di Suor Sandra Künzli O.S.A
Una mistica tedesca, Justine Klotz, scrisse una frase singolare, e cioè che l’“io” della Madonna nessuno lo ha mai trovato. In verità, noi non potremo eguagliare l’umiltà di Maria. Ci consola San Francesco di Sales quando, rassicurando una sua figlia spirituale, le disse che il nostro amor proprio muore un’ora dopo di noi…
Maria è la donna del silenzio e del Fiat. Parla quando deve parlare (vedi a Cana), ma sa tacere e mettersi da parte per lasciar risolvere a Dio le situazioni più intricate (come quando il suo casto sposo Giuseppe si accorge che lei è incinta). La Vergine si fida di Dio perché sa che il Signore non delude mai i suoi “piccoli” che confidano in lui.
Vittorio Messori ha scritto che i veri devoti di Maria sono i semplici e i grandi peccatori. La Madonna è il rifugio dei peccatori, la consolatrice degli afflitti e chi ha lo sguardo semplice capisce che lei è la strada più sicura e rapida per arrivare a Dio, senza togliere nulla a Lui.
Sant’Agostino (354-430 d.C.) ha parlato molto di Maria, soprattutto nel trattato “La santa verginità” e nei suoi “Sermoni”.
Scrive: “Maria era vergine non solo nel corpo ma anche nello spirito. Umile di cuore, assennata e prudente, parca di parole, amante della lettura. Poneva la sua speranza non nelle ricchezze instabili, ma nella preghiera del povero”.
In Paradiso, è paragonata alla “fonte che irriga perché anche Maria era una terra irrigata dallo Spirito Santo” (S. Ag.).
“L’amore è come un boomerang; più tendi la mano per donarlo e più ne ricevi” (Serge Lama). Maria ha donato amore e si è donata; nel suo grembo si sono riversate grazie in abbondanza; è la madre della Chiesa.
La Madonna è stata una donna orante e feconda. Anche noi, imitandola, saremo spiritualmente fecondi: “La Vergine Maria – dice il Concilio – costituisce quel nobile ideale di amore materno dal quale devono essere animati coloro che nella Chiesa cooperano alla rigenerazione delle anime” (L.G. 65). Ben a ragione avrebbe potuto dire con l’apostolo Paolo: Per grazia, sono salvata mediante la fede; e ciò non viene da me, ma è dono di Dio; né viene dalle opere perché nessuno possa vantarsene (cfr. Ef 2, 8-9).
Quando è elogiata dalla cugina Elisabetta, Maria canta il Magnificat. È consapevole che tutto ciò che di buono e di bello è in lei è dono gratuito di Dio e non opera sua.
Essa è stata più grande per aver accolto la Parola di Gesù nel suo cuore. “Maria fu dunque più beata per aver accolto nella fede il Cristo che per averlo concepito nella carne. Egli stesso, al di sopra della lode della sua madre naturale, pone quella di chi crede”. (“Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” Lc 11,28).
Maria è la donna libera sotto la grazia che porta a Cristo coloro che la invocano.
Lei, che è “pura trasparenza di Dio”, ci renda più simili a suo Figlio Gesù e ci renda una cosa sola con lui. A Cana si accorge che manca il vino della gioia.
L’Assunta ci invita a levare ogni tanto lo sguardo verso il Cielo dove è Regina, ci attende, ci guida come una stella che brilla sul nostro cammino. Possiamo invocarla spesso così: “Vieni, o Spirito Santo, vieni per la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua sposa amatissima”.