Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (22 gennaio 2026)
Advertisement
  • Giubileo dei giovani a Roma Tor Vergata

    Il Papa ai giovani: non seguite chi divide con la fede, rimuovete le disuguaglianze

    Il “fremito” dei giovani è un vento che percorre il cuore del mondo: un grido silenzioso contro discriminazioni e ingiustizie subite dai loro coetanei. È il desiderio ardente di verità, bellezza, gioia e pace. Ma lungo il cammino possono incontrare falsi maestri: lo “scrolling” infinito sui telefoni, che li inghiotte e li svuota; o l’eco di chi usa la fede per dividere. La loro aspirazione non può restare imprigionata: trova compimento solo nell’uscire da sé, nell’aprirsi, nel donarsi. Questo è il cuore del messaggio di Papa Leone XIV per la XL Giornata Mondiale della Gioventù.

    LEGGI IL MESSAGGIO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV

    "Anche voi date testimonianza, perché siete con me"

    Il primo pensiero del Papa è un ringraziamento ai giovani che hanno partecipato agli eventi del Giubileo a loro dedicato, tenutisi a Roma tra luglio e agosto. Un evento "prezioso per rinnovare l’entusiasmo della fede e condividere la speranza che arde nei cuori". Il Pontefice auspica che esso “non rimanga un momento isolato”, ma diventi “un passo avanti nella vita cristiana e un forte incoraggiamento a perseverare nella testimonianza della fede”. Il tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che si celebrerà il 23 novembre, è tratto dal Vangelo di Giovanni: "Anche voi date testimonianza, perché siete con me". Essa rappresenta una tappa di avvicinamento all’edizione internazionale della GMG, in programma a Seoul nel 2027.

    Desideri di verità, bellezza, gioia e pace

    Il Papa insiste quindi sul legame fondamentale alla base della testimonianza: nasce “dall’amicizia con il Signore”. Non è “propaganda ideologica”, ma "un vero principio di trasformazione interiore e di sensibilizzazione sociale".

    Quando dunque Gesù ci dice: “Date testimonianza”, ci sta assicurando che ci considera suoi amici. Lui solo conosce pienamente chi siamo e perché siamo qui: conosce il cuore di voi giovani, il vostro fremito davanti a discriminazioni e ingiustizie, il vostro desiderio di verità e di bellezza, di gioia e di pace; con la sua amicizia vi ascolta, vi motiva e vi guida, chiamando ciascuno a una nuova vita

    Amici spontanei e gioiosi

    Uno “sguardo”, quello di Gesù, che non cerca "servi" o "attivisti di un partito", ma amici spontanei e gioiosi.

    È un’amicizia unica, che ci dona la comunione con Dio; un’amicizia fedele, che ci fa scoprire la nostra dignità e quella altrui; un’amicizia eterna, che neanche la morte può distruggere, perché ha nel Crocifisso risorto il suo principio

    La testimonianza che nasce dall'amore

    La testimonianza è quella dell’apostolo Giovanni, richiamata da Leone XIV. Il suo racconto trasuda “gratitudine” e “stupore”: egli si definisce “il discepolo che Gesù amava”. Un titolo che è specchio di una relazione: non un nome, ma la realizzazione di un legame personale.

    Ciò che scrive l’apostolo Giovanni vale anche per voi, carissimi giovani. Siete invitati da Cristo a seguirlo e a sedervi accanto a Lui, per ascoltare il suo cuore e condividere da vicino la sua vita! Ognuno per Lui è un “discepolo amato”, e da questo amore nasce la gioia della testimonianza

    Non occupare "la scena"

    Un altro Giovanni, il Battista, ricorda che il vero discepolo non cerca di occupare “la scena” né di raccogliere seguaci. Umile e “interiormente libero”, non pretende di essere al centro dell’attenzione. Ha la facoltà di ascoltare, interpretare e dire la verità a tutti, anche ai "potenti". Il Battista, prosegue Leone XIV, insegna come l’annuncio non è celebrazioni delle proprie capacità spirituali, intellettuali o morali, rendendo sempre valido l’invito fatto da Papa Francesco:

    Se non usciamo da noi stessi e dalle nostre zone di comodità, se non andiamo verso i poveri e chi si sente escluso dal Regno di Dio, noi non incontriamo e non testimoniamo Cristo. Smarriamo la dolce gioia di essere evangelizzati e di evangelizzare.

    Le risposte non sono nello scrolling

    La ricerca è continua: si sviluppa tanto nella riflessione personale quanto nel rapporto con gli altri.

    In effetti, le nostre domande più profonde non trovano ascolto, né risposta nello scrolling infinito sul cellulare, che cattura l’attenzione lasciando affaticata la mente e vuoto il cuore. Non ci portano lontano se le teniamo chiuse in noi stessi o in circoli troppo ristretti. La realizzazione dei nostri desideri autentici passa sempre attraverso l’uscire da noi stessi

    I disagi dei giovani

    Il Pontefice esorta i giovani a diventare “missionari” di Cristo. Tutti condividono “la ricerca di senso”, accompagnata da un senso di “insicurezza” che assume diverse forme. Molti subiscono violenza, sono costretti ad usare le armi, separati dai propri cari, costretti alla migrazione e alla fuga. Alcuni sono privati di istruzione e di beni essenziali. I disagi sono però anche più prossimi: pressioni sociali o lavorative, crisi familiari, mancanza di opportunità, rimorso per errori commessi. Il Pontefice nota che è sempre possibile mettersi al fianco dei propri coetanei, camminando con loro, a immagine di Dio che — come ricordava Papa Francesco nell’Enciclica Dilexit nos — “è vicinanza, compassione e tenerezza”.

    La tensione tra accoglienza e rifiuto

    Testimoniare, osserva ancora Leone XIV, non è sempre facile. Nei Vangeli emerge la tensione fra accoglienza e rifiuto di Gesù, come in Giovanni: “La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta”. Anche oggi il “discepolo-testimone” può incontrare rifiuto, fino all’opposizione violenta. Una realtà dolorosa, ma che diventa occasione per vivere “il comandamento più alto”: amare i propri nemici.

    Ancora oggi, in tanti luoghi del mondo, i cristiani e le persone di buona volontà soffrono persecuzione, menzogna e violenza. Forse anche voi siete stati toccati da questa dolorosa esperienza e forse siete stati tentati di reagire istintivamente mettendovi al livello di chi vi ha rifiutato, assumendo atteggiamenti aggressivi. Ricordiamoci però il sapiente consiglio di San Paolo: Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.

    Organizzarsi per riconciliare comunità polarizzate

    Dall’amicizia con Cristo nasce una vita pienamente fraterna. Chi incontra Gesù porta calore agli altri, introducendoli in una dimensione di vicinanza disinteressata, compassione sincera e tenerezza fedele.

    Lo Spirito Santo ci fa vedere il prossimo con occhi nuovi: nell’altro c’è un fratello, una sorella!

    Inoltre, il legame con Gesù è capace di sollevare dall’indifferenza e dalla “pigrizia spirituale”, scavalcando “chiusure e sospetti".

    Ci lega inoltre gli uni agli altri, sospingendoci a impegnarci insieme, dal volontariato alla carità politica, per costruire nuove condizioni di vita per tutti. Non seguite chi usa le parole della fede per dividere: organizzatevi, invece, per rimuovere le disuguaglianze e riconciliare comunità polarizzate e oppresse.

    "Non siamo mai soli"

    Di fronte “alle sofferenze e alle speranze del mondo”, Leone XIV invita a fissare lo sguardo su Gesù, sul suo “dono estremo d’amore” sulla croce, sul suo affidare Maria a Giovanni come madre. Invita ad accogliere questo "santo legame", coltivandolo soprattutto nella preghiera del Rosario.

    Così, in ogni situazione della vita, sperimenteremo che non siamo mai soli, ma sempre figli amati, perdonati e incoraggiati da Dio. Di questo, con gioia, date testimonianza!

    Vatican News

    News correlate

    COMMENTO

    Tor Vergata come Emmaus, dal tramonto all'alba l'amicizia può cambiare il mondo

    Il direttore de L’Osservatore Romano - Andrea Monda - riflette sui momenti che hanno caratterizzato la conclusione del Giubileo dei giovani, folla immensa che è andata “per vedere un volto e così essere raggiunta da un amore”. Non per “fare” qualcosa, ma per “stare”.

    Leone XIV ai giovani: aspirate a cose grandi. Contagiate tutti con la testimonianza di fede

    Il Pontefice celebra a Tor Vergata, nella periferia di Roma, la Messa del Giubileo dei giovani ed incoraggia a non accontentarsi. La pienezza dell’esistenza non dipende da ciò che si accumula, dice nell'omelia, ma risiede in quello che “con gioia sappiamo accogliere e condividere”.

    Il Papa: Gesù è la verità che non illude, troviamo la felicità donandoci

    Alla veglia con i giovani a Tor Vergata un milione di persone con il Pontefice che risponde alle domande di tre ragazzi sull’amicizia, sulla capacità di fare scelte importanti e su come incontrare Cristo.

    Tor Vergata 2025, il Papa e la lezione di "bellezza" dei giovani del mondo

    A 25 anni dallo storico evento con Giovanni Paolo II, quasi un milione di giovani da tutto il mondo affollano la spianata romana per il Giubileo. Con Leone XIV si canta, si prega, si parla in tante lingue ma con un’unica voce: quella della fede, che molti stanno riscoprendo in questo evento di Chiesa. Le foto dei giovani ticinesi.

    Giubileo dei Giovani: la fede che abbraccia il futuro

    In occasione del Giubileo dei giovani, in programma a Roma dal 28 luglio al 3 agosto, ripercorriamo a partire dall’Anno Santo del 1950 alcune riflessioni dei Pontefici, durante il tempo giubilare, sulle nuove generazioni: sogni, inquietudini e speranze alla luce del Vangelo.

    Giubileo dei giovani: arrivano a Roma le reliquie di Frassati

    Le spoglie di Frassati, il giovane torinese, che sarà dichiarato Santo il 7 settembre insieme ad Acutis, vengono traslate a Roma, in Santa Maria Sopra Minerva (zona Pantheon), per il prossimo giubileo dei giovani di fine luglio, inizio agosto.

    News più lette