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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (13 gennaio 2026)
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  • COMMENTO

    Il discernimento nel quotidiano: audacia e concretezza

    Di Manuela Masone Una delle cose più difficili da imparare nella vita cristiana e nella vita tout court è il discernimento e cioè l’arte di scegliere ciò che mi permette di realizzarmi all’interno di un progetto più grande. Alcuni pensano che tutto il da farsi verrà svelato attraverso una rivelazione spirituale e si deprimono o si arrabbiano quando pensano che Dio sia un po’ distratto e abbia dimenticato di inviar loro le istruzioni della vita. Altri invece hanno capito che devono contare sulle loro forze, ma pianificano completamente il loro futuro a tal punto che anche se Dio inviasse loro le istruzioni non gli permetterebbero di venire a scombussolare il planning. Per quanto mi riguarda, credo che il discernimento sia fatto di un mix di audacia e concretezza. Ci sono momenti in cui effettivamente intuiamo interiormente qualcosa di importante, una direzione da prendere, una scelta da fare o un’iniziativa da realizzare. Ciò può avvenire in maniere molto differenti: in un attimo di preghiera o di silenzio, ascoltando un amico, guardando uno spettacolo o un film che ci colpisce… L’audacia sta nel dare fiducia a questa intuizione, cercando di seguirla anche se a volte sconvolge i nostri piani. Essere attenti a questi momenti rivelatori è un’arte che si impara nel quotidiano, cercando di essere presenti in ciò che si fa e aperti ad un Dio che si fra presente lì dove siamo. La concretezza invece consiste nel tradurre l’intuizione, il desiderio in realtà, prendendo i mezzi necessari per realizzarlo anche se non sempre la strada è tutta in discesa. Tante volte siamo insoddisfatti perché abbiamo dei desideri profondi ma non osiamo fare delle scelte. E se mi sbaglio? Siccome siamo in un cammino di fede, una certezza assoluta che sto per fare la cosa giusta, proprio nel momento in cui decido di farla, non c’è. Sicuramente è bene farsi consigliare, ma una volta presa la decisione occorre accettare questa incertezza e affidare a Dio il resto del lavoro. di Manuela Masone

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