Il Signore “ama rivelarsi ‘ai piccoli’, mentre resta nascosto ‘ai sapienti e ai dotti’”. Questo è lo stile di Dio, che il Papa indica all’Angelus di oggi, 5 luglio, commentando il Vangelo della Liturgia odierna. Circa 18mila le persone radunate in Piazza San Pietro in questa prima domenica di luglio. Al centro della sua catechesi, una riflessione sulla vera sapienza di Gesù.
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La vera sapienza si rivela ai piccoli
I sapienti - evidenzia il Papa - sono pieni delle loro idee “che non riconoscono la presenza di Cristo”. “L’umana sapienza - nota - diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia” mentre “la vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge agli 'stanchi e oppressi'”.
Il dono di sé per amore è cuore della sapienza di Gesù
Leone ricorda, quindi, che “andare da Gesù” significa “condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua»”. “Il dono di sé per amore - evidenzia - è il ‘giogo’ di Gesù, cioè la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti”.
La sua sapienza è annuncio di salvezza che ci solleva da ogni caduta
C’è però una domanda decisiva che sorge: come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce?
Per una sola ragione: perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta.
Solo nella croce di Gesù il male viene redento
Seguendo Cristo, il Papa ricorda che “il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica”, ma “una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri”. “Difatti - sottolinea - solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto”.
Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome.
Questa sapienza Gesù “ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello”, spiega il Papa, e “con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo”. Leone XIV conclude quindi chiedendo “l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero”.
Un pensiero al Venezuela
Leone XIV, al termine della preghiera mariana dell’Angelus, rivolge il suo pensiero al Venezuela drammaticamente colpito da due forti scosse che hanno provocato quasi 3mila vittime.
Recuerdo siempre en mis oraciones a las víctimas…Nelle mie preghiere ricordo sempre le vittime del terremoto e tutto il popolo venezuelano: che il Signore lo sostenga in questo momento così difficile.
Il Pontefice ricorda poi la beatificazione, avvenuta il 2 luglio scorso nel Santuario di Tac Say in Vietnam, del sacerdote Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu, ucciso nel 1946 in odio alla fede. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Louis Antonio Gokim Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ha definito il sacerdote “un missionario per eccellenza”. Leone XIV lo indica come esempio di prossimità.
fonte: vaticannews/catt.ch