Una sessantina di persone, domenica 18 ottobre, nella Collegiata di Balerna. C’erano il vescovo Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, e mons. Pier Giacomo Grampa, vescovo emerito di Lugano. La Veglia ha accompagnato la Giornata missionaria mondiale, arrivata alla centesima edizione, e ha messo al centro un gesuita svizzero del Settecento: padre Martin Schmid, missionario in Bolivia.
Un gesuita di Baar in Bolivia
Schmid nacque a Baar nel 1694 e morì nel 1772. Nel 1730 raggiunse la Chiquitania, la pianura orientale della Bolivia. Fu missionario, ma anche musicista e costruttore di chiese. Durante la serata si sono ascoltate quattro sue composizioni.
La giornalista Chiara Gerosa ha raccontato il suo recente viaggio in Bolivia sulle orme di Schmid. Don Jean-Luc Farine, delegato ad omnia del vescovo, è partito da alcuni aspetti della vita del missionario per proporne un’attualizzazione.
03/10/2026
Ottobre Missionario con padre Schmid, missionario in Bolivia: il Vangelo dialoga con le culture
Il direttore di Missio Svizzera Markus Cott sui cento anni della Giornata mondiale missionaria e sull'Ottobre Missionario proposto in Svizzera, dedicato ai progetti in Bolivia. La campagna mette l'accento anche sull’opera del gesuita svizzero p. Martin Schmid (1694–1772), missionario in quali Bolivia. Gli eventi previsti nella Svizzera italiana.
La missione come incontro tra culture
Per Markus Cott, direttore di Missio Svizzera, intervistato da catt.ch, la vicenda di Schmid aiuta a capire la missione «non soltanto come annuncio religioso, ma anche e soprattutto come incontro tra culture».
Le chiese della Chiquitania richiamano le grandi case comunitarie della popolazione locale. «Schmid portò certamente con sé idee europee, ma seppe adattarle alle tradizioni e alla cultura del luogo», osserva Cott. Il confronto con gli edifici costruiti più tardi, tra fine Ottocento e Novecento, è netto: molti «potrebbero trovarsi altrettanto bene in Italia, Germania o Francia».
La musica che resta
Poi c’è la musica, che per Cott ha avuto «un ruolo importantissimo nell’evangelizzazione dell’America Latina». Schmid introdusse la polifonia, costruì strumenti insieme agli indigeni e si dedicò alla formazione musicale della gente del posto, «per la gloria di Dio».
«La cosa affascinante è che questa tradizione non è scomparsa con l’espulsione dei gesuiti nel 1767, ma continua a vivere ancora oggi».
Sei di quelle antiche missioni sono patrimonio mondiale UNESCO dal 1990. A Concepción, dopo il tramonto, dalle finestre della grande chiesa escono ancora archi e voci di ragazzi. Schmid è morto da oltre due secoli e mezzo. La sua musica no.