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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (24 febbraio 2026)
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  • Festa a Mariastein per il nuovo abate, padre Ziegerer. La fotogallery

    Si è tenuta lo scorso fine settimana la cerimonia di benedizione del nuovo abate nel monastero di Mariastein, alla presenza della presidente del governo di Soletta Sandra Kolly, che ha testimoniato l'importanza di questo «centro spirituale della regione», sottolineando inoltre come l'ordinazione di un abate sia un evento «molto raro». Presente anche Peter von Sury (75), abate del convento benedettino di Mariastein per quasi 17 anni, che ha ceduto il suo testimone al successore, padre Ludwig Ziegerer (69) e il vescovo di Basilea, mons, Felix Gmür, che ha celebrato la messa insieme a Ziegerer e von Sury, ha impartito la benedizione e ha tenuto l'omelia, commentando il testo evangelico di Matteo 23,8-12, in cui Gesù esorta i suoi discepoli a non farsi chiamare né maestri né dottori né padri.

    L’accoglienza dei pellegrini: un pilastro

    A Mariastein - ha ricordato Gmür - l’abate è chiamato ad aiutare i pellegrini a mettere in pratica quello che è un pilastro fondamentale dell'ordine benedettino: «Cercare Dio». Le persone, qui, «non vogliono essere sole. E così anche tu non sei solo». Gmür ha infatti chiesto alla Madonna, patrona del Monastero, di benedire l'abate e i monaci, ringraziando anche il predecessore di Ziegler, von Sury.

    «Dio ci rafforza lungo il cammino»

    Ziegerer ha ringraziato Gmür per la benedizione e la sua guida come pastore, e ha ricordato di avere in programma alcune modifiche strutturali nel piazzale antistante la chiesa. Si è anche prefissato di trovare nuovi membri per il convento, che nel frattempo si è ridotto a dodici monaci in età avanzata. «Sappiamo che non dobbiamo essere perfetti», ha concluso l'abate Ludwig nel suo discorso di saluto: «Perché Dio ci rafforza lungo il cammino».

    La cerimonia di benedizione è stata accompagnata da Christoph Anzböck all'organo e Andrew Hammersley alla tromba; erano presenti anche gli ex guardie Attila Lardori e Antonio Russo della sezione di Soletta della Guardia Svizzera.

    Boris Burkhardt/kath.ch/adattamento red

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