di Gino Driussi
Tutte le Chiese del mondo ortodosso (ad eccezione, ma non sempre, di quella finlandese), sia quelle rimaste fedeli al calendario giuliano sia quelle che hanno adottato il calendario gregoriano, celebrano Pasqua alla stessa data per preservare l’unità tra di loro, precisamente secondo il vecchio sistema, ciò che il più delle volte non coincide con la Pasqua dei cattolici e dei protestanti.
Per Natale, invece, non è così. La maggior parte di esse lo hanno celebrato il 25 dicembre, mentre lo festeggeranno il 7 gennaio, secondo il calendario giuliano, le Chiese russa, serba, georgiana, quella del Patriarcato di Gerusalemme e quella macedone, come pure sul Monte Athos.
Una situazione particolare la sta vivendo la martoriata ucraina. In seguito all’invasione russa del 24 febbraio 2022, rimangono più separate che mai la Chiesa ortodossa ucraina (costituitasi nel 2018 grazie all’autocefalia concessale dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I) e quella storicamente legata al Patriarcato di Mosca. Quest’ultima, sebbene si sia distanziata dalla Chiesa russa in seguito agli eventi del 2022, è stata messa al bando dal parlamento ucraino. A distinguere queste due Chiese è anche la data del Natale: la prima - conseguentemente a una legge nazionale promulgata nel 2023 - lo ha celebrato il 25 dicembre (come peraltro i cattolici sia latini sia di rito orientale), la seconda continua invece ad attenersi alla data del 7 gennaio.
Le celebrazioni in Ticino
Nell’ordine di precedenza tra le Chiese ortodosse (i cosiddetti “dittici”), il primo posto spetta al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, presente anche in Ticino con una parrocchia dipendente dall’Arcivescovado di Svizzera con sede a Chambésy (GE). Questa Chiesa adotta il calendario giuliano per le feste mobili e quello gregoriano per quelle fisse. Pertanto, ha già celebrato il Natale il 25 dicembre, ma per i greco-ortodossi del Ticino un appuntamento importante è quello fissato per martedì 6 gennaio alle 10.30 nell’ oratorio di S. Antonio di Gerso a Massagno, con la divina liturgia della Teofania e la solenne benedizione dell’acqua.
Per tornare al Natale, i fedeli della Chiesa ortodossa russa (eparchia di Korsun del Patriarcato di Mosca) si ritroveranno la sera del 6 gennaio alle 20.00 per i vespri e alle 22.00 per la liturgia natalizia nella loro chiesa della Protezione della Santa Madre di Dio a Melide.
Da parte sua, la Comunità ortodossa serba de Ticino celebrerà la funzione serale il 6 gennaio alle 18.30 nella chiesa di S. Giovanni a Bellinzona. Divina liturgia natalizia la stessa sera alle 23.00 nella chiesa di S. Rocco a Lugano e il 7 gennaio alle 9.00 di nuovo a S. Giovanni.
Una situazione particolare è quella della Comunità ortodossa della Svizzera italiana. Siccome raggruppa fedeli di diverse giurisdizioni, questa parrocchia “raddoppia”: dopo aver già celebrato Natale il 25 dicembre, dà appuntamento ai fedeli che seguono il calendario giuliano per mercoledì 7 gennaio alle 10.00 nella chiesa della Madonnetta a Lugano.
Per quanto riguarda, infine, le antiche Chiese orientali, la Comunità ortodossa eritrea del Canton Ticino si ritroverà martedì 6 gennaio a mezzanotte nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia a Massagno per la liturgia natalizia.