Una domenica densa di interventi, quella del 26 luglio, per Papa Leone XIV. Dalla terrazza di Castel Gandolfo, dove si è fermato per un breve periodo di riposo estivo, il Pontefice ha guidato l'Angelus in Piazza della Libertà toccando tre nervi scoperti del nostro tempo: il logorio di una società dei consumi che non sazia mai, la violenza che continua a insanguinare Cisgiordania e Gaza, e il rapporto sempre più ambiguo dei giovani con social network e intelligenza artificiale. A quest'ultimo tema ha dedicato anche un videomessaggio inviato al Festival Halleluya di Fortaleza, in Brasile, e uno agli incontri giovanili di Lamego, in Portogallo.
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Il veleno del consumismo e un Regno che "allarga la vita"
Partendo dalla parabola evangelica del tesoro nascosto e della perla preziosa, il Papa ha ricordato come l'incontro con Dio si presenti fin dai Vangeli come qualcosa di irresistibile, libero, urgente. Da qui l'affondo sulla società dei consumi, che secondo Leone XIV finisce per "modificare il palato" delle persone, creando bisogni artificiali e proponendo risposte che il più delle volte lasciano l'animo ancora più vuoto di prima, quando non lo danneggiano apertamente. Il Regno di Dio, ha spiegato, funziona in modo opposto: non toglie, aggiunge. È "una svolta che non restringe, ma allarga la vita", ha detto, ribadendo che ogni cambiamento autentico porta sempre a un di più di possibilità, mai a una diminuzione.
Il Pontefice ha poi allargato lo sguardo alla Chiesa stessa, descritta come una comunione che tiene insieme persone diversissime per origine, cultura, competenze e ruolo, tutte ugualmente amate da Dio — con una predilezione particolare, ha precisato, per chi viene scartato dalla società.
Terra Santa e Libano: un appello che non si stanca di ripetersi
La parte più accorata dell'Angelus ha riguardato ancora una volta il Medio Oriente. Leone XIV ha parlato delle vittime civili registrate nelle ultime settimane in Cisgiordania e a Gaza, chiedendo ai leader politici di "tornare a negoziare un'equa soluzione politica", basata sulla pari dignità e sugli stessi diritti per ogni persona, e di abbandonare azioni militari unilaterali, comprese quelle che intaccano lo status quo dei luoghi santi delle diverse religioni.
Il Papa ha esteso la propria preoccupazione a tutta la regione, segnata da un'escalation che sta privando intere popolazioni di acqua potabile ed elettricità, e ha chiesto a tutte le parti in causa di fermare gli attacchi e riaprire subito canali di dialogo diplomatico. Non è mancato un pensiero per il Libano, dove sabato è stato beatificato il patriarca maronita Elia Hoayek, guida della Chiesa maronita per oltre trent'anni e figura ancora oggi ricordata come "padre del Grande Libano": per il Pontefice resta un modello di uomo di dialogo, la cui intercessione ha invocato per ottenere pace su tutto il popolo libanese.
Leone XIV ha infine espresso vicinanza alle popolazioni colpite dai grandi incendi che in questi giorni stanno interessando diverse zone di Francia e Spagna, assicurando preghiere per le vittime e per chi lavora ai soccorsi.
Ai giovani: "moderazione e disciplina" con social e intelligenza artificiale
Nel videomessaggio per il Festival Halleluya di Fortaleza — quattro giorni di musica, danza e preghiera che hanno radunato centinaia di migliaia di giovani brasiliani — il Papa ha manifestato apprezzamento per l'entusiasmo che i ragazzi sanno trasmettere, invitandoli a non perdere lo slancio missionario e a farsi costruttori di quella che, richiamando Sant'Agostino, ha definito la "città della pace" presente in mezzo alla città degli uomini.
Il passaggio più diretto ha riguardato però l'uso della tecnologia. Prendendo a modello san Carlo Acutis, il giovane beato noto per aver messo la fede al centro anche nel proprio rapporto con il digitale, Leone XIV ha invitato i ragazzi a "usare i social network e l'intelligenza artificiale con moderazione e disciplina". Il rischio, ha spiegato, è che questi strumenti proiettino le persone in un mondo irreale, dove apparenza e finzione finiscono per sostituirsi ai valori autentici e a ciò che davvero conta nella vita.
Un messaggio dai toni molto simili è arrivato anche ai giovani riuniti a Lamego, in Portogallo, per la giornata nazionale della gioventù "Rejoice", ai quali il Papa ha chiesto di lasciarsi ispirare dai santi e di non smettere mai di sognare un mondo di pace e fraternità.
Un pensiero per nonni e anziani
Nella stessa giornata, che liturgicamente celebra i santi Gioacchino e Anna, cade anche la sesta Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, quest'anno segnata dalla parola di Isaia "Io invece non ti dimenticherò mai". Il Papa ha invitato tutti a riconoscere il valore prezioso di questa generazione e a garantirle sempre l'attenzione e l'assistenza che merita.
Un filo che tiene insieme i temi
Consumismo, guerra, tecnologia, cura degli anziani: temi apparentemente lontani tra loro, che nella voce di Leone XIV finiscono per intrecciarsi attorno a un'unica domanda, quella su cosa dia davvero senso e pienezza alla vita delle persone. Non stupisce che il Pontefice torni a insistere sulla necessità di "distinguere la perla di grande valore", di riconoscere ciò per cui vale la pena rinunciare al resto.
È lo stesso invito, sotto forme diverse, che ha rivolto ai fedeli di Castel Gandolfo, ai leader coinvolti nel conflitto mediorientale e ai giovani di Fortaleza e Lamego: non lasciarsi bastare da risposte che illudono, e cercare invece ciò che, come ha detto lui stesso, allarga davvero la vita.
fonte: agenzie/catt.ch