di sr. Sandra Künzli*
Santa Teresa di Gesù Bambino è nata nel 1873 ad Alençon, in Francia. Orfana di madre, era molto legata al papà, che la chiamava “la sua reginetta”. È stata maestra delle novizie; aveva il dono della sapienza ed un intuito soprannaturale. La sua virtù eroica, consisteva nel sorridere alla suora che le stava antipatica. Una consorella le diceva: “Più ci si avvicina a Dio e più si diventa semplici”. È morta di tubercolosi a 24 anni, nel 1897, in un’estasi di amore, mentre pronunciava le parole: “Mio Dio, ti amo!”. La sua vita è stata una parabola breve ma intensa.
Santa Teresa di Lisieux, è stata proclamata dottore della Chiesa (la più giovane) da Papa Giovanni Paolo II, nel 1997 ed è patrona delle missioni insieme a San Francesco Saverio. Il Papa Pio XI, la definì la “stella del suo pontificato”.
Scriveva: “Non avrò nulla e riceverò tutto da Dio. Non ho meriti, solo quelli di Cristo! Passerò il mio Paradiso sulla terra, scenderò a fare del bene alle anime! Io non sono santa, sono una piccola anima, che Dio ha colmato di grazie. Ogni qualvolta cado, me ne rallegro perché Dio si abbassa fino a me!”. Desiderava volare in alto, verso il suo sposo: si sentiva un uccellino con il cuore e gli occhi di un’aquila.
Il suo libro “Storia di un’anima” è uno dei più letti, dopo la Bibbia e le Confessioni di Sant’Agostino. È entrata al Carmelo di Lisieux a 15 anni, con il permesso speciale di Papa Leone XIII. Era poco più di una bambina ma il suo candore e il suo amore per Gesù, erano disarmanti. Ha passato la notte oscura, la prova della fede.
La piccola via “inventata” da lei, ci insegna che non occorre essere perfetti per entrare in paradiso, anzi! Basta amare.
Teresa di Gesù Bambino, con la sua semplicità ha conquistato il mondo. La piccola anima non era centrata su sé stessa ma su Dio, sulle sue consorelle e sui fratelli sacerdoti missionari che amava con la dolcezza stessa di Cristo.
Le sue reliquie poste in un’urna, girano in tutto il mondo; il suo messaggio è universale. Santa Teresina ha fatto sue le parole del salmo 130: “Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia”.
*agostiniana