Alle 23.05 il Falcon militare offerto dal re Felipe VI con a bordo il Pontefice e il suo seguito più stretto è arrivato all’aeroporto romano di Fiumicino. Dopo qualche minuto il rientro in auto in Vaticano. Dopo il guasto al motore dell’aereo Iberia Airbus A320 che lo avrebbe dovuto riportare a Roma da Tenerife, Papa Leone XIV è volato a Roma con l’aereo del re di Spagna, offerto gentilmente da sua maestà. L’aereo è partito alle 18.05 (ora locale, le 19.05 in Italia). Il personale della Santa Sede e i giornalisti del volo papale, ha comunicato la Sala Stampa Vaticana, stanno facendo ritorno in Italia con un altro aereo messo a disposizione da IBERIA.
I telegrammi ai capi di Stato dei Paesi sorvolati
Mentre il Papa era in volo, sono stati resi noti i telegrammi inviati ai capi di stato di Spagna e dei Paesi sorvolati dall’aereo papale. A re Felipe VI, il Pontefice ha espresso ancora una volta la sua gratitudine al sovrano, “alle autorità e al popolo spagnolo per la calorosa accoglienza e la generosa ospitalità che mi sono state riservate durante questa visita”. Assicurando al re e a tutti gli spagnoli le sue continue preghiere per la pace e l’unità della Nazione, Leone XIV ha invocato su ciascuno abbondanti benedizioni divine. Al re del Marocco Mohammed VI., e al suo popolo, il Pontefice rinnova i suoi migliori auguri, assicurando le sue preghiere “per il bene del Regno”. Al presidente italiano Sergio Mattarella, il Papa ha scritto che in Spagna ha avuto la gioia “di sperimentare la fede viva di quell’amato popolo che, radicato nei valori evangelici, ancora oggi si contraddistingue per lo spirito di accoglienza e la cristiana fraternità”. E ha assicurato la sua costante preghiera “per la diletta Nazione italiana”.
La discesa del Papa dal primo aereo
Si è concluso così, in modo inedito, dopo 7 giorni, il quarto viaggio apostolico internazionale di Leone XIV all’aeroporto di Tenerife Norte – Los Rodeos. Un viaggio che lo ha portato in Spagna dal 6 al 12 giugno. Una partenza che è stata a lungo rimandata per un problema tecnico al motore del velivolo Iberia Airbus A320. Avviata la procedura di decollo intorno alle 16.15 ora locale (le 17.15 italiane), con già più di un ora di ritardo, poco dopo è stata riportata la scaletta e il Papa è stato accompagnato nuovamente nella sala vip dell’aeroporto da re Felipe VI che lo aveva salutato poco prima. Poco dopo sono scesi anche il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e gli altri porporati e vescovi del seguito papale.
La mancata conferenza stampa in volo
Sul volo per Roma, lungo 3.036 chilometri, e della durata prevista di 4 ore e 40, non si è così svolta la tradizionale conferenza stampa con gli 80 giornalisti che hanno accompagnato il Pontefice in tutte le tappe del suo viaggio, da Madrid a Barcellona, da Gran Canaria a Tenerife.
Il messaggio dei due giorni del Papa alle Canarie
Il Successore di Pietro nei due giorni finali del viaggio in Spagna, con le tappe a Gran Canaria e Tenerife, ha voluto portare a compimento il desiderio di un viaggio espresso da Papa Francesco, segnando una pietra miliare del suo pontificato. Negli incontri con i migranti ha sottolineato che il denaro strappato a questi fratelli poveri non darà pace, né onore, né futuro. Ha ammonito i trafficanti di esseri umani, riprendendo san Paolo nella seconda Lettera ai Corinti, che per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, ogni donna minacciata, ogni lavoratore sfruttato, “dovrete comparire davanti alla giustizia divina”.
Le tappe del viaggio in Spagna
Il quarto viaggio apostolico internazionale di Papa Leone ha avuto un programma molto intenso, dall'incontro con i monarchi Felipe VI e Letizia a Madrid, alla Messa del Corpus Domini in Plaza Cibeles, con oltre 1 milione e 200mila persone. Il Papa ha anche guidato una veglia con 600mila giovani e incontrato la comunità diocesana allo Stadio Bernabeu, tenendo poi uno storico discorso, il primo per un Pontefice, nel parlamento spagnolo. A Barcellona poi ha visitato il Monastero di Montserrat, richiamando il valore della cultura e della spiritualità, e presieduto la cerimonia solenne nella Sagrada Familia per l’inaugurazione e la benedizione della Torre di Gesù, che fa della basilica la più alta Chiesa nel mondo, nel centenario della morte del suo architetto, Antoni Gaudì.
fonte: vaticannews