò ne comporta l’arricchimento”. Giuseppe ha accolto e allevato un figlio non suo, accettando di collaborare con il misterioso piano di Dio, accontentandosi di essere l'ombra del Padre e di rappresentarlo sulla terra. Ha conosciuto come noi le sue fatiche e le lotte interiori.

    Giuseppe, l’uomo dei sogni che si sono realizzati

    San Giuseppe ha offerto con Maria tutta la sua vita a Dio. Egli è l’uomo dei sogni che si sono realizzati; anche noi abbiamo sogni che sono una risorsa e uno stimolo per andare avanti con coraggio. Riporto un invito di Giovanni Paolo II rivolto alle giovani generazioni: "Cari giovani, rifiutate di svendere i vostri sogni! Sognate ma nella libertà! Progettate ma nella verità! Cristo riaccenda nel cuore di ogni giovane il sapore per la vita, il gusto per le scelte coraggiose e impegnative, lo sforzo per costruire un mondo migliore”. A San Giuseppe si applicano bene le parole di sant’Agostino: “Quando Dio posava su di me il suo sguardo e mi predestinava, la gioia che provava per me era perfetta, in quella gioia non vi era alcun timore che il suo disegno potesse non compiersi”. Giuseppe è stato l’uomo giusto, accanto a Maria, la donna del Sì.

    Dio al primo posto

    La riconoscenza verso Dio nasce anche dalla consapevolezza che egli ci ha custoditi, ci ha preservati molte volte dal peccato e questo dovrebbe far scaturire in noi un amore più autentico. Possono amare molto il giusto e il peccatore (vedi Maria Maddalena), come può avere il cuore indurito chi pecca e chi non cade quasi mai. Don Primo Mazzolari scriveva: “Non tutti i grandi poeti sono santi, ma tutti i santi sono poeti perché se l’amore fa il poeta, i santi sono i più grandi innamorati”.

    La sacra famiglia di Nazareth ha sempre messo Dio al primo posto e, in questo, è un esempio per tutti noi. Immergiamo i nostri cuori in quella fornace ardente che è il Cuore di Cristo, e saremo accesi da un amore più forte per lui e per i fratelli. La Madonna non aveva peccato e ha amato come nessun altro su questa terra, insieme Gesù e a san Giuseppe, l’uomo saggio, l’uomo della vita interiore, del silenzio e della parola detta al momento giusto.

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