È il perdono “senza misura” al centro della riflessione del Papa all’Angelus di questa domenica, 13 settembre: il perdono che Gesù ha testimoniato fin sulla croce verso i suoi persecutori. Affacciandosi dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico, Leone XIV ricorda che nel Vangelo della liturgia odierna, Gesù dice a Pietro di perdonare “fino a settanta volte sette”, cioè “oltre ogni limite”, e prosegue con una parabola sul servo a cui viene condonato un enorme debito, che però non mostra la stessa pietà nei confronti di un suo compagno e viene punito.
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Dono e perdono alla base dell’esistenza
“Con queste parole - sottolinea Papa Leone - Gesù ci ricorda che dono e perdono sono alla base della nostra esistenza. Tutto ci è dato da Dio per puro amore, e nessuno di noi può dirsi perfetto nel rispondere a tanta bontà”. Come possiamo constatare ogni giorno, la gratuità, che è fonte della nostra stessa vita, “è anche la regola migliore per il nostro stare insieme”.
Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi, nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie, scatenano le guerre. Solo il perdono libera e riporta la luce, anche là dove la povertà materiale e morale dell’uomo, per un momento, ha reso cupo l’orizzonte e incerto il cammino. Il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole.
L’esperienza di san Pietro: la carità che guarisce e conferma
Un’esperienza, quella del perdono, sperimentata più volte da san Pietro nella sua vita, in particolare quando, dopo aver rinnegato Gesù durante la Passione, lo incontra, risorto, sulla riva del lago di Galilea. Il Signore gli chiederà: "Mi ami?" e lo inviterà a seguirlo. “Proprio come all’inizio - nota il Papa - nel giorno del loro primo incontro, quasi nulla fosse successo”. E “questa carità, che dimentica e guarisce, segnerà per il primo degli Apostoli la conferma della sua missione”.
Perdonare sempre
Papa Leone XIV esorta quindi a chiedere alla Vergine Maria, Madre di Misericordia, “che ci aiuti a perdonare, sempre, anche quando è difficile fare il primo passo, e a diffondere, con coraggio e costanza, la luce serena e risanante dell’amore che vince l’odio e disarma ogni rancore”.
Fonte: Vatican News