Papa Leone, al termine dell’Angelus di questa domenica, 11 ottobre, annuncia di doversi sottoporre a un intervento per rimuovere un nodulo circoscritto al polmone. Alle numerose persone riunite in Piazza San Pietro, il Papa spiega: “Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato”. “I medici – dice ancora il Pontefice - ritengono opportuno intervenire, e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo”. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni al Policlinico Gemelli
Da Leone XIV un grazie a tutti i fedeli, quelli in piazza o collegati dal mondo, “per la vostra vicinanza spirituale”: “Mi affido alla vostra preghiera! Buona domenica!”.
In risposta alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni precisa "che l’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana" e che "il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana".
Leone XIV durante la catechesi: la gioia che annunciamo non è artificiale, siamo portatori di vita
La tendenza ostinata del bene, che "tende per sua natura a diffondersi", accende una fiamma viva, tutt’altro che artificiale, che nessun fraintendimento o rifiuto può soffocare. Papa Leone XIV invita a custodirla e a non restare in disparte nella festa del Signore, esortando i fedeli riuniti in Piazza San Pietro per l’Angelus di questa domenica, 11 ottobre, a farsi "portatori di vita".
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La diffusione della bontà
La festa di nozze organizzata da un re per suo figlio, al centro del Vangelo odierno, è anche il punto di partenza della riflessione del Pontefice. Il matrimonio rappresenta per antonomasia un momento speciale, che viene spontaneo condividere con gli altri, offrendo un banchetto e invitando numerose persone a prendervi parte. "Bonum dicitur diffusivum sui", "il bene tende per sua natura a diffondersi": così affermava san Tommaso d’Aquino.
Anche l’immagine del nostro racconto ci parla, in un contesto particolare di vita vissuta, di questa realtà. Quando accade qualcosa di buono, si accende una luce che porta a coinvolgere gli altri nella propria felicità.
La gioia di un matrimonio
Di fronte a un’offerta così generosa, tuttavia, gli invitati si tirano indietro, troppo occupati dalle proprie faccende, fino ad arrivare persino a uccidere i messaggeri incaricati di portare il lieto annuncio.
Non sempre il bene che offriamo è compreso, riconosciuto, apprezzato, anzi a volte è frainteso e respinto. Ma ciò non deve scoraggiarci
Il re, infatti, non annulla il banchetto, ma estende l’invito ad altre persone, affinché la gioia delle nozze possa comunque essere condivisa e diventare un dono per tutti.
Essere protagonisti
La domanda che il Papa pone ai fedeli è: "Chi rappresentano i protagonisti di questa storia?". Secondo l’interpretazione di san Girolamo, il re rappresenta il Padre celeste, lo sposo Gesù e la sposa la Chiesa.
Tra i protagonisti, allora, ci siamo anche noi, scelti dal Signore per condividere con Lui la nostra esistenza e per essere assieme a Lui portatori di vita. La festa di nozze è la nostra, e la sala del banchetto sono le nostre chiese, le nostre case, i posti in cui viviamo, e in cui ogni giorno il Figlio del Re, Gesù Cristo, torna a dichiararci il suo amore e attende il nostro “sì”.
Felicità concreta
In quei luoghi, aggiunge Leone XIV, ciascuno può incontrare il Signore, rivestito dell’abito bianco del Battesimo, come la sposa, e ornato "con i gioielli delle opere buone, che ci avvicinano a Dio e tra noi".
La gioia che annunciamo, allora, non è artificiale, ma profonda, concreta, reale, bella come i volti delle persone che incontriamo, vera come il lavoro, i sorrisi, le lacrime, le strette di mano, i gesti di bene delle nostre giornate. Ed è un dono di Dio, per la salvezza del mondo
Fonte: Vatican News/red