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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (7 febbraio 2026)
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  • Crescere nell’epoca della “generazione ansiosa”: un dialogo aperto a Lugano

    Crescono immersi negli schermi, ma pagano un prezzo in termini di benessere psichico. È questo il nodo attorno a cui ruoterà l’incontro “Crescere ed educare nell’epoca della generazione ansiosa”, in programma martedì 9 settembre alle 20:45 presso l’Auditorium dell’Università della Svizzera Italiana, a Lugano.

    La serata, organizzata dal Centro Culturale della Svizzera Italiana, prende spunto dal libro La generazione ansiosa di Jonathan Haidt, psicologo sociale della New York University, che ha fatto discutere in tutto il mondo.

    Interverranno Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, e Sara Fumagalli, psichiatra e direttore sanitario della Clinica Santa Croce di Orselina. L’incontro sarà moderato da Pietro Bongiolatti, insegnante e membro del Centro Culturale.

    Una domanda emerge decisiva: esiste un legame tra l’aumento del disagio psichico tra i giovani e l’uso di smartphone e social network? La risposta di Haidt, basata su un’ampia mole di ricerche, è netta: «Sì, c’è una correlazione significativa».

    Secondo lo studioso, l’avvento del “telefono sempre connesso” ha inciso sulla capacità dei ragazzi di costruire relazioni, gestire l’ansia e vivere esperienze formative offline. «I dati mostrano un peggioramento della salute mentale giovanile a partire dal 2010, in parallelo alla diffusione capillare dei social network», scrive Haidt.

    L’incontro non si limiterà alla denuncia, ma cercherà di indicare possibili vie d’uscita. Haidt propone azioni concrete a governi, scuole e famiglie: limitare l’uso precoce degli smartphone, regolamentare i social e ridare spazio a esperienze educative e relazionali autentiche.

    Per la prima volta il volume viene presentato pubblicamente in Ticino, offrendo un’occasione preziosa di confronto per genitori, insegnanti ed educatori.

    In un tempo in cui le nuove tecnologie entrano in ogni aspetto della vita quotidiana, fermarsi a riflettere è indispensabile. L’incontro di Lugano vuole ricordare che educare oggi significa anche accompagnare i giovani a un uso consapevole degli strumenti digitali, affinché possano crescere liberi dall’ansia e più radicati nella realtà.

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