Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Il Papa al telefono con Putin chiede tregua umanitaria nella regione di Kherson

Degente al Policlinico Gemelli, ma Leone XIV non rinuncia alla sua missione di pace e oggi pomeriggio, 16 ottobre, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede, spiegando che il Papa – ricoverato nell’ospedale romano dopo l’operazione per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare – ha espresso a Putin la preoccupazione per la crisi umanitaria che si sta consumando a Oleshky, località lungo la linea di combattimento nella regione di Kherson, sulla riva del fiume Dnepr, occupata dai russi, dove gli abitanti sono allo stremo.

La comunicazione della Santa Sede

“Nel corso della conversazione – si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”. Leone XIV, informa ancora la nota, “ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”.

Prima telefonata nel giugno 2025

Non è la prima telefonata tra Papa Leone e Putin, bensì la seconda dopo quella del 4 giugno 2025, neppure un mese dopo l’elezione al Conclave di Robert Francis Prevost. Da subito il Pontefice statunitense si è fatto latore di pace nel conflitto tra Russia e Ucraina, invitando i due presidenti Putin e Zelensky a dialogare e a farlo usando come spazio negoziale la stessa Città del Vaticano.

Nella telefonata dell’anno scorso il Papa aveva fatto appello affinché la Russia compisse un gesto a favore della pace, sottolineando “l’importanza del dialogo” per cercare “contatti positivi” e “soluzioni al conflitto”. Si era parlato, inoltre, “della situazione umanitaria, della necessità di favorire gli aiuti dove necessario, degli sforzi continui per lo scambio dei prigionieri”. Missione, quest’ultima, al centro dell’azione umanitaria della Santa Sede nel contesto del conflitto in Ucraina, rilanciata dalle recenti visite del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, per due volte a Mosca (la seconda, a fine settembre scorso) e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, per tre giorni ad agosto nella capitale russa.

L'appello all'Angelus

Nell’ultimo Angelus, il Papa - prima di annunciare l’intervento chirurgico - aveva richiamato nuovamente l’attenzione non solo sul drammatico bilancio di vittime e sulla distruzione delle infrastrutture nei due Paesi, ma anche sulle pesanti ripercussioni del conflitto sulle popolazioni più povere del mondo con l’impedimento di un trasporto sicuro dei cereali nel Mar Nero. “Il pane quotidiano di milioni di persone – affermava Leone - non può essere ostaggio della guerra”.

Fonte: Vatican News

News correlate

News più lette