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Leone XIV all'Angelus da Castel Gandolfo: "Il mondo ha bisogno di pace e frutti di bene

E’ il primo Angelus di Leone a Castel Gandolfo dove il Papa si è trasferito per trascorrere un breve periodo estivo di riposo e preghiera. L’accoglienza di residenti, turisti e fedeli, radunati in Piazza della Libertà, su cui affaccia il Palazzo apostolico, nonostante il sole allo zenit e la colonnina di mercurio che sfiora i 40 gradi, è grande e festosa. Leone nella catechesi commenta la celebre parabola del seminatore che descrive la generosità e la fiducia con cui Dio sparge la sua Parola nel nostro cuore.

Miracoli d’amore

A volte, come nel racconto dell’evangelista Matteo, il seme incontra un terreno duro, insensibile, sassoso o invaso da rovi, altre una terra feconda e pronta alla semina. E’ in quei momenti, afferma il Pontefice, che accadono “miracoli d’amore” capaci di cambiare tutto il resto. Perciò Dio insiste e non smette di seminare, “perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza”.

La generosità di Dio nei nostri confronti non è ingenua, ma sapiente, e sa cogliere in noi la possibilità di un bene di cui a volte nemmeno noi ci rendiamo conto. Per questo il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui.

I frutti dello Spirito

Citando San Giovanni Crisostomo, il Papa insiste sull’opportunità di continuare a seminare nel cuore dell’uomo per generare quei frutti dello Spirito, di cui il mondo ha tanto bisogno.

Così, dalla gratuità e dalla fiducia con cui il seme è sparso e dall’umiltà e dalla disponibilità con cui è ricevuto, crescono in noi e si diffondono i frutti dello Spirito Santo, che sono, come insegna San Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Quanto il nostro mondo ha bisogno di questi frutti: di esserne riempito e trasformato!

Riposo e preghiera

Non manca, prima della recita della preghiera mariana, l’invito di Leone XIV in questo tempo di vacanze, ad accostare al riposo e al sano divertimento, l’ascolto, la lettura della Parola di Dio, il silenzio e la preghiera, per ritornare alle occupazioni quotidiane rinnovati nel corpo e nello spirito e “sempre più capaci di cooperare alla crescita del Regno di Dio”, annunciando il Vangelo. Anche Leone ammette, salutando i pellegrini che gli hanno riservato un'accoglienza straordinaria, di essere in quel "bel borgo" per trovare ristoro in questi giorni di forte calura estiva.  Allo striscione enorme che campeggia nella piazza con su scritto "Benvenuto Papa Leone", ai cori, il Pontefice risponde con un insolito giro in papamobile, al termine dell'Angelus, per lasciarsi raggiungere dai fedeli e salutare tutti più da vicino. 

Invito a ritornare alle vie diplomatiche

Leone XIV dopo aver pregato l’Angelus, va col pensiero al riaccendersi del conflitto in Medio Oriente e alla crisi in Ucraina invitando a percorrere le vie diplomatiche. Nella “Domenica del mare” esprime vicinanza a tutti i lavoratori marittimi e portuali, le cui condizioni sono rese difficili dalle tensioni militari. Infine ricorda il tradizionale pellegrinaggio mariano dei fedeli polacchi a Jasna Góra

Fonte: Vatican News

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