La Repubblica di San Marino può essere un ‘laboratorio’ di buona politica, dove, senza derogare alla laicità dello Stato, si può attingere ai principi della dottrina sociale cattolica”. Così Papa Leone XIV nel discorso alle autorità e alla società civile, nel corso della visita pastorale odierna nella Repubblica di San Marino. Il Papa ha sottolineato “il valore peculiare di uno Stato piccolo, a misura d’uomo, in cui è possibile sperimentare la prossimità della politica ai bisogni dei cittadini e, dunque, una democrazia più effettiva”, tanto più nel momento in cui “si accinge a divenire operativo l’Accordo di associazione con l’Unione europea”.
L’obiettivo principale, ha indicato il Pontefice, è “la cura dell’umano”, che “si traduce nella tutela di ogni vita, in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale”: “La qualità di una civiltà si misura non dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che sa offrire, dalla capacità di riconoscere l’altro come volto e non come funzione”. Leone XIV ha quindi apprezzato l’impegno sammarinese “in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”, ricordando anche il sostegno e l’ospitalità offerti al popolo ucraino. Il Papa ha infine espresso stima per “la diplomazia e per il multilateralismo”.
L’incontro con i giovani: “Non abbiate paura di scelte esigenti”
“Non abbiate paura di fare scelte esigenti, come il matrimonio, la consacrazione, il ministero ordinato, la vita professionale, l’impegno sociale e politico”. Lo ha detto Papa Leone XIV ai giovani, nel discorso pronunciato oggi nella basilica di San Marino durante l’incontro con la comunità ecclesiale della diocesi di San Marino-Montefeltro, nel corso della visita pastorale nella Repubblica. “Abbracciate con entusiasmo la vostra missione nel mondo”, l’invito del Pontefice, che ha chiesto ai ragazzi di “capire qual è la chiamata per voi, unica per ciascuno” e di spendersi “senza risparmio”. Ripartendo dalle parole di Benedetto XVI ai giovani sammarinesi quindici anni fa – ‘Il vostro cuore è una finestra aperta sull’infinito!’ -, Leone XIV ha esortato: “Tenete aperta questa finestra!”. Con l’aiuto di Dio, ha assicurato il Papa, “i vostri sogni avranno la forza di incidere nella storia e migliorarla”. Un ringraziamento è andato ai sacerdoti, ai catechisti e a tutti gli educatori, per “un servizio umile e prezioso”. La famiglia è “il primo luogo di formazione alla fede, il grembo naturale in cui il Vangelo fin dall’infanzia si impara e si respira quotidianamente”, ha ricordato il Pontefice, auspicando “una forte sinergia formativa tra famiglie e comunità ecclesiali, un patto educativo”.
L’incontro con le autorità: “Non c’è vera libertà senza rispetto e promozione della dignità umana”
“Non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel discorso alle autorità e alla società civile, pronunciato questa mattina nella Sala del Consiglio Grande e Generale, nel corso della visita pastorale nella Repubblica di San Marino. Soffermandosi sul motto “Libertas”, il Papa ha ricordato che promuovere la libertà “comporta difendere gli spazi della coscienza”, con il pensiero rivolto ai “tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza”. Anche oggi, ha osservato il Pontefice, “in molte parti del mondo, non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità”: “con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza”. La libertà, ha proseguito Leone XIV, “si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”. Di qui la denuncia della “idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere”. Perché, ha concluso il Papa, “nella visione cristiana, libertà e comunione stanno o cadono insieme”.
L’incontro con i fedeli e la diocesi: “Viviamo in un mondo segnato da molti conflitti”
“Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro”. Lo ha denunciato Papa Leone XIV nella basilica di San Marino, incontrando oggi sacerdoti, consacrati e rappresentanti della vita ecclesiale della diocesi di San Marino-Montefeltro, nella visita pastorale nella Repubblica. “Di fronte a queste derive inquietanti – ha affermato il Pontefice – la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo”. Leone XIV ha poi sottolineato “l’importanza e la valenza profetica” delle esperienze con cui, nelle zone più interne del territorio, “le piccole comunità affrontano i problemi legati allo spopolamento e alla carenza di servizi, tenendo vivo il senso di famiglia e di comunione”: realtà “apparentemente piccole e marginali”, ma “come fiammelle a cui attingere per riaccendere e rianimare in tutti il fuoco di valori solidi”. “L’ultima parola è quella che più mi sta a cuore: comunione”, ha concluso il Papa: “Diamo, nelle nostre comunità, testimonianza di unità: tra le parrocchie e, al loro interno, tra pastori e fedeli, tra i diversi carismi e ministeri”. Alle 12.45 la partenza in elicottero per Pennabilli, dove pranza in privato con le monache agostiniane. In seguito la giornata prosegue con l’attesa visita al Meeting di Rimini.
fonte: sir/red